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Report del Consiglio Grande e Generale – Seduta del 17 luglio

Con 33 voti contrari e 22 a favore, l’Aula nel tardo pomeriggio respinge la mozione di sfiducia sottoscritta da 17 consiglieri di opposizione nei confronti di Simone Celli, segretario di Stato per le Finanze. Il voto giunge al termine di un dibattito fiume iniziato in prima mattinata, alle 8, a cui erano previsti 56 interventi. A illustrare la mozione, in apertura dei lavori, il consigliere Pasquale Valentini, Pdcs: “La richiesta di sfiducia- esordisce- prende le mosse dal fatto che, nell’ambito delle responsabilità attribuite al segretario di Stato Celli, in diverse occasioni abbia disatteso le deliberazioni del Consiglio Grande e Generale o abbia avvallato deliberazioni oltre i limiti dei propri poteri”.

Il diretto interessato, il Segretario di Stato Celli, da una lettura politica della mozione dell’opposizione: “L’iniziativa- spiega- rientra evidentemente in una più ampia e articolata strategia della tensione, portata avanti da coloro i quali hanno l’interesse a generare confusione con l’obiettivo di destabilizzare l’attuale quadro politico e, di conseguenza, di interrompere l’azione del nostro Governo”. Non tanto per Celli sotto la lente dei partiti di minoranza ci sarebbe il suo operato in senso stretto, piuttosto“C’è in atto un chiaro tentativo di restaurazione- manda a dire-ì un tentativo di ritorno al passato, un disperato e estremo tentativo di autodifesa dell’ancient regime”. In definitiva , la tesi poi condivisa da tutti i consiglieri di maggioranza intervenuti è che “si sta cercando di sfiduciare il presente, per mettere in discussione il futuro e soprattutto per ridare fiducia al passato”. Elena Tonnini, Rete, smonta la tesi dell’attacco politico all’intero governo: “Se volevamo fare una mozione di sfiducia al governo, l’avremmo fatta- puntualizza- la mozione è piena di significati e contenuti non toccati in Aula dai consiglieri di maggioranza”. E ammonisce i colleghi di Adesso.sm: “Con il vostro voto sulla mozione farete sapere ai cittadini chi ha indebitato il Paese”.

Rigettata la mozione di sfiducia e terminato l’Odg della convocazione d’urgenza, il Consiglio grande e generale affronta la scaletta dei lavori originaria, partendo dal Comma Comunicazioni, su cui si interrompe la seduta pomeridiana. I lavori riprenderanno in seduta notturna.

Di seguito un’estratto degli interventi odierni.

Pasquale Valentini, Pdcs

La richiesta di sfiducia prende le mosse dal fatto che, nell’ambito delle responsabilità attribuite al segretario di Stato Celli, in diverse occasioni abbia disatteso le deliberazioni del Consiglio Grande e Generale o abbia avvallato deliberazioni oltre i limiti dei propri poteri. La mozione specifica alcuni casi in cui ciò è avvenuto, il primo la non sostituzione del dott. Romito dalla presidenza di Cassa di Risparmio per mancanza dei requisiti di onorabilità. C’è un Odg approvato il 19 aprile 2017 in cui il Consiglio invitava i rappresentanti dello Stato ad intervenire all’assemblea dell’istituto con l’indicazione di un nuovo presidente. Questa prima direttiva del Consiglio è stata disattesa e oggi ancora Nicolino Romito guida il Cda di Cassa. Il secondo caso contestato è l’approvazione del passaggio dei rapporti giuridici di Asset in Cassa di Risparmio senza tener conto dell’entrata in funzione della Centrale rischi e degli esiti dell’Aqr. C’è un Odg del 22 dicembre 2016 in cui il Consiglio all’unanimità aveva approvato questa modalità e chiedeva che non si procedesse ad alcuna cessione o acquisizione senza l’avvio della centrale rischi e l’esito Aqr. Il terzo caso richiamato nella mozione è la legittimazione di un Cda di Cassa retto da un presidente che non avrebbe i requisiti per partecipare alle sedute.

Quarto caso citato nella mozione è il riconoscimento di protezioni legali degli amministratori di Cassa per riconoscere loro immunità rispetto all’acquisizione di attivi e passivi di Asset banca.

A questi fatti si sommano alcune prese di posizioni pubblica in cui ancora una volta si vede un travalicare del Segretario rispetto alle sue funzioni, quella nei confronti delle decisioni del Tribunale sui ricorsi Asset. Ci sono state affermazioni importanti in cui si attribuisce a Bcsm un ruolo che sul piano istituzionale non ha e non può avere, mettendola sullo stesso piano della magistratura quale potere dello Stato, cosa che non è.

