Direttore generale del San Camillo alla DIRE: “Prime novità in atto aziendale” VIDEO

ROMA  – “Il San Camillo è un organismo che, seppur ferito, è vivo e forte. Ci sono possibilità di farlo tornare dritto e ridargli quel ruolo che gli spetta nell’ambito della nostra regione, ma anche oltre”. Con queste parole il direttore generale dell’azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini, Fabrizio d’Alba, ha iniziato l’intervista con l’agenzia DIRE.

Nominato poco più di un mese fa alla guida dell’ospedale dopo l’esperienza alla guida dell’Asl RmH, d’Alba si è occupato fin dai primi giorni dell’atto aziendale, propedeutico all’elaborazione del piano di rientro dell’ospedale, che insieme ad altri cinque grandi ospedali romani (San Giovanni, Umberto I, Sant’Andrea, Tor Vergata e Ifo) dovranno rientrare, solo per il 2017, di 47 milioni di euro. Obiettivo su cui saranno misurati i direttori generali.


“Sono stati giorni di grande lavoro. Abbiamo colto l’opportunità di operare qualche cambiamento, che più che entrare nello specifico dell’organizzazione va a dare segnali in termini di focalizzazione dei nostri interessi- ha spiegato d’Alba- Abbiamo aggiunto l’area oncologica interdipartimentale, che è il nostro tentativo di dare una risposta strutturale alla presa in carico del paziente oncologico, almeno nell’ambito delle acuzie. Il nostro obiettivo è che un paziente che arriva fino alla diagnosi oncologica deve trovare da noi tutte le risposte diagnostiche e di prestazioni chirurgiche in una logica organizzata. Quindi noi stessi lo dobbiamo accompagnare in questo percorso, cosa che in passato non è stata così agevole forse perché è mancato lo stimolo dei professionisti di relazionarsi in questa logica”.

“Abbiamo rafforzato il dipartimento di emergenza inserendo unità operative importanti, come la diagnostica per immagini- ha continuato d’Alba- Abbiamo lasciato la stroke unite e creato l’unità di shock e trauma che in un Dea come il nostro – hub anche per la traumatologia – ritenevamo non potesse essere procrastinata. Poi c’è l’area per l’innovazione organizzativa in chirurgia, perché uno degli ambiti del piano di rientro verterà su un recupero della produttività in ambito chirurgico e questo si può fare solo rivedendo i modelli di erogazione delle prestazioni chirurgiche”.

FONDI EX ART 20 IN COERENZA PIANO RIENTRO

“Siamo in fase di progettazione esecutiva per l’area della Maternità, per il Pronto soccorso e per la Medicina nucleare: le tre linee di finanziamento già ottenute in precedenza. Vogliamo arrivare a completare la progettazione e l’affidamento attraverso gare pubbliche dei lavori, nella logica di averle pronte nel 2017, alcune anche nei primi mesi”, ha sottolineato d’Alba. In arrivo ci sono anche i finanziamenti della terza tranche ex articolo 20 della legge nazionale sui fondi per l’edilizia sanitaria. “C’è stata una prima allocazione, ma alla luce del piano di rientro che sarà elaborato entro dicembre dobbiamo prima definire gli obiettivi, darci un’organizzazione coerente e dotare l’azienda di strutture idonee- ha spiegato d’Alba- Mi riservo di rimodificare quanto previsto oggi in termini di finanziamento per rendere l’investimento maggiormente coerente con le linee di sviluppo”.

LISTE ATTESA? TUTTI NON POSSONO FARE TUTTO

“Sulle liste di attesa dobbiamo dare ai cittadini e agli stakeholder la certezza che le risorse che abbiamo le usiamo in modo appropriato e che tutte le prestazioni sono erogate. Ma se queste prestazioni diventano da Recup, allora la questione cambia. Il presupposto che tutti facciano tutto oggi è e sarebbe un errore”, ha spiegato.  Secondo d’Alba “ogni struttura ha un suo ruolo e non è detto che non sia giusto che strutture come la nostra non eroghino alcune prestazioni – ma ne eroghino altre – nella misura in cui devono essere erogate da altre strutture. Questo tipo di ragionamento richiede una visione integrale della problematica e quindi richiede che ci siano politiche condivise”. Provvedimenti per abbattere le liste d’attesa sono contenuti nei Programmi operativi 2016-2018 che il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha consegnato recentemente al tavolo con il governo. Nel documento c’è anche la richiesta di piani triennali assunzionali. “Questa sarebbe una grandissima opportunità per le aziende- ha sottolineato d’Alba- ma il messaggio che cerco di far passare è questo: non dobbiamo pensare che ciò porta a un reintegro degli organici così come erano ieri, perchè vorrebbe dire che nulla sarebbe cambiato rispetto al momento precedente all’entrata del Piano di rientro. Noi dobbiamo essere così bravi che gli assunti li metteremo nei servizi che portano valore. Da direttore generale dico che questo non vuol dire privilegiare le aziende ospedaliere, anzi forse è il contrario, perché se il territorio lavora meglio può alleggerire funzioni a cui adesso stiamo supplendo impropriamente”.

INFLUENZA? LAVORO PER EVITARE SOVRAFFOLLAMENTO PS

“Il San Camillo, come tutti i grandi Dea, vive storicamente questo il problema” del sovraffollamento durante i mesi invernali a causa dell’influenza. “Ancora di più adesso visto che per alcune vicende non sanitarie abbiamo perso dei posti letto di medicina interna, ma stiamo cercando di crearne di nuovi per attenuare il problema”. “Noi stiamo cercando di sviluppare degli accordi con le strutture accreditate limitrofe al San Camillo perché si crei una sinergia che potrà attenurare le problematiche connesse al picco dell’influenza” ha spiegato d’Alba, prima di rivolgere due inviti ai cittadini: “Più vaccinazioni e attenzione nel verificare, prima di presentarsi al Pronto soccorso, il livello di gravità della patologia”.

di Alessandro Melia, giornalista professionista

18 Novembre 2016
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