Al via ‘Pratiche di restauro’, in mostra i capolavori curati dall’Iscr

ROMA – Dalla ‘Madonna con il bambino’ della bottega di Botticelli a ‘Ripetizione rossa’, il grande trittico di Toti Scialoja, dall”Adorazione del Bambino‘ proveniente dalla bottega di Tiziano alle Maschere teatrali giapponesi. E poi il ‘Narciso’ di Domenichino, il ‘Matrimonio mistico’ di Santa Caterina del Parmigianino e la ‘Madonna di Ussita’, simbolo della rinascita dopo il terremoto. Capolavori di epoche, provenienze e materiali diversi, ma tenuti insieme dalla maestria e dal rigore del restauro cui sono state sottoposte.

Sono in tutto 19 le opere ospitate nel bellissimo e appena rinnovato ex carcere femminile del San Michele protagoniste di ‘Pratiche di restauro’, l’iniziativa con cui l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (Iscr) apre le sue porte per un mese di visite guidate. Dal 23 aprile al 25 maggio, saranno gli esperti Iscr ad accompagnare il pubblico attraverso sei percorsi tematici che raccontano l’attività dell’Istituto negli ultimi due o tre anni. “Cesare Brandi mandava cartoline postali con scritto ‘abbiamo finito di restaurare il Caravaggio, chi vuole può venire a vederlo’. E noi- racconta Gisella Capponi, direttore dell’Istituto- abbiamo voluto fare la stessa cosa”. 

In molti casi, le opere in mostra sono state oggetto di attività didattica per gli allievi e le allieve della Scuola di Alta formazione dell’Istituto, altre sono diventate tesi laurea. Tutte, però, sono state restaurate seguendo il metodo interdisciplinare che caratterizza l’Iscr. “E’ un lavoro di famiglia che vi offriamo e che vogliamo condividere con tutti voi”, aggiunge Capponi, che tra le opere in mostra cita la Madonna delle rose proveniente da Ussita e ridotta in pezzi dal sisma del 2016. “Ci piace pensare che sia riuscita a vincere il terremoto- dice il direttore- abbiamo ricomposto 700 frammenti recuperati dal Nucleo tutela dei Carabinieri che sono tornati più volte a Ussita perché mancava il naso. E adesso hanno ritrovato anche quello”. 

Le sezioni

Ogni sezione ha le sue opere esposte, unite proprio dai concetti cardine del restauro tracciati da Brandi e portati avanti nei laboratori del San Michele. Così, per la sezione ‘Pulitura’ l’opera del 1943 di Achille Capizzano, ‘Impero romano’, si trova accanto a ‘San Bartolomeo’ ritratto da un ignoto nella seconda metà del XIV secolo, oppure la sezione ‘Supporti’ fa dialogare la Madonna della bottega di Botticelli con elemento di un corredo di epoca orientalizzante proveniente da Chiaromonte, in provincia di Potenza. “Abbiamo voluto tessere un racconto intorno a questi manufatti che non hanno nulla a che vedere tra loro- dice Federica Zalabra, storica dell’arte che ha curato la mostra insieme a Sergio Tagliacozzi e Isabella Monteforte- suddividendole secondo dei criteri base che sono all’interno della teoria del restauro e questo, come d’incanto, le ha fatte stare bene insieme”. 

Pratiche di restauro sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì (esclusi 25 aprile e 1 maggio) con ingresso gratuito solo su prenotazione con visite guidate. L’orario di inizio delle visite è alle 10.30 e alle 11.30 lunedì, mercoledì e venerdì e alle 15.30 e 16.30 il martedì e giovedì. Prenotazioni sul sito Eventibrite: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-pratiche-di-restauro-44982038488.

19 Aprile 2018
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