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La rinascita del ponte di via Libia a Bologna, le sue arcate diventano una galleria d’arte

BOLOGNA –  Hanno pulito, sistemato e ‘arredato’ con 13 interventi-opere d’arte, gli spazi abbandonati dentro le arcate del ponte di via Libia, a Bologna. Il tutto aprendo le porte, lasciando entrare gli abitanti della zona e i curiosi per raccogliere i loro suggerimenti e le loro idee per riqualificare un luogo unico e singolare. Ora, gli studenti dell’Accademia di Belle arti, che, proprio lì, il 19 febbraio inaugurano la loro mostra intitolata “InContext” hanno un sogno, quello che un’associazione del quartiere prenda in gestione quegli spazi e li faccia continuare a vivere, con dentro le opere d’arte che gli studenti lascerebbero in dono alla città.


Il progetto è nato grazie al Premio Roberto Daolio “Plutôt la vie… plutôt la ville” (Piuttosto la via, piuttosto la città), voluto dall’Accademia e dalla famiglia dello stesso Daolio ,docente alla scuola e scomparso nel 2013. I giovani dovevano battezzare un luogo degradato, creare un progetto per riqualificarlo e reiventarlo dialogando con chi ci vive vicino. Alla commissione che doveva scegliere i vincitori sono arrivati 19 progetti e sei sono quelli selezionati. A vincere il primo premio, alla fine, è stato Keita Nakasone, che ha scelto assieme al collega Nicola Amato il ponte per avviarvi la sua riflessione sul riuso, sviluppando relazioni tra gli abitanti. Dopo aver buttato giù il suo personale progetto su carta, racconta Nakasone, il lavoro è diventato collettivo, con tante mani che hanno elaborato tutti gli altri in totale libertà. Diciassette studenti, infatti, hanno lanciato 13 “interventi”, ispirandosi e prendendo spunto anche dagli spazi vuoti e da tutti coloro che sono entrati, anche solo per dare un’occhiata. Dopo un mese di lavoro per mettere a posto le arcate, spiega il vincitore, “in dicembre abbiamo lavorato a porte aperte proprio per accogliere tutti. In tanti ci hanno dato suggerimenti e spunti, che sono stati molto utili”. Ora le arcate del ponte saranno sede dei una mostra, aperta fino a fine marzo. Anche se i giovani, appunto, sperano che l’esposizione diventi permanente, si allarghi e si sviluppi, trasformandosi in un bene in uso a tutta la città, uno spazio aperto fucina di tante attività. Come a dire che, sotto un ponte si può anche stare molto bene.

Assieme a “InContext”, sono altre due le mostre aperte a Bologna per mostrare i progetti degli studenti. Una è proprio all’Accademia, fino al 15 marzo (dalle 10 alle 17, sabato fino alle 13, domenica chiuso) e una, da martedì 24 febbraio allo Urban center di Sala Borsa (dalle 10 alle 20; lunedì chiuso). Per chi vorrà godersi InContext, invece, gli orari sono: dalle 17 alle 20 mercoledì, venerdì e domenica e su appuntamento al numero 328.9514987.

19 febbraio 2015

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