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Cultura. Iccrom in assemblea ricordando Nepal e Siria

ROMA  – Dai primi aiuti al Nepal colpito dal terremoto del 25 aprile agli appelli per la conservazione del patrimonio archeologico della Siria, Palmira in testa, minacciati dall’avanzata dell’Isis. Si è aperta con il ricordo dei principali eventi del 2015 la 29esima Assemblea generale dell’Iccrom (Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali), l’organizzazione internazionale nata dall’Unesco nel 1956 allo scopo di promuovere la conservazione del patrimonio culturale ed archeologico a livello mondiale.

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L’Iccrom, che ha il suo quartier generale a Roma, nel rione Trastevere, fin dalla sua nascita, ha celebrato la sua assemblea nella sede della Fao alla presenza dei delegati dei 134 Stati membri riuniti per discutere sui futuri orientamenti dell’organizzazione, alla presenza del direttore generale Stefano De Caro e del ministro dei Beni Culturali italiano, Dario Franceschini. “E’ molto importante che l’Italia ospiti l’Iccrom- ha spiegato proprio quest’ultimo- un’organizzazione che può svolgere un lavoro decisivo nel campo della formazione e ricopre un ruolo importante per la protezione del patrimonio culturale dell’umanità anche nelle zone di crisi. Un tema sul quale anche le Nazioni unite si sono sensibilizzate mentre l’Unesco ha adottato una risoluzione su iniziativa proprio dell’Italia”.

L’organizzazione intergovernativa, in particolare, oggi ha onorato e elogiato gli Stati membri più attivi, riconoscendo i loro sforzi per la cura del patrimonio ovunque nel mondo. Gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato un partenariato con l’Iccrom per la creazione di un centro per il patrimonio arabo e una contribuzione volontaria di 7,8 milioni di euro, la prima di questa entità. Altri Stati membri, istituzioni e professionisti hanno contribuito generosamente al progresso della conservazione, anche al di là dei propri confini e mandati. Questi paesi sono il Giappone, il Messico, la Norvegia, la Cina, la Corea, e altre Nazioni ancora.

La 29esima Assemblea Generale è stata anche occasione per salutare il ritorno della Federazione Russa. Per consentire all’Iccrom di reagire prontamente nelle situazioni di crisi sempre più frequenti, come il recente terremoto del maggio 2015 in Nepal, il Centro sta alimentando un fondo di emergenza destinato a una formazione ad-hoc particolarmente centrata sulla capacità di reagire alle catastrofi, e ad altre azioni necessarie in caso di calamità. Eventuali contribuzioni volontarie degli Stati membri saranno molto apprezzate. I Delegati all’Assemblea Generale di quest’anno hanno anche approfondito il tema del crescente impatto dei cambiamenti climatici sul patrimonio culturale. Durante la mattinata è stato premiato con l’Iccrom awards l’archeologo dello Zimbawe e Direttore dell’African world heritage fund, Webber Ndoro, insignito del riconoscimento in quanto “persona che ha avuto speciali meriti nella protezione e nella conservazione del patrimonio culturale del suo Paese”.

All’assemblea era presente anche l’eurodeputata Silvia Costa che ha ricordato l’importanza del “rilancio della diplomazia culturale europea”, il recente accordo per poter utilizzare i satelliti europei ‘Copernico’ per missioni di monitoraggio del patrimonio” e la richiesta di dotare l’Iccrom di uno status autonomo in vista dei prossimi progetti europei. Il delegato degli Stati Uniti, infine, ha ricordato l’importanza dell’impegno a tutela del patrimonio di Paesi in zone di crisi di guerra e terrorismo: oltre la Siria anche l’Iraq, lo Yemen, l’Egitto e la Tunisia. L’Iccrom su Roma è molto attiva nel campo della formazione dei restauratori. Ha attivato 29 corsi tra il 2013 e il 2015 per un totale di 487 persone. I suoi ‘collaboratori’ hanno partecipato al restauro di alcuni monumenti del cimitero Acattolico di Roma. L’Italia è il quarto Paese per donazioni, preceduta solo da Stati Uniti, Emirati Arabi e Giappone.

18 novembre 2015

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