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Ucciso in Messico l’assistente di produzione di ‘Narcos’, realtà e finzione si incontrano

ROMA – E’ morto in Messico mentre cercava le location ideali per girare la quarta stagione della serie, ormai cult, Narcos. Il suo nome era Carlos Muñoz Portal, aveva 37 anni ed era assistente alla produzione. Il corpo crivellato di colpi è stato ritrovato nel bagagliaio della sua auto lungo una strada isolata e polverosa vicino a San Bartolomé Actopan, nel comune di Temascalapa, in una zona di confine con lo stato dell’Hidalgo. Uno scherzo del destino o un’incursione della vita nella finzione, Portal è morto come uno dei personaggi della fortunata serie su cui lavorava, di cui in questi giorni in Italia è in onda la terza serie su Netflix.

Dopo aver raccontato la battaglia degli agenti della DEA al capo indiscusso del narcotraffico colombiano Pablo Escobar (nella prima e seconda stagione), e quella al cartello di Cali (terza stagione), il set dovrebbe spostarsi in Messico, appunto, dove gli agenti si scontreranno con il cartello di Juárez.

Il movente dell’omicidio del location manager è tutt’ora ignoto, ma il giovane stava scattando delle foto nei futuri, forse, luoghi delle riprese ed è possibile ipotizzare che i suoi assassini, vedendolo curiosare, abbiano pensato che stesse raccogliendo informazioni su quei territori, non gradendo affatto la cosa. Certo è che Portal si trovava in una delle zone più pericolose del Messico, che vanta un triste primato riguardo ad omicidi, basti pensare che nel solo mese di luglio sono stati 182.

Portal lavorava nel cinema da circa dieci anni e si era occupato delle location di set importanti, come quelli di Sicario, Spectre, Fast & Furious, Apocalypto.

 

18 settembre 2017

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