Banche, Upr: Tutto fermo sul rientro di capitali dall’estero

san-marino_roccaSAN MARINO – E’ rimasto “lettera morta” l’articolo 58 della legge di Bilancio, sul rientro di capitali dall’estero. Unione per la Repubblica, partito di minoranza che ha proposto quell’articolo ed è riuscito a farlo approvare in Aula, sollecita il governo a darne seguito e ricorda a riguardo che sono decorsi i termini temporali previsti per il decreto attuativo. In dettaglio, l’articolo 58, per favorire il rientro dei capitali detenuti all’estero già dichiarati al fisco, da parte di cittadini sammarinesi e residenti, avvia il progettoRientro capitali esteri” da giugno prossimo a maggio 2017, attraverso aliquote incentivanti. Il governo attraverso decreto avrebbe dovuto definire le modalità di attuazione.

“In un momento in cui il sistema è aggredito dall’esterno e ci sono grandi difficoltà rilanciare l’economia- commenta il coordinatore Nicola Selva- ci saremmo aspettati che questo provvedimento fosse in cima alla lista degli atti della finanziaria 2016“. Infatti, “incentivare il rientro nel sistema finanziario sammarinese delle somme detenute all’estero era ed è un atto che può dare un piccolo contributo alla solidità del sistema”. Da stime non ufficiali, riferisce Upr, si parla di centinaia di milioni di euro allocati all’estero. “Per un sistema con le dimensioni di circa 7 miliardi di euro- aggiunge Selva- non sono noccioline da sottovalutare”. Per il coordinatore, in definitiva, “è necessario fare i massimi sforzi affinché il sistema possa essere sostenuto con un’operazione che ha una duplice valenza che travalica il mero aspetto finanziario”. In questa direzione, “Upr ha tentato con questo provvedimento di dare un piccolo contributo- conclude Selva- ora al governo la responsabilità di realizzarlo”.

19 aprile 2016
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