Lazio

Arce, il procuratore di Cassino: “Serena Mollicone entrò nella caserma dei Carabinieri”

serena mollicone

ROMA – “Dovrà essere la caserma a parlare, dobbiamo trovare nell’edificio le eventuali tracce che ci possano far ricondurre sia alla presenza della povera ragazza, che degli autori del delitto”. Lo ha detto Luciano D’Emmanuele, Procuratore capo di Cassino, intervistato dalla trasmissione ‘I Fatti Vostri’ su Raidue, in merito al caso di Serena Mollicone, la giovane di Arce scomparsa l’1 giugno del 2001 e trovata morta 2 giorni dopo, a circa 10 chilometri da casa. La ragazza sarebbe stata vista entrare nella caserma dei Carabinieri di Arce prima di sparire. Nei giorni scorsi i carabinieri del Ris sono entrati nella caserma di Arce per una ispezione durata circa 6 ore: proprio qui pare che Serena sia entrata prima di sparire. “Perché gli accertamenti dopo 15 anni? Sono accertamenti fatti oggi perché abbiamo rivisitato l’intero fascicolo”, una scelta, quella delle nuove indagini, “frutto anche di impressioni mie e della collega che segue il caso”. Il Procuratore ha dato per certa la presenza di Serena nella caserma. Questo è un dato “che abbiamo e su cui non dubitiamo ma che è aperto ad un confronto. La ragazza è entrata in caserma. Dove sia morta, quando è morta, ce lo dovrà dire il consulente”.

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Durante la trasmissione è intervenuto telefonicamente anche Francesco Germani, legale della famiglia dell’ex maresciallo della caserma dei carabinieri di Arce, Franco Mottola: lui, la moglie e il figlio Marco oggi risultano indagati. Ma i tre replicano alle accusse “con gli atti acquisiti”. Nessun peso quindi alle parole del brigadiere Santino Tuzzi, che prima di morire – probabilmente suicida – nell’aprile del 2008 confermò la presenza di Serena Mollicone all’interno della caserma. Quella di Tuzzi è “una dichiarazione fatta da un militare a distanza di circa 8 anni dagli eventi”, dicono i tre.

19 febbraio 2016
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