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Fuoco e fumo in casa Acer, mattinata di paura a Bologna/VIDEO

BOLOGNA – Fuoco, fiamme, tanto fumo e tanta paura: si sono risvegliati così, questa mattina, gli inquilini della palazzina Acer di due piani (più mansarda) che si affaccia su via Polese 11 all’incrocio, piccola strada del centro di Bologna parallela a via Marconi. Poco dopo le 9 la via (che è proprio all’incrocio con via Leopardi) è stata invasa dai mezzi dei pompieri (quattro, di cui una autoscala), un’ambulanza seguita da un’auto medica e da varie volanti della Polizia. L’allarme era partito poco prima: uscendo di casa, il signor Stefano Ravarino si è trovato davanti un ‘muro’ di fumo denso e nero e poi le fiamme sprigionatesi nel cortile interno della palazzina dov’erano sistemati alcuni mobili e materiali provenienti da uno degli appartamenti, in attesa di ristrutturazione (alcuni di questi erano destinati alla rifiuteria).

Il fumo ci ha messo un attimo a salire ai piani alti: “Stavamo facendo colazione, e abbiamo iniziato a sentire l’odore… Quando ho aperto la porta di casa non vedevo niente“, racconta la signora Aziza (che vive nella mansarda) e che, come altri inquilini, ha raggiunto l’uscita grazie all’aiuto dei pompieri. Un vigile del fuoco è uscito tenendo in braccio una bimba di quattro anni avvolta nelle coperte; stessa scena con un’anziana signora del primo piano. “Ho visto il fumo, ho visto le fiamme e sono corso in casa a prendere una grossa bacinella per spegnere il fuoco, ho tirato quattro secchiate e intanto ho gridato di chiamare i pompieri”. I Vigili del fuoco sono arrivati di corsa, a sirene spiegate, risalendo anche in senso contrario via Polese: sono entrati nell’edificio indossando bombole e caschi e mettendo in sicurezza la zona da cui si erano springionate le fiamme.

I primi momenti sono stati abbastanza tesi e concitati: le fiamme nel cortile e il fumo rendevano complicato per i residenti guadagnare l’uscita dalla palazzina. Li hanno appunto accompagnati i pompieri. Qualche inquilino è uscito in lacrime dal palazzo, altri avvolti dalle coperte per il freddo. In tutto la palazzina conta sei appartamenti di cui solo cinque abitati, per un totale di una dozzina di residenti. I soccorritori delle ambulanze si sono sincerati che tutti stessero bene.
Verso le 10 la situazione era già tornata tranquilla e la Polizia scientifica. Poco prima i pompieri con l’autoscala erano saliti al primo e secondo piano; al livello più basso è stato anche necessario forzare le finestre (anche usando una particolare sega per tagliare un’inferriata) per accedere ad un appartamento e sincerarsi che tutto fosse a posto. Le cause dell’incendio? Per il signor Stefano, un cortocircuito: un filo che potrebbe essere caduto sulla zona dove erano accatastati mobili e materiali.

di Mattia Cecchini, giornalista professionista

 

 

19 gennaio 2016

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