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Azzoni (Osce): “Presidenza italiana per Mediterraneo è opportunità”


ROMA – “È molto importante che l’Italia ricopra questo incarico. Non accadeva da molti anni, e inoltre abbiamo le caratteristiche per svolgerlo al meglio. Per il momento abbiamo molte idee di lavoro ma le comunicheremo solo dopo averne discusso con i partner del Gruppo per non imporre decisioni dall’alto. La sola che posso già annunciare è che intendiamo rafforzare la lotta al traffico e le azioni di recupero di beni artistici e archeologici, grazie all’esperienza che in questo campo l’Arma dei Carabinieri ha sviluppato”. Queste le prime novità circa il lavoro che l’Italia questo 2017 svolgerà in quanto alla Presidenza del Gruppo Mediterraneo di contatto Osce, che comprende altri 5 paesi: Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto e Israele.

Lo spiega Ettore Greco, della Missione permanente dell’Italia presso l’Osce a margine della conferenza di stamani a Roma ‘Youth and the Mediterranean: exploring new approaches to dialogue and cooperation’, organizzata nell’ambito del programma ‘New-Med Research Network” dall’Istituto affari internazionali (Iai).

Azzoni spiega che, al di là dei singoli punti programmatici, l’Italia punta a “spezzare due idee proprie al passato: quella secondo cui il sud del Mediterraneo sia la fonte di tutti i nostri problemi attuali, e poi che il nord abbia diritto a dire a quei paesi cosa si deve fare per risolverli. All’Italia, grazie alla sua storia e posizione nell’area, spetta portare avanti questo obiettivo”.

La presenza di Israele renderà il lavoro potenzialmente difficile– prosegue il rappresentante Osce- ma aggiunge valore al nostro lavoro. Tengo a sottolineare che l’Osce è l’unica organizzazione europea di cooperazione a comprendere partner arabi”. Perché allora non comprendere anche la Siria e, soprattutto, la Libia? “Non è pensabile comprendere la Siria, i cui negoziati di pace si stanno svolgendo ancora e altrove. È un bell’obiettivo, ma non realizzabile finché il Paese non è pacificato”, risponde ai giornalisti Azzoni. In quanto alla Libia, “bisogna attendere che si raggiunga la piena stabilità politica per comprendere interlocutori libici a tutto campo“.

Infine, per Alessandro Azzoni è importante promuovere nei paesi afflitti da grandi problemi come la diffusione del radicalismo e del terrorismo soluzioni pratiche: “vorrei partire ad esempio dalla creazione di opportunità di lavoro, scambiando la grande esperienza italiana sulle Pmi e le start-up. Solo così- conclude- si risolvono le macro questioni che ci toccano in modo collaterale anche in Europa”.

di Alessandra Fabbretti

19 gennaio 2017

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