Quindi la mancata presa di posizione circa le inopportune e inqualificabili affermazioni sui social media del direttore di Banca centrale. Si sottolinea come tutto questo abbia portato gravi conseguenze economiche per la collettività, ovvero fuoriuscite di capitali superiori a quelle dovute alla voluntary disclosure italiana, mancanza di fiducia nel sistema sammarinese, un crescente livello di esposizione dello Stato verso i rischi di sistema.

Questa confusione dei ruoli si associa all’incapacità di instaurare un confronto che accentua le sue responsabilità. Ci sono segni che questo confronto e mancanza di chiarezza non c’è solo con l’opposizione e le forze sociali ma neanche in maggioranza.

C’è poi la conferma ogni giorno di più – lo sono per esempio esempio gli ultimi decreti legge- che tutto sia finalizzato alla realizzazione di un disegno che parte dalla trasformazione radicale del sistema bancario, con la trasformazione di Cassa di Risparmio in banca di Stato, attraverso un potere impropriamente affidato a Banca centrale e nascondendo, non so fino a quanto, come lo Stato gravemente indebitato troverà le risorse per evitare il tracollo. Temiamo che per si arrivi al punto in cui sarà necessario trovare per Cassa un compratore. La mozione è lo strumento che abbiamo per dire che certe storture non sarebbero accadute, se si fosse giocata diversamente la responsabilità del segretario Celli. Di fronte alle scelte che si stanno facendo, nessuno potrà giustificarsi e dire che non sapeva. Non è un’azione estrema per sfiduciare il presente e ridare fiducia al passato, noi non vogliamo nessun ritorno al passato, ma i cittadini hanno bisogno di un presente frutto di un’azione condivisa, non stiamo giocando a far cadere il governo, non sono quindi accettabili i richiami a moderare i toni, senza voler attuare il confronto.

Auguro nell’interesse del Paese che questa mozione- che è un intervento grave- aiuti a rivedere comportamenti che in questo momento stanno creando grave disagio per la popolazione e conseguenze nefaste per la vita futura del Paese.

