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Grasso: urgenti le unioni civili, incredibili le liti sindaci-prefetti per i registri

P. Grasso

P. Grasso

“Si può guardare all’omofobia e ai diritti degli omosessuali da molte prospettive. L’annuale rapporto dell’Ilga, una Ong impegnata in tutto il mondo e da oltre 30 anni nella promozione dei diritti Lgbti, segnala come il nostro Paese sia fanalino di coda europeo per quel che riguarda la tutela dei diritti e gli episodi di discriminazione, che registrano un sensibile aumento. Un simile quadro deve indurci ad una serie riflessione e testimonia come, purtroppo, sia necessario e urgente agire tanto sul piano culturale che su quello politico”. Questo il pensiero del presidente del Senato, Pietro Grasso, in occasione del convegno “Diritti omosessuali, diversita’ come valore”.

 “Mentre a pochi chilometri da noi il premier del Lussemburgo, Xavier Bettel, politico cattolico e di centrodestra, si sposa con il suo compagno, e facciamo a entrambi i nostri migliori auguri, in Italia dobbiamo ancora assistere alle lotte tra sindaci e prefetture per un semplice registro delle unioni civili, o discutere oggi come si possa trasformare la diversità in valore- ha spiegato Grasso- Sembra incredibile ma è così. Ma i diritti non sono un giuoco a somma zero, allargarli per comprendere  quanti più cittadini possibile non tocca in alcun modo i diritti già riconosciuti: al contrario la democrazia trova il suo più alto compimento nella valorizzazione e nell’arricchimento della vita di ogni cittadino”.

“Ho apprezzato- ha concluso il presidente del Senato- il significativo e non simbolico passo in avanti compiuto dalla Commissione Giustizia del Senato il 26 marzo scorso, quando si è finalmente giunti all’adozione di un testo unificato su unioni civili e convivenze di fatto, un testo che mira a risolvere definitivamente il problema dell’uguaglianza formale tra coppie omosessuali ed eterosessuali, così come vorrebbe l’articolo 3 della Costituzione. Arrivare a dotarsi di strumenti normativi non solo per il riconoscimento, ma anche per la concreta protezione dei diritti degli omosessuali, come in questo caso, è, inoltre, in linea con l’osservazione della Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo cui il dilagare della discriminazione sessuale o legata all’identità di genere è inversamente proporzionale al livello di tutela giuridica riconosciuto alle coppie omosessuali”.

Ecco perche, “l’azione normativa non può e non deve essere rallentata ma da sola non è  sufficiente per combattere l’odioso fenomeno dell’omofobia. Bisogna in primo luogo combattere una battaglia culturale che sappia coinvolgere tutti gli strati della società; mostrare quanti danni, a volte irreparabili, può causare l’ignoranza; impegnarsi quotidianamente, ciascuno secondo le proprie competenze, per abbattere l’idea sbagliata che l’amore verso una persona dello stesso sesso abbia meno cittadinanza nel nostro Paese”.

19 maggio 2015

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