Cuba, finisce l’era dei Castro: Miguel Diaz-Canel è il nuovo presidente

ROMA – Miguel Diaz-Canel, 57 anni, già numero due del governo dell’Avana, è stato eletto oggi presidente di Cuba: lo riferiscono i media statali dell’isola, che sottolineano che con il voto termina un lungo periodo di guida del Paese da parte dei fratelli Fidel e poi Raul Castro.

Secondo il portale ‘Cubadebate’, Diaz-Canel è stato eletto con il voto favorevole di 603 deputati su 604, con il 99,83 per cento dei consensi. Il dirigente era l’unico candidato alla successione di Raul, che resta però alla guida del Partito comunista. I Castro hanno guidato Cuba dalla rivoluzione del 1959.

IL NEOPRESIDENTE DIAZ-CANEL: AGGIORNARE LA RIVOLUZIONE

Proseguire la rivoluzione cubana in un momento storico cruciale“, ma anche “aggiornare il modello economico”: e’ l’impegno assunto oggi, con il suo primo discorso da presidente del Consiglio di Stato di Cuba, da Miguel Diaz-Canel.

“Il mandato dato dal popolo in questa legislatura – ha detto il dirigente, gia’ numero due dell’esecutivo dell’Avana – e’ di proseguire la rivoluzione cubana in un momento storico cruciale, nel quadro dell’aggiornamento del modello economico”.

L’elezione di Diaz-Canel segna la fine di 60 anni di guida dello Stato da parte dei fratelli Castro, prima con il “lider maximo” Fidel, poi con Raul, che manterra’ comunque la guida del Partito comunista.

L’AVANA VOTA PER IL ‘DOPO CASTRO’, E SUI SOCIAL È BAGARRE

ROMA, 18 aprile 2018 – “Cuba è democrazia, libertà, pace, amore e rivoluzione. Difendere ciò che si ottiene è più che un dovere, è un impegno per la nostra storia, con Martí e Fidel Castro”. Yurisey Hechavarria González è una dei tanti cubani che in queste ore stanno condividendo sui social network impressioni e pensieri.

Si tratta infatti di una giornata storica per l’isola caraibica: si è da poco aperta all’Avana l’Assemblea del Poder popular, la prima sessione della IX legislatura a cui partecipano i 605 deputati appena eletti, con l’obiettivo di scegliere il successore del presidente Raul Castro. Quasi certa la nomina di Miguel Díaz Canel, 57 anni, numero due di Raul.

Dopo sei decenni, termina così la “dinastia” dei Castro, anche se il presidente uscente manterrà l’incarico di segretario del Partito comunista. In molti sui social sottolineano che alla guida del Paese d’ora in poi non ci saranno più i “condottieri” della rivoluzione che, sulla Sierra Maestra, nel 1959 rovesciarono il regime di Fulgencio Batista preparando poi lo Stato socialista.

SomosContinuidad“, vale a dire “siamo la continuità” è l’hashtag più usato tra deputati, testate giornalistiche e cittadini che raccontano la giornata.

“I giovani sapranno come dare seguito a tutti i risultati raggiunti fino ad oggi, perché siamo la continuità”, twitta Felix Ramírez, che si definisce “un ragazzo che gode della sua Cuba”.

Ma non tutti condividono l’entusiasmo. “Oggi voteranno? Che affronto”, polemizza Arlene Lopez, sulla pagina Facebook di ‘Granma’, il quotidiano del partito. Alejandro Moya Perez si chiede invece: “Perché non possono essere i cittadini a scegliere i loro governanti a Cuba?“, a cui Oriolvys Osorio replica: “Non si fanno domande di cui già si conosce la risposta”.

“Oggi termina la dinastia castrista, ma Raul continuerà ad essere quello che impartisce gli ordini. Díaz Canel è stato designato, e non scelto dai cubani. La tirannia sta perdendo forza, dobbiamo aumentare le pressioni, nulla è per sempre! Siamo il movimento democratico”, scrive l’attivista Cristian Crespo, che via Twitter chiede la fine “dell’ipocrisia socialista”.

La nuova Assemblea popolare, secondo quanto riferiscono i media locali, si distingue per essere particolarmente giovane – il 13% dei deputati ha tra i 18 e i 35 anni, mentre l’età media è 49 anni – e “gender friendly”: il 53,22% dei seggi è occupato da donne.

19 Aprile 2018
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