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Sud Sudan, scontri a Nord: 18 morti, tra cui due di Medici senza frontiere

ROMA – Medici senza frontiere riferisce in un comunicato di violenti combattimenti svoltisi mercoledi’ tra fazioni ribelli nella regione di Malakal, nel nord del Sud Sudan, nel corso dei quali hanno perso la vita 18 persone tra cui due mebri dello staff dell’ong. Le vittime, secondo quanto riferisce l’organizzazione, “sono state attaccate nelle loro stesse case” e i primi combattimenti “sono andati avanti per circa tre ore costringendo piu’ di 600 persone – principalmente donne e bambini – a cercare riparo all’interno dell’ospedale di Msf” che si trova nel Poc di Malakal (sito per la Protezione dei civili). Qui le squadre di medici “hanno lavorato tutta la notte per curare i feriti”, 73 in totale, tra cui un membro dell’organizzazione. “La maggior parte di loro- riferisce ancora la nota- aveva ferite da arma da fuoco e per alcuni e’ stato necessario un intervento chirurgico. La struttura di Msf e’ uno dei pochi ospedali ancora operativi nella zona“. La popolazione civile fa riferimento al Poc da quando nel 2013 e’ scoppiato il conflitto armato nella regione, e attualmente vi risiedono 43mila persone. Dallo scorso anno, i residenti sono raddoppiati, “a seguito di un afflusso di 10mila sfollati in aprile e di ulteriori 16mila a luglio e agosto. Molte di queste persone- chiarisce Msf- sono giunte da zone dove per mesi non e’ arrivato alcun tipo di assistenza” e per questa ragione “oggi la situazione nel campo e’ critica, con enormi problemi di accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari”.

medici senza frontiere

“Questo attacco contro i civili e’ scandaloso” afferma nella nota Marcus Bachmann, coordinatore dei progetti di Msf in Sud Sudan. “Chiediamo ai gruppi armati di porre fine a queste azioni- prosegue-. Le persone cercano protezione all’interno del Poc, che dovrebbe essere rispettato da tutte le parti in conflitto alla stregua di un santuario“. Msf gestisce a Malakal due ospedali: uno – di 50 posti letto – esterno al Poc, e uno al suo interno. Nel paese gode del supporto di 2.937 operatori sud sudanesi e 329 internazionali, attivi nell’ambito di 18 progetti che forniscono assistenza madica ad ampio raggio, in sette delle 18 regioni nazionali e nell’Area amministrativa speciale di Abyei, come riferisce in conclusione il comunicato.

19 febbraio 2016
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