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E’ morto Ettore Scola, addio al maestro del cinema italiano

ROMA – E’ morto Ettore Scola. Regista, grande protagonista del cinema italiano del Novecento, Scola era nato nel 1931 a Trevico, in provincia di Avellino.

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Con il suo sguardo sensibile e brillante Scola ha guidato la macchina da presa realizzando capolavori che hanno tratteggiato i caratteri italiani più tipici, stanati fin nelle loro meschinità o brutture nascoste, ma sempre senza esprimere condanne.

Tra i suoi film più noti ‘C’eravamo tanto amati’: era il 1974 quando Scola portava sullo schermo Vittorio Gassman e Nino Manfredi, entrambi partigiani poi finiti su strade lontane e inconciliabili di una vita che li ha resi distanti e non, forse, compiutamente felici, uniti dalla malinconia del non conoscersi mai abbastanza. Fu un trionfo. Incassò 3,5 miliardi di lire, vinse tre Nastri d’argento, due Globi d’oro, due Grolle d’oro e un Premio César. E’ rimasto nell’immaginario collettivo dell’intero Paese.

Per Scola sono anni d’oro. Dopo il successo di ‘C’eravamo tanto amati’ gira, nel 1976, un capolavoro del grottesco, ‘Brutti, sporchi e cattivi’. Un impagabile Nino Manfredi nel ruolo drammatico di uomo cattivo impersona il capo famiglia di una sconfinata stirpe di pugliesi che vive in un’angusta baracca con vista San Pietro. Poveri, poverissimi, volgari e avidi, senza letti e con vestiti disfatti, trascinano le loro esistenze di miseria in miseria. E la macchina da presa osserva, fruga, svela, senza mai indietreggiare.

L’anno successivo, è il 1977, Ettore Scola realizza ‘Una giornata particolare’. Golden globe come miglior film straniero e due nomination agli Oscar (miglior film straniero e miglior attore protagonista). E’ la storia che scava a fondo negli anni dell’Italia delle camicie nere, scoperta attraverso l’intimità domestica di una moglie fascista, una bravissima Sophia Loren, dimessa in vestaglietta da casa e calze bucate, sempre bellissima, e l’intellettuale omosessuale vicino di casa, un raffinato e triste Marcello Mastroianni. Prossimo a partire per il confino, è l’unico che legge nell’animo stanco della donna, prigioniera della casa e dei numerosi figli, oltre che di un marito in camicia nera, impiegato statale parassita e nullafacente che diserta il posto di lavoro per andare al bordello, ma pontifica sull’integrità di valori dell’Italia fascista. Il film è ambientato nel giorno della visita a Roma di Adolf Hitler: i megafoni e il clamore della folla fanno da continuo sottofondo agli scambi di vedute di due personaggi apparentemente inconciliabili, che superano le loro diversità e si avvicinano, ma sono definitivamente allontanati dal destino dell’epoca (lei di nuovo a rammendar calze e a leggere libri di nascosto, sospirando, lui portato via dai fascisti).

Ettore Scola, nella sua lunga carriera, ha vinto sei David di Donatello e ha ricevuto quattro nomination all’ Oscar per il miglior film straniero: nel 1977 per Una giornata particolare, appunto, nel 1978 per I nuovi mostri, nel 1983 per Ballando ballando e nel 1987 per La famiglia.

Il suo ultimo film-documentario è del 2013. Scritto con le figlie Paola e Silvia, si tratta di ‘Che strano chiamarsi Federico’, dedicato a un altro grande maestro del cinema italiano: Federico Fellini.

di Antonella Salini

 

 

 

 

 

 

 

19 gennaio 2016

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