Resistenza, lo Stato sociale legge Brecht alla Magneti Marelli: “Ma ci hanno lasciato fuori”

BOLOGNA – “Avremmo dovuto essere dentro con voi, ma non è stato possibile perché non ci vogliono… dall’alto. Ci sentite? Non potete aprire le finestre? È difficile fare questa cosa a distanza…”. È Alberto “Albi” Cazzola a cominciare il reading ‘resistente’ dello Stato Sociale oggi in via Pasubio, di fronte alla sede della Magneti Marelli nel comprensorio Fca a Bologna. La band arrivata seconda a Sanremo si presenta puntuale sul posto raccogliendo l’invito, della Fiom-Cgil, a partecipare come ospite esterno alla tradizionale assemblea sindacale in azienda dedicata alla Liberazione.

Tuttavia, dai vertici di Magneti Marelli è arrivato all’ultimo momento un “no” formale via lettera, nella quale si precisa che “i noti membri del gruppo musicale lo Stato Sociale” non sono ammessi dentro, visto che non sono dirigenti sindacali. All’interno però partecipano all’assemblea anche gli esponenti Anpi, che non sono né lavoratori né sindacalisti: e così, tutti pensano ad una sorta di ripicca aziendale, proprio contro quei musicisti bolognesi che sul palco dell’Ariston hanno citato la storia degli operai di Pomigliano pagati per non andare a lavorare, di fatto.

Ma il reading riesce e, a giudicare dai sorrisi di tutti i presenti, seppur un po’ amari, oggi è questo quello che conta. Per lo Stato sociale, oltre al bassista Cazzola, ci sono Enrico “Carota” Roberto e Alberto Guidetti. Il primo legge “Il Movimento è fermo“, libro scritto dalla band su una storia cara: il protagonista si ritrova ad un’assemblea di un collettivo studentesco ma ci va perché è innamorato di una ragazza. Siamo in via Orfeo a Bologna, dove Labas aveva la sua sede occupata fino allo sgombero dello scorso agosto.

“Carota” legge invece A chi esita di Bertold Brecht, mentre Guidetti si dedica a Ida e Augusta di Spartiti, progetto di Max Collini dopo gli Offlaga Disco Pax. E non può mancare un gran finale, con un accenno a “Una vita in vacanza”: la canta lo stesso Roberto, “l’unico che ha voce oggi”, scherza Cazzola, e tutti gli operai applaudono e ballano alle finestre.

 

Incassa il segretario Fiom Michele Bulgarelli: “L’assemblea è andata molto bene, è una tradizione qui alla Magneti Marelli-Weber. In sala mensa c’è la lapide che ricorda l’operaio Gualtiero Marzocchi, partigiano della prima brigata Irma Bandiera Garibaldi ucciso dai fascisti. Tutti gli anni si celebra, con l’Anpi e con ospiti esterni: è una delle buone tradizioni da mantenere”. Fino alla brutta sorpresa: “Quest’anno siamo stati molto contenti di aver avuto subito la disponibilità degli amici e compagni dello Stato Sociale, ma- evidenzia Bulgarelli- abbiamo scoperto due giorni fa, ricevendo una comunicazione formale di Magneti Marelli inviata a Cgil-Cisl-Uil, i sindacati che hanno convocato le assemblee oggi, che ‘i noti membri del gruppo musicale Lo Stato Sociale non erano ammessi all’ingresso in quanto non dirigenti sindacali’. Viene applicato rigidamente l’articolo 20 della legge 300 del 1970“, insomma. Si rammarica il segretario Fiom: “Oggi in assemblea non si parlava di Fca, di Magneti Marelli e del suo spin-off, del contratto e delle prospettive: oggi si celebrava la Liberazione, con ospiti d’eccezione cui avevamo proprio chiesto un reading su questi temi. L’Anpi Porto e l’Anpi provinciale sono intervenuti, come tutti gli anni. Peccato questo ‘no’, quindi. Fca non manca mai di stupirci, con Magneti Marelli sono un’altra cosa rispetto al resto delle aziende di Bologna”.

Spiega da parte sua Cazzola: “A noi è arrivata comunicazione che non potevamo entrare in quanto non rappresentanti sindacali anche se dentro ci sono altri che non lo sono, mi riferisco l’Anpi che naturalmente ha tutto il diritto di stare lì…”. Comunque sia, aggiunge “Albi”, di certo “non potevamo dire di no: appena Michele me lo ha chiesto siam venuti molto volentieri, non ci fermiamo davanti a una cavolata del genere dai…”. Aggiunge Guidetti: “E’ un modo per continuare a far sentire una voce forte e importante: siamo persone cresciute dentro questo Ambiente, un po’ per le nostre famiglie operaie e un po’ per le nostre esperienze degli ultimi anni. Non potevamo non esserci oggi”.

19 Aprile 2018
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