Assemblea Pd, Renzi fa autocritica. E vuole ripartire dal Mattarellum

ROMA –  Un lungo applauso dell’assemblea nazionale del Pd a Matteo Renzi, “per come ha svolto la campagna referendaria”, dice il presidente del Pd Matteo Orfini. I delegati si alzano in piedi ed applaudono.

“Queste riforme non puzzano, queste riforme resteranno e segnano la grandezza del Partito democratico”, dice Matteo Renzi, in assemblea nazionale, citando un retroscena attribuito a Massimo D’Alema (‘delle riforme non restera’ neanche la puzza’).

“Per me i mille giorni sono il passato remoto”, spiega poi l’ex presidente del Consiglio. “Io non sono per l’amarcord. La politica non e’ denuncia: la politica e’ cambiamento“, aggiunge.

IL REFERENDUM? “ABBIAMO STRAPERSO”

“Non abbiamo perso. Abbiamo straperso. E chi fa giri pindarici per dire che abbiamo preso un sacco di voti, dice la verita’. Ma non dice che il 41 per cento in un referendum e’ una sconfitta netta”, commenta’ Matteo Renzi, in assemblea nazionale.

“Abbiamo perso al sud, perche’ non c’e’ stato il coinvolgimento vero di una parte importante del Mezzogiorno, che ci aveva affidato la speranza. L’approccio e’ stato un po’ troppo centrato sul notabilato e un po’ poco sulle forze piu’ vive del sud”, spiega.

“Se voto politico e’ il 59 per cento” al referendum “non sottovalutino i signori della coalizione del no che c’e’ un voto politico del 41 per cento con il quale ciascuno dovra’ fare i conti. Nelle prossime settimane bisognera’ avere consapevolezza degli errori e ripartire. Perche’ se c’e’ una cosa certa oggi, e’ che il no non e’ una proposta politica omogenea. E le prossime elezioni si giocheranno sulle proposte, non sul potere di blocco”, dice Matteo Renzi in assemblea nazionale. Il popolo che chiede di essere coinvolto “ha bisogno dei luoghi da cui ripartire per mettersi in cammino. E noi siamo il primo di questi luoghi”. Renzi cita i dati elettorali del Pd ottenuti alle recenti elezioni in confronto con quelle del 2008 e del 2009. “E noi da qui ripartiamo”, dice.

IL MOVIMENTO 5 STELLE

“Per bloccare la corruzione bisognerebbe scegliere meglio i collaboratori anziche’ continuare a fare polemica su altri“, dice Matteo Renzi in assemblea nazionale citando il caso M5s a Roma. “Abbiamo lasciato la parte web a chi in queste ore e’ sotto gli occhi della comunita’ internazionale, a cominciare dal New York Times, come diffusore di falsita’. Facciamo un accordo cari amici grillini: voi la smettete con le bufale e noi non raccontiamo cosa siete: un’azienda privata che firma contratti con gli amministratori con tanto di penali. Ne parleremo alle prossime elezioni”.

RENZI INAUGURA LA FASE ZEN: ASCOLTO TUTTI, NON ANTICIPO CONGRESSO

“Il congresso sarebbe stata la scelta migliore per ripartire all’interno del Pd. Dal giorno dopo ho pensato al congresso. Ma la prima regola del nuovo corso deve essere quella di ascoltare di piu’: io per primo. Ho accettato i suggerimenti di chi ha chiesto di non fare del congresso il luogo dello scontro sulla pelle del paese. Visto che siamo nella fase nuova, la fase zen, ho accettato l’idea di rispettare le regole scritte e le scadenze statutarie. Faremo il congresso nei tempi previsti dallo statuto”, dice Matteo Renzi all’assemblea nazionale del Pd.

“VI CHIEDO DI DECIDERE SUL RITORNO DEL MATTARELLUM”

“Vogliamo giocare l’ultima possibilita’ di avere un sistema maggioritario o scivoliamo verso il proporzionale? Io vi propongo di andare a guardare le carte in modo esplicito sull’unica proposta che puo’ essere realizzata in tempi brevi: e’ la proposta che porta il nome del presidente Sergio Mattarella. Io dico andiamo a vedere. Il Pd c’e’. Lo chiedo a questa assemblea”. Lo dice Matteo Renzi in assemblea nazionale. “E’ una proposta fatta di un articolo. Non c’e’ bisogno di inventarsi altro. E io lo chiedo formalmente: a Forza Italia, ai nostri alleati centristi, alla Lega Nord, alla Sinistra e al Movimento Cinque Stelle”, aggiunge Renzi.  “In questo momento chi ha paura di votare sono gli altri. Dicono che bisogna andare a votare, ma ne hanno una paura matta. Noi ci siamo messi nelle condizioni di assicurare responsabilita’ e sostegno al governo. Il punto pero’ e’ che noi chiediamo alle altre forze politiche di non fare melina sulla legge elettorale”.

RENZI RILANCIA: SEGRETERIA, CAMPAGNA DI ASCOLTO E PROGRAMMA

Un nuovo lavoro sul Partito democratico. “A cominciare dalla segreteria”. E poi una campagna di ascolto nel paese e una struttura che lavori sul programma. Matteo Renzi da’ il via alla ripartenza del Pd annunciando “da mercoledi’” un rinnovamento in segreteria, che in questi anni ammette, “e’ stato un mio fallimento”.

Dalla settimana prossima partira’ anche una campagna di ascolto. “Non mi vedrete fare un tour del paese con un camper o con cose che appartengono al passato. Non faro’ nessun tour organizzato. E’ finito il tempo in cui nei teatri andavamo ad animare le folle. Era una cosa bellissima. Ma in questo momento vorrei essere soprattutto capace di lavorare in modo meno organizzato con iniziative del Pd. Voglio fare piu’ l’allenatore che il giocatore. Verro’ a cercarvi uno per uno, voglio stanarvi e voglio chiedervi di darci una mano”.

Mercoledi’ a Roma, aggiunge, ci sara’ la “riunione dei segretari regionali e provinciali per andare incontro sui nostri temi. Il 21 dicembre ci vedremo per organizzare tutto questo. Il 28 gennaio ci sara’ l’appuntamento programmatico per recuperare cio’ che e’ emerso. Il 4 febbraio ci sara’ un appuntamento per segnare il percorso che la sinistra deve fare per l’Europa”. Per Renzi il Pd deve intercettare “l’Italia del neon che non funziona”, dice ricorrendo a una metafora, tratta dalla propria esperienza di padre. A scuola, al ricevimento studenti dei figli, l’ex premier si e’ accorto di un neon che non funzionava. E lo cita come metafora dell’orizzonte programmatico che il Pd deve avere. Le cose concrete, non le questioni autoreferenziali o il vitalizio. Contemporaneamente Renzi avvia il lavoro sul programma. “Dobbiamo creare nel partito- dice- una struttura che accanto alla campagna di ascolto sia in grado di fare un lavoro puntuale sul programma. Anche perche’ se ci sara’ un sistema proporzionale, dovremo avere le idee chiare su come la pensiamo. Dobbiamo tirare fuori i nostri progetti, uno per uno”.

18 Dic 2016
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