Illumia ora ha il marchio di qualità per cura cliente

L'azienda bolognese che opera nella fornitura di energia è stata 'premiata' da due associazioni dei consumatori
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BOLOGNA – Un bollino per certificare la qualità del rapporto tra l’azienda e il consumatore e che d’ora in avanti potrà essere riconoscibile e sfoggiato sui documenti con cui l’azienda propone ai suoi clienti i contratti per la fornitura di energia. È quello che due associazioni dei consumatori, Codacons e Movimento difesa del cittadino (Mdc) hanno conferito a Illumia, impresa che opera nel mercato libero dell’energia elettrica. Tutto è iniziato un anno fa, quando Illumia ha avviato una collaborazione con le due associazioni di tutela dei consumatori per avere feedback sul proprio operato così da migliorare gli aspetti critici delle sue attività.

“Molto spesso le aziende corrono il rischio di approcciarsi male al cliente, imponendo il proprio punto di vista- racconta Marco Bernardi, presidente di Illumia- per questo abbiamo sentito la necessità di farci tradurre concretamente le esigenze dei consumatori”. Un protocollo d’intesa che Codacons e Mdc hanno verificato per 12 mesi e che oggi hanno ‘validato’, rilasciando a Illumia il “certificato di qualità”.

 

Nel nuovo ‘manuale di buone pratiche’ redatto dall’azienda entrano così nuovi standard di qualità che andranno rispettati mensilmente dalle agenzie di vendita che intendono collaborare con Illumia. Tra questi valori ci sono: coraggio, velocità nella creazione dei contratti, conoscenza del prodotto, gratuità ma anche la bellezza. Il percorso di Illumia con le due associazioni ha rappresentato una “sfida reciproca”, spiega Francesco Luongo, presidente di Mdc. Avendo come faro “la tutela del cittadino”, è bene che “si collabori fianco a fianco nella costruzione del processo di vendita, come stiamo facendo con aziende che realmente intendono proseguire sulla strada della trasparenza nei processi aziendali, come Illumia”, sottolinea Luongo.

Per Luongo iniziative come quella che si concretizza con Illumia sono “contaminazioni fondamentali”, soprattutto per quanto riguarda il piano della formazione. Ad esempio, durante l’anno di ‘test’ con Illumia è nato un osservatorio per verificare “quali sono i problemi reali delle famiglie alle prese con i prezzi delle bollette sempre più elevate”, ma anche per fare il punto sulla “liberalizzazione del mercato e il futuro dell’energia con le nuove tecnologie”, racconta il presidente di Mdc.

 

Le associazioni dei consumatori non si sono fermate qui, ma hanno deciso anche di investire sulla formazione interna dei manager di Illumia, offrendo corsi mirati per spiegare nel dettaglio i codici etici e le nuove regole del consumo, in particolare sui diritti dei consumatori in merito al nuovo regolamento europeo sulla privacy (Gdpr) e alle norme di settore in ambito commerciale, come i codici di condotta. Per Gianluca Di Ascenzo, presidente di Codacons, “un punto di forza è stata la formazione condivisa, cioè il fatto di mettere in relazione il lavoro dei manager di Illumia con il nostro, così da rendere operative le novità introdotte dal mercato”. Anche perchè, in caso contrario, “le ricadute saranno tutte sul consumatore finale”. Infatti, Codacons non vuole “risolvere i problemi dei clienti”, ma intende “collaborare con le imprese per fare in modo che il mercato diventi veramente concorrenziale e che il consumatore si senta rassicurato dal fatto che ci siano regole chiare, semplici e trasparenti“.

di Sara Forni

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18 Dicembre 2018
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