M5S, Pizzarotti elenca le regole tradite e fa il boom sui social

Oltre un milione di visualizzazioni, 35.000 "mi piace" e quasi 25.000 condivisioni degli internauti per l'attacco social di Pizzarotti al M5S
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PARMA – In principio era il “tutto in streaming”, in nome della trasparenza nei confronti degli elettori. E poi “mai alleanze con i partiti, con specifica menzione per la Lega” e il no alle intese post elettorali fra partiti, che si è risolto in un “vanno da soli e poi ‘inciuciano’ con la Lega. Ah no, ora è un contratto”.

Passando per il diktat sui “candidati scelti dalla base” che “durato finché quelli scelti dalla base sono andati bene alla dirigenza, dopodiché sostituiti d’ufficio” e la”rotazione dei capigruppo in Parlamento: sparita”.

Fino al mantra su “mai più governi non eletti (poi vanno al governo con un presidente del Consiglio che non si era candidato tale e con una coalizione che non si era presentata alle elezioni)” e sulla legalità: “Nessun indagato: è durata fino al primo indagato M5s e ad ogni nuovo indagato si corregono le interpretazioni. Regole sempre applicate per i nemici e interpretate per gli amici”.

Sono alcune delle “regole non rispettate” dal Movimento 5 stelle, secondo l’ex grillino Federico Pizzarotti. Il sindaco di Parma, che ha dato l’addio al M5s nel 2016, le elenca in un lungo post su Facebook diventato quasi virale (un milione di visualizzazioni, 35.000 “mi piace” e quasi 25.000 condivisioni degli internauti) e che si conclude con l’invito ai pentastellati a fare “una serena autocritica”.

Pizzarotti, storico esponente M5s poi allontanato da Beppe Grillo, lo ha scritto per commentare l’esito del voto della base pentastellata sul caso Diciotti, che sulla piattaforma Rousseau ha deciso che deve essere negata l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Con la vicenda Diciotti e il voto di ieri “le regole a cui non si deroga sono finite”, dice il parmigiano- che nel frattempo ha dato il via ad un suo movimento politico “Italia in comune”- passando quindi ad enumerare tutte le direttive che, inizialmente rigide e ferree, sono poi state disattese dal Movimento, comprese quelle sulla rendicontazione degli stipendi, le “comparsate in tv”, le grandi opere e gli F35.

Alla fine del post (Pizzarotti premette che “induce ulcera”) una foto con la scritta “Game Over” e la conclusione: “E vediamo se oltre a frasi come: e allora il piddi, non saresti stato nessuno senza Grillo, sputi nel piatto dove hai mangiato, e tante altre frasi fatte, sarete in grado di fare una serena autocritica”.

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19 Febbraio 2019
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