Addio a Stephen Hawking, cittadino del cosmo

Aveva 76 anni, 55 dei quali trascorsi a convivere con la malattia degenerativa del motoneurone che lo ha costretto sulla sedia a rotelle. Nato a Oxford nel gennaio del 1942 a 17 anni si iscrive all’University College dove consegue una laurea con lode in scienze naturali che gli permetterà di accedere al corso di cosmologia presso l’Università di Cambridge.

All’epoca, l’argomento accademico di maggiore dibattito verteva sull’origine dell’universo e sul Big Bang. Durante il 1965, fece sua questa problematica, analizzandola nella propria tesi di laurea. Sempre nel 1965 si sposa con Jane Wilde con la quale avrà tre figli: Robert, Lucy e Timothy.

Nel marzo 1966, Hawking ottenne una borsa di ricerca presso la Gonville and Caius College,e di lì a breve conseguì il dottorato in matematica applicata e in fisica teorica. Il saggio dal titolo Singularities and the Geometry of Space-Time, vinse il premio Adams.

Hawking ha occupato la cattedra lucasiana di matematica all’Università di Cambridge, la stessa che fu di Isaac Newton per circa 30 anni dal 1979 al 2009 ed è stato direttore del Dipartimento di Matematica applicata e fisica teorica di Cambridge.

Tra le sue idee più importanti: la radiazione di Hawking, una radiazione termica che si ritiene sia emessa dai buchi neri a causa degli effetti quantistici, la teoria cosmologica sull’inizio senza confini dell’universo, la termodinamica dei buchi neri e la partecipazione all’elaborazione di numerose teorie fisiche e astronomiche con altri scienziati, come il multiverso, la formazione ed evoluzione galattica e l’inflazione cosmica, la teoria per cui dopo il Big Bang l’universo abbia attraversato una fase di espansione rapidissima.

Tutte teorie spiegate con chiarezza e semplicità anche in numerosi testi di divulgazione scientifica rivolti al grande pubblico, anche fra i più piccoli come testimonia la serie di libri per ragazzi intitolati ‘La grande avventura dell’Universo’ (George) scritti con la sua seconda figlia Lucy.

“Un uomo intrappolato in un corpo fragilissimo ma con una mente curiosissima. La sua è stata una storia straordinaria dal punto di vista umano oltre che scientifico. Parlare con lui era come parlare con un marziano. Me lo ricordo quando è venuto a Ginevra a visitare l’esperimento sull’antimateria che stavamo completando. Sono rimasto molto impressionato da questo uomo fragilissimo che per quasi due ore è rimasto con noi a parlare. Davanti a noi c’era un uomo che andava in giro nonostante la sua malattia per capire, studiare. Si capiva che era un personaggio straordinario”.

Con queste parole il presidente dell‘Asi ha ricordato Stephen Hawking l’astrofisico inglese di fama mondiale scomparso il 14 marzo che con il suo lavoro ha rivoluzionato la moderna cosmologia.

Nei suoi ultimi anni di vita si professò ateo sebbene avesse manifestato in passato interesse per una visione panteista e non trascendente, affermò di “non essere religioso nel senso normale del termine”, ma di credere, in base alle proprie convinzioni strettamente cosmologiche, che “l’universo è regolato dalle leggi della scienza”.

19 Marzo 2018
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