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DIRE Emilia-Romagna

Foto osè con i cadaveri-opere d’arte, nei guai tre ragazzine bolognesi

BOLOGNA – Probabilmente pensavano di fare una bravata, una gag, ma gli organizzatori della mostra non hanno riso proprio per nulla. E quando le hanno viste intente a fotografarsi in pose provocatorie, mimando gesti erotici inequivocabili e allungando le mani sui genitali di uno dei corpi di atleta in mostra, è scattato l’intervento. Le ragazze sono state bloccate, cacciate e minacciate di denuncia. E’ successo alla mostra “Real Bodies, scopri il corpo umano”, l’esposizione di cadaveri umani trattati e trasformati in opere artistiche, che dall’1 ottobre è aperta a Milano. Le ragazze ‘colpevoli’ sono tre ventenni bolognesi: si sono soffermate in mezzo al gruppo dei 12 atleti olimpici plastinati per farsi selfie un po’ ‘arditi’.

“Non abbiamo spostato nulla, solo qualche foto e una palpatina qua e là“, si sono difese scoppiando a ridere di fronte alle rimostranze del personale di guardia alla mostra. Ma il loro gioco non è stato preso bene dagli organizzatori, che le hanno cacciate malamente. Rischiano una denuncia per atti osceni in luogo pubblico e vilipendio verso i cadaveri. Non solo: se mai facessero l’errore di pubblicare sui social network una di quelle immagini, violerebbero anche il copyright che protegge tutti i pezzi esposti nella mostra internazionale dalla riproduzione in immagini non autorizzate, spiega una nota di Venice Exhibition. La mostra, di cui è molto parlato, è il più imponente Expo europeo di anatomia umana, potendo contare su 350 fra corpi interi ed organi conservati con la tecnica della plastinazione: fino al 19 marzo è a Lambrate, ed è proprio lì che è successo l’episodio increscioso.

A cogliere in flagranza le ragazze, in pose equivoche con i 12 corpi di atleti olimpionici della sezione dedicata a tutti gli sport, è stata una guida della mostra. E’ andata nella sala degli atleti per un controllo, dopo che alcuni visitatori uscendo avevano parlato di ragazze che ridevano e scattavano foto. I gesti delle tre erano inequivocabili, a maggior ragione visto che avevano anche allungato le mani a toccare i genitali di uno degli atleti plastinati. L’operatrice della mostra che le ha viste, loro coetanea, è rimasta disgustata e ha avvisato la security, che ha accompagnato le ragazze nella hall di uscita della mostra per accertamenti.

Siamo stati costretti a cacciarle dalla mostra seppure non avessero ancora terminato la visita”, spiegano i vertici della società Venice Exhibition che ha allestito l’evento culturale milanese. “Fortunatamente hanno acconsentito a fornirci le generalità e a cancellare dai loro telefonini tutte le foto scattate di cui abbiamo copia, con la promessa che, se una soltanto di queste immagini, o altre di questo genere sfuggite al controllo, dovesse venir pubblicata nei social network o dovunque, ritraendo i plastinati all’interno della mostra, partirà una denuncia contro di loro che avrà conseguenze”. La produzione della mostra sta valutando altri provvedimenti, anche solo in via di precauzione. A partire dal controllo minuzioso delle opere che sono state toccate e coinvolte nel ‘servizio fotografico’, per verificare che non siano stati danneggiati.

A segnalare alla reception le tre ragazze esuberanti è stata una signora che fa l’insegnante in un liceo milanese, rimasta un po’ interdetta di fronte al loro comportamento. “Nulla che ci avesse impensierito troppo inizialmente- specificano dalla produzione della mostra- ma abbastanza per mandare dei controlli di routine solamente per verificare che non venisse danneggiato qualcosa per gioco e sottovalutazione della fragilità dei plastinati, come purtroppo anche di recente è accaduto”. Era da tre ore che le tre ragazze erano entrate nella mostra e si erano già fatte notare, in particolare da un addetto alla security a cui avevano ripetutamente chiesto ragione del divieto di fare foto. Gli scatti ‘incriminati’ sono una decina: gli organizzatori li definiscono “incommentabili” e il patron della mostra e titolare di Venice Exhibition, Mauro Rigoni, parla di “immagini che hanno solo la scusa della simpatia e invece sono ad alta volgarità, addirittura mimando rapporti orali o chinate davanti ai corpi plastinati, scatti sui quali non possiamo certo soprassedere”. Queste foto sono “inammissibili per una mostra che, lungi dalla spettacolarizzazione, punta invece sul contenuto scientifico, mettendo certamente a nudo le potenzialità del corpo umano attraverso l’indagine anatomica, ma solo per amor della scienza”. La direzione dell’Expo internazionale di anatomia puntualizza che l’episodio è avvenuto nonostante sia stato messo in evidenza, sia sul sito della mostra che all’ingresso della sede espositiva, il divieto non solo di toccare e fotografare i corpi plastinati. Di fronte alla sfuriata del personale, poi, “invece di scusarsi le tre ragazze continuavano a riderci addosso con molta sfrontatezza, per nulla imbarazzate. Non escludiamo provvedimenti”.

di Marcella Piretti, giornalista professionista

19 gennaio 2017

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