Sardegna

I sindacati dei medici contro la Asl Unica: “Un mostro, fallirà”

ospedale_sala_attesaCAGLIARI – Un progetto “fumoso”. E ancora: un “mostro” che moltiplicherà i problemi sul territorio. È solenne la bocciatura sulla Asl unica da parte dei rappresentanti sindacali dei medici, sentiti ieri nella commissione Sanità presieduta da Mondo Perra (Psi), durante il ciclo di audizioni sull’istituzione dell’Asur che presto sbarcherà in Consiglio regionale per la discussione.

Maria Luisa Boi, coordinatrice regionale medici della Uil-Fpl, ha definito il progetto “fumoso e non adeguato a rispondere alle tante specificità del territorio regionale; sarebbe preferibile uno schema costruito su tre Asl prestando particolare attenzione alle realtà territoriali”. Quello della Asl unica, ha aggiunto, “è , ma solo un forte accentramento di poteri nella persona del direttore generale”. Anche Luciana Cois, segretario di Cisl medici, ha ipotizzato un consistente aumento dei costi, aggiungendo che i risparmi, semmai, “potrebbero arrivare dalla centrale unica per gli acquisti che comunque c’è già; quello che manca, invece, è la capacità di produrre buona salute per i sardi”.

Perplessità anche da Enrico Giua, Anpo-Nuova Ascoti, l’associazione nazionale primari ospedalieri, che ha espresso una valutazione positiva sulla riforma in linea di massima, raccomandando però di “procedere con la necessaria gradualità negli accorpamenti”, manifestando inoltre la propria preferenza per uno schema di tre Asl. D’accordo con Giua è Angela Vacca, segretario regionale del sindacato italiano veterinari di medicina pubblica (Sivemp), secondo la quale la proposta della Asl unica non appare la più adatta “al governo sanitario di un territorio vasto come la Sardegna; per noi il numero ottimale sarebbe quello di tre Asl, anche per assicurare una maggiore presenza nei territori che rischiano di essere fortemente indeboliti”.

Durissimo il giudizio di Anna Rita Ecca, Smi, Sindacato medici italiani, secondo la quale la Asl unica “sarà un mostro che moltiplicherà i problemi della sanità sul territorio, dove i ventidue distretti somigliano molto alle vecchie Ausl ed i rapporti fra strutture ospedaliere ed universitarie saranno ancora più complicati; l’unico elemento di chiarezza sono i super poteri del direttore generale, difficilmente controllabili”. Anche per Susanna Montaldo, segretario regionale dell’associazione medici dirigenti (Anaao-Assomed), “la Asl unica non potrà funzionare e non farà risparmiare; si sta procedendo con troppa fretta con una concentrazione di potere eccessiva che nelle Marche, per esempio, ha portato ad uno squilibrio che di fatto ha delegato al direttore generale le funzioni dell’assessore della Sanità”. Lo schema più funzionale, ha concluso, “sarebbe quello di quattro Asl, con confini coincidenti con quelli delle vecchie province”.

19 maggio 2016
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