Ecco ‘Terre dell’olio’: il turismo incontra le eccellenze del Lazio

Terre olio_zingaretti_rosatiROMA – Quattro Dop, settanta marchi, 120 aziende. In due parole, “tradizione e innovazione“, in grado di rappresentare il Lazio. E’ Terre dell’olio, il progetto che all’Expo di Milano ha rappresentato la regione e che oggi torna a Roma “in un ponte ideale con il Giubileo della misericordia”. Canino, Tuscia, Sabina e Colline pontine, sono questi i territori da cui nascono le quattro denominazioni di origine che oggi sono state accolte a Open Colonna, al Palazzo delle Esposizioni, dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dall’amministratore unico di Arsial, Antonio Rosati, dal direttore dell’Azienda romana mercati, Carlo Hausmann, e dal coordinatore della Cabina di regia Expo 2015 per la Regione Lazio, Quirino Briganti. Con loro, anche i ragazzi del master Its Turismo che hanno assaggiato gli olii provenienti dalle quattro Dop.

E dopo il successo dei tour durante il periodo di Expo, nell’anno del Giubileo la Regione Lazio ha l’idea di proporre anche per il 2016 quattro itinerari dell’olio: per ogni Dop saranno organizzati specifici educational tour destinati ai visitatori provenienti dai mercati emergenti. Ma non solo, perché il programma Terre dell’olio prevede anche l’attivazione di 8 sportelli informativi dedicati alla scoperta dei quattro luoghi dei tour e delle aziende agricole presso cui acquistare l’olio extravergine di oliva e prendere accordi commerciali.

Terre dell'olio_progetto

ZINGARETTI: CON ‘TERRE OLIO’ ACCANTO A PRODUTTORI PER SVILUPPO – “Questa campagna- ha detto Zingaretti- ha obiettivi chiari: dare visibilità alle quattro Dop della regione. La qualità dell’olio laziale si e’ conquistata uno spazio sempre maggiore ed è importante che le istituzioni incontrino questa forza dando una mano. E’ molto importante- ha aggiunto- legare la qualità di questi prodotti alla qualità del territorio, promuovendola anche attraverso il turismo, perché dietro a questi olii c’è tanto di più: i borghi, le vigne, gli uliveti, la storia e la tradizione. Questo è il nostro modo di aiutare le nostre imprese a crescere e a dare lavoro e speranza. E oggi rappresentiamo un pezzo di questa strategia che ha visto la Regione lavorare insieme ad Arsial, Lazio Innova e gli uffici regionali”.

Il progetto Terre dell’olio era parte dell’iniziativa nazionale ‘Expo e i territori’, disciplinata da un Accordo di programma quadro sottoscritto tra gli altri dalla presidenza del Consiglio, da alcuni ministeri e dalla Conferenza delle Regioni con l’intento di promuovere le diverse realtà territoriali italiane attraverso un prodotto d’eccellenza. Per il Lazio, è stato scelto l’olio extravergine di oliva.

ROSATI: BENE ‘TERRE OLIO’, PRODOTTO LOCOMOTIVA LAZIO – “L’olio del Lazio è forse il prodotto più significativo della nostra regione- ha detto Rosati- Siamo particolarmente contenti perché dietro c’è sapere, talento, tradizione e innovazione. Vogliamo fare squadra, vogliamo cooperare per competere nel mondo perché il cibo italiano può essere un grande fattore di sviluppo e portatore del concetto del mangiare sano, perché chi mangia bene, pensa bene. E noi abbiamo l’ambizione di far mangiare bene tutti, anche le famiglie normali”. Rosati ha poi aggiunto che “abbiamo fatto tesoro dell’Expo, adesso ci prepariamo a questo straordinario evento che è il Giubileo della misericordia senza tradirne il messaggio: sarà un cammino all’interno del quale presenteremo una serie di iniziative, a partire da un grande progetto contro gli sprechi del cibo”.

E se per Briganti si tratta della “valorizzazione dei luoghi e degli elementi presenti nel Lazio con una produzione che dimostra quanto il Lazio dispone in fatto di eccellenze agroalimentari e quanto punti alla sostenibilità dello sviluppo”, per Hausmann Terre dell’olio rappresenta “idealmente un ponte tra la conclusione di Expo e l’inizio del Giubileo, per diventare una struttura permanente in tutta la regione”, una “grande strada dell’olio regionale dove oltre a produrre e vendere il prodotto, le aziende offrono anche la possibilità di visitare i frantoi nel periodo di produzione, partecipare alla raccolta delle olive, fare corsi di degustazione e anche imparare a cucinare menu con una partecipazione importante dell’olio d’oliva”.

18 Dicembre 2015
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