Irlanda del Nord, torna l’ombra del terrorismo: uccisa giornalista di 29 anni

Lyra McKee stava seguendo gli scontri nella cittadina di Derry
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ROMA – Un movimento repubblicano nordirlandese – il Derry 1916 Commemoration Committee – ha deciso di cancellare le consuete celebrazioni del Lunedì di Pasqua in segno di rispetto per l’uccisione la scorsa notte di Lyra McKee. A darne notizia in un tweet è la giornalista Leona O’Neill, la stessa che ha testimoniato l’uccisione della collega 29enne a Derry. Entrambe stavano seguendo gli scontri in corso nella cittadina, quando gli insorti hanno esploso colpi d’arma da fuoco contro le auto della polizia, vicino alle quali stavano le giornaliste. Lyra McKee è stata raggiunta dalle pallottole, e nonostante la corsa in ospedale con una vettura della polizia, è morta poco dopo il ricovero. “Ero in piedi accanto a questa giovane donna quando si è accasciata accanto alla Land Rover della polizia” ha scritto O’Neill in un tweet. “Ho chiamato un’ambulanza ma gli agenti l’hanno messa in macchina e portata di corsa in ospedale, dove è morta. Aveva solo 29 anni. Sto molto male”.

Secondo gli inquirenti, l’episodio di ieri notte può inquadrarsi come un atto terroristico.

Da tempo gli osservatori avvertono sulla possibilità del ritorno di tensioni in Irlanda del Nord, anche alla luce dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, che riapre la questione del confine tra le due Irlande.
 
“Il rischio è che vadano vanificati gli accordi del Venerdì Santo di 21 anni fa e che si riaccenda il conflitto storico fra repubblicani nazionalisti, prevalentemente cattolici, e i lealisti filo-britannici, per lo più protestanti” è stato detto nel corso di un incontro alla John Cabot University di Roma di qualche giorno fa. “Ora il confine irlandese non è una frontiera tangibile. La linea tracciata nelle carte geografiche, in realtà passa anche attraverso le case. Così può capitare di avere la camera da letto in Irlanda del Nord e il soggiorno in Eire. Viaggiando in macchina può succedere di transitare a tratti in uno Stato e a tratti nell’altro”.
 
“La gioventù d’Irlanda è cresciuta con il senso di appartenenza europeo e ora è disorientata” ha spiegato Tara Keenan, docente Jcu, intervenuta al dibattito. Keenan ha aggiunto: “Il popolo irlandese è sposato all’Inghilterra, ma la maggioranza non vuole lasciare la Ue. Il referendum, va detto, è uno strumento che non protegge le minoranze e che non fornisce sempre le soluzioni migliori a problematiche sociali e politico-economiche così intricate”.
 
A confermare oggi queste posizioni è mons. Noel Treanor, vescovo di Down e Connor, diocesi della Chiesa cattolica in Irlanda, e vice-presidente della Comece, la Commissione che riunisce gli episcopati dell’Unione europea. In una intervista al ‘Sir’ mons. Treanor ha detto: “Questi genere di avvenimenti a Derry succedono da tempo ed è molto difficile capire cosa stia veramente accadendo. È certo però che c’è un contesto di incertezza dovuto, da una parte, anche al processo della Brexit e, dall’altra, a un periodo d’incertezza e instabilità politica locale che dura ormai da due anni”.
 
Il vescovo riferisce che “qui da due anni le istituzione politiche stabilite dall’Accordo del Venerdì Santo nel 1998, non esistono, non funzionano. Inoltre per diverse ragioni, si è sviluppata una polarizzazione tra i due principali partiti politici il Sinn Fein (di matrice nazionalista) e il partito dei Democratici Unionisti (Dup) che tendono piuttosto verso il Regno Unito. Questi due partiti dal 1998 in poi hanno formato l’esecutivo e l’Assemblea, ma da due anni queste istituzioni non funzionano. Vuol dire che da due anni c’è un vuoto politico e che questo vuoto si è acuito con il processo della Brexit”.
 
Secondo mons. Treanor “nonostante l’Accordo di Belfast nel Venerdì Santo del ‘98, e sebbene gli attivisti degli anni della violenza abbiano rinunciato alle armi, è rimasto un nodo di dissidenti che non hanno abbandonato la violenza e si trovano in diverse aree della provincia. Si dice che siano presenti anche nei dintorni di Derry”, dove hanno avuto luogo i disordini di ieri notte.
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19 Aprile 2019
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