Sanità. Emiliano e Gorgoni presentano il piano di riordino ospedaliero - DIRE.it

Puglia

Sanità. Emiliano e Gorgoni presentano il piano di riordino ospedaliero

M. EmilianoBARI – “Comincio questa audizione con spirito di grande fiducia nella sovranità del Consiglio e consapevolezza nella maturità politica delle persone con cui condivido questo mandato. Avremmo potuto scegliere un’altra strada – come pure qualcuno più esperto mi aveva consigliato – meno inclusiva, ma abbiamo preferito garantire il massimo livello di condivisione su criteri e regole. Il 27 febbraio (due giorni prima della scadenza per l’approvazione formale della delibera del piano di riordino) procederemo con la presentazione dettagliata del piano a consiglieri, sindaci e sindacati e ascolteremo tutti, prima di passare alla deliberazione finale, affrontando anche le questioni più specifiche. Mi auguro dunque che chi andrà a formulare suggerimenti, lo faccia mettendosi sempre al posto di chi queste decisioni poi le deve prendere”.
Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo questa mattina in terza commissione Sanità del Consiglio regionale per l’audizione sul Piano di riordino ospedaliero, illustrato attraverso 56 slide, insieme con il direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, Giovanni Gorgoni.
Oggi noi presentiamo i principi generali del piano di riordino – ha ribadito Emiliano – le novità legislative e i criteri che stiamo utilizzando per definire nel dettaglio il piano di riordino stesso. Vorremmo dunque ascoltare i suggerimenti che riguardano l’applicazione di queste norme e principi. Vi illustreremo tutti i punti di forza e debolezza e, soprattutto, le norme – che voi già conoscete – che sono state inserite last minute nella legge di stabilità, a integrazione ulteriore di quanto già previsto dal decreto ministeriale 70 (che già sarebbe stato sufficiente a crearci tantissimi problemi). Ci sono delle nuove norme imposte dal governo: gli ospedali che non riescono ad avere un’entrata superiore al costo di gestione della struttura e che hanno determinati parametri, rischiano di andare in piano di rientro. È evidente che noi dobbiamo – sulla base di queste nuove disposizioni – riorganizzare il lavoro e rendere gli ospedali più efficienti. Ci sono altre norme – sempre imposte dal governo – che dicono che noi non possiamo spendere per il personale più di quanto abbiamo fatto nel 2004. Significa che non possiamo assumere persone se non con una deroga, e comunque con il contagocce, e anche per questo dobbiamo accorpare il personale nei luoghi strategici per non tenerlo disperso in strutture improduttive o meno produttive”.
Emiliano ha poi parlato di come tutto questo potrà “provocare sicuramente qualche riorganizzazione dolorosa e come sempre mi caricherò sulle spalle il peso di queste scelte con l’inevitabile carico di dolore e disappunto, come ho sempre fatto nella mia vita”.
   Infine una precisazione: “le norme sono così stringenti per il sistema – ha sottolineato Emiliano – che gli spazi per la politica sono ridotti praticamente a zero. Il piano di riordino ospedaliero obbedisce a regole che il Governo impartisce con grande severità. E sebbene queste regole portino a determinate conclusioni, non ci sarà nessun impatto sul servizio ai cittadini. Questo deve essere chiaro. La razionalizzazione mira a migliorare il servizio, non a peggiorarlo. Noi dobbiamo evitare sbilanciamenti tra entrate e uscite degli ospedali, tra quanto costano e quanto rendono, e concentrare le forze perché la razionalizzazione del sistema ospedaliero serva a migliorare la qualità del servizio”.
Questa è la terza e ultima occasione per fare del riordino ospedaliero una opportunità di miglioramento e di efficientamento dell’assistenza su tutto il territorio – ha detto il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia Giovanni Gorgoni – la normativa nazionale nel frattempo si è arricchita di indicazioni e prescrizioni così dettagliate e imperative che questa potrebbe essere l’ultima volta per le regioni di avere sovranità piena nella definizione delle proprie reti cliniche. Non dobbiamo perdere l’occasione di fare della norma una risorsa e non un obbligo. Infine vorrei chiarire una cosa: dietro al termine riordino si pensa sempre a tagli e depressioni. Invece va chiarito che quello del riordino è un percorso nazionale, e non regionale, è un percorso complesso di adeguamento a degli standard che riguarda tutti gli ospedali italiani, standard omogenei di assistenza, qualità, efficacia, efficienza”.

19 febbraio 2016
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