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Siria, arrestato giornalista da autorità turche

rami jarrahROMA –  L’ong siriana per la liberta’ di stampa e i diritti umani The Syria campaign (Tsc) fa sapere in un comunicato dell’arresto di Rami Jarrah, un giornalista siriano, da parte delle autorita’ turche lo scorso mercoledi’. L’organizzazione rivela che non e’ stato possibile conoscere le motivazioni di questo provvedimento, salvo il fatto che Jarrah e’ stato interrogato dai poliziotti in merito alla sua attivita’ lavorativa. Ieri notte Jarrah e’ stato inoltre trasferito in una localita’ sconosciuta e nessuno dei suoi familiari, amici e colleghi al momento sa dove si trova. Al fine di sollecitare le autorita’ turche a dare sue notizie e a rilasciarlo, Tsc ha lanciato quindi una petizione on-line (qui).

Rami Jarrah e’ un giornalista molto attivo: agli inizi della rivoluzione del 2011, come riporta Tsc nella nota, ha documentato la ribellione di Damasco usando uno pseudonimo, ‘Alexander page’, e ha usato il social network Skype per aggirare il blocco imposto dal regime sui media. Di recente ha poi lavorato ad Aleppo per documentare i bombardamenti da parte dell’esercito siriano e russo, a rischio della vita. “Ha raccontato i crimini di guerra perpetrati contro i civili e ha dato voce a coloro che si oppongo sia all’Isis che al regime e ai suoi alleati”, riferisce ancora il Tsc. Il suo lavoro, sin dagli inizi della rivoluzione, e’ stato quello di “riportare la verita’”, credendo nel fatto che quello “fosse il solo modo per assicurare la liberta’ e la giustizia”. Per le persone che lo hanno conosciuto “e’ un eroe”, e per questo “deve essere liberato”, conclude la nota.

19 febbraio 2016
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