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Università Sapienza, inaugurazione anno accademico all’insegna della Costituzione

ROMA – Inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza di Roma questa mattina all’insegna della Costituzione. Nell’aula magna del Rettorato, il presidente della Corte costituzionale Paolo Grossi ha parlato davanti a un pubblico di accademici, rappresentanti delle istituzioni, studenti e cittadini – ognuno dei quali con una copia della Carta costituente donate dalla Camera dei deputati all’ateneo romano – dell’importanza della Costituzione italiana “come espressione di una societa’ plurale”.

Una Carta ancora giovane

Una Carta, ha spiegato il presidente della Consulta, “che dopo 70 anni di vita mostra ancora una straordinaria giovinezza”, e che “valorizza tutte le diversita’ che rendono complessa la nostra societa’, in tutte le sue sfaccettature”, rendendo protagonisti “i ricchi, i poveri, i potenti e meno potenti allo stesso modo”. “Lo Stato- ha sottolineato Grossi- deve costruirsi in vista della persona e non viceversa. Prendendosi cura dell’individuo come una creatura relazionale e non egoistica”. In definitiva, “mi piace definire la Costituzione come un breviario giuridico per ogni cittadino”, un breviario che parla “di scuola, di economia, di salute, di religione. Una gamma di diritti a cui devono tuttavia corrispondere altrettanti doveri”.

Università Sapienza con l’introduzione del rettore Eugenio Gaudio

La cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico e’ stata aperta con il Gaudeamus eseguito da Musa classica, Musa Jazz e Musa Coro diretti dal maestro Silverio Cortese. A seguire, l’introduzione del rettore Eugenio Gaudio che, dopo aver illustrato alcune cifre riguardanti la Prima universita’ di Roma (oltre 111mila iscritti e 18mila laureati solo nell’ultimo anno), ha posto l’accento su quello che deve essere il ruolo dell’universita’ per superare la crisi: “L’Italia ha il numero piu’ basso d’Europa di laureati (17%)”, per questo “La Sapienza invita l’opinione pubblica a una discussione allargata e plurale per rilanciare il ruolo della ricerca e della formazione. Solo investendo in questi settori e puntando decisamente sui giovani, il Paese uscira’ dalla crisi”.

19 gennaio 2017

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