Simone Celli, segretario di Stato per le Finanze

Negli ultimi giorni, prima di procedere alla stesura di questo intervento, ho riflettuto a lungo e ho cercato di focalizzare la mia attenzione sulle ragioni che hanno spinto 17 Consiglieri dell’opposizione a presentare una mozione di sfiducia individuale nei miei confronti. Sia ben inteso: è un atto politico del tutto legittimo, che va rispettato e che merita di essere discusso con serietà. Ho quasi 35 anni e alle mie spalle ho un’esperienza ormai ultradecennale di attività politica svolta nelle Istituzioni del nostro Paese. Ho portato avanti il mio impegno politico sempre con la passione, la dedizione e l’amore, di chi si considera un privilegiato nell’avere avuto la possibilità di ricoprire un ruolo istituzionale importante, sia questo il ruolo di membro del Consiglio Grande e Generale o di membro del Congresso di Stato. Durante questi anni, mi sono dovuto confrontare con sconfitte e insuccessi da cui puntualmente sono ripartito con più energia e più entusiasmo; ho compiuto anche diversi errori – non lo nascondo –, dei quali però mi sono sempre fatto carico e mi sono sempre assuntola responsabilità. Si, mi è capitato di cadere, ma in ogni circostanza ho lottato fino in fondo e mi sono rialzato.
Perciò, sul piano strettamente politico, non sono affatto sorpreso dalla presentazione della mozione di sfiducia. Rappresenta infatti l’iniziativa, logica e coerente, di un’opposizione che fin dall’inizio della legislatura ha compiuto una scelta ben precisa, privilegiando un’azione politica fondata sulla denigrazione delle persone, sulla presunta illegittimità della vittoria elettorale di Adesso.sm, sulla pubblicazione di dossier, sulla richiesta di Commissioni di Inchiesta e sull’uso di un linguaggio estremo, radicale, a tratti persino violento; si è preferito sin dal primo momento ricercare lo scontro e la contrapposizione, piuttosto che il confronto – magari partendo anche da idee profondamente diverse e difficilmente conciliabili fra loro – su un concreto progetto di futuro per il nostro Paese. Per pochi istanti intendo abbandonare il profilo politico del mio intervento, per lasciare spazio ad alcune brevi considerazioni di carattere personale.
Mi rivolgo, quindi, ai 17 firmatari della mozione di sfiducia, dicendo loro che un risultato lo hanno raggiunto: ebbene si, cari Consiglieri, se il vostro obiettivo era quello di farmi provare dolore, ce l’avete fatta.
Su questo versante, da subito, riconosco la vostra schiacciante vittoria. L’acredine e il livore, contenuti nella mozione di sfiducia e in molteplici prese di posizione pubbliche di gruppi dell’opposizione e di loro esponenti, e la campagna di odio portata avanti scientificamente – al grido “vogliamo la testa di Simone Celli” – sui social network e attraverso altri strumenti di comunicazione, rappresentano il chiaro e inequivocabile segnale di un inquietante imbarbarimento del dibattito politico e pubblico che non va affatto sottovalutato. Se tutto ciò, poi, viene collocato all’interno di un contesto ambientale contraddistinto dalle pesanti minacce rivolte alla mia persona e alla mia famiglia ad opera del banchiere – o presunto tale –  degli ex potenti (alcuni dei quali ancora presenti in Aula) e da una satira – che a dire il vero tanto satira non è – che cerca di far ridere e di strappare sorrisi inneggiando alla violenza con una vignetta raffigurante un “simpatico” lancio di mattoni nei miei confronti, oppure descrivendo la mia testa come un rifiuto che non si sa se depositare nell’umido o nell’indifferenziata, oppure lanciando slogan – tipici di comunità evolute da un punto di vista civico – come “andiamo a pignorare la casa di Simone Celli”, con l’accusa di essere l’usurpatore di AssetBanca, il quadro complessivo assume una dimensione, permettetemi l’eufemismo, “poco rassicurante”.
Ai 17 Consiglieri firmatari della mozione di sfiducia, e in particolare a chi di essi – dimostrandosi per l’ennesima volta “un uomo senza qualità” – in passato ha condiviso con me larga parte della sua attività politica e a chi fa parte di un partito che negli ultimi 30 anni ha governato il Paese pressoché in modo ininterrotto con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, desidero rappresentare, senza alcun intendimento polemico e soprattutto senza rancore, la mia profonda amarezza, in quanto l’iniziativa rientra evidentemente in una più ampia e articolata strategia della tensione, portata avanti da coloro i quali hanno l’interesse a generare confusione con l’obiettivo di destabilizzare l’attuale quadro politico e, di conseguenza, di interrompere l’azione del nostro Governo.
Ai 17 sfiducianti, da ultimo, vorrei sommessamente ricordare che dietro a una persona che ricopre incarichi politici o istituzionali, ci sono quasi sempre delle famiglie e in particolare ci sono dei padri e delle madri che, leggendo un organo di stampa locale o guardando l’edizione serale del Tg della Tv di Stato, vedono quotidianamente il loro figlio dipinto quasi come fosse un delinquente. Credetemi, non è affatto piacevole.
Sia ben chiaro: è assolutamente comprensibile che l’opposizione tenti di mandare a casa un Governo o un suo componente, non è invece comprensibile – almeno dal mio punto di vista – alimentare, portandolo fino all’esasperazione come avvenuto nelle ultime settimane, il clima di tensione sociale. Evidentemente, però, questa situazione fa gioco a qualcuno, che con ogni probabilità non ha particolarmente a cuore l’interesse generale della comunità sammarinese. In questi giorni, nell’esaminare il contenuto della mozione di sfiducia, ho tentato di comprenderne le ragioni di fondo ponendomi alcune domande, che desidero condividere con l’Aula Consiliare.
Probabilmente merito di essere sfiduciato perché, dopo anni di incertezza e di gestioni a dir poco discutibili, il Governo di cui ho l’onore di far parte ha deciso di cambiare la governance di Cassa di Risparmio, affidandone la guida a professionisti di alto livello che entro breve metteranno a disposizione dell’Azionista Stato un progetto di bilancio in grado di rappresentare in modo realistico la situazione economica e patrimoniale della banca e un piano industriale attraverso il quale Carisp verrà rilanciata assumendo a tutti gli effetti il ruolo di banca di sistema attorno cui riorganizzare e ristrutturare l’intero settore bancario e finanziario sammarinese, come delineato dal progetto di sviluppo illustrato nel corso della sessione consiliare dello scorso mese di giugno. Probabilmente merito di essere sfiduciato perché il nostro Governo, nel rispettare pienamente l’autonomia degli organismi della vigilanza bancaria, non ha interferito nella decisione di competenza della Vigilanza di Banca Centrale nell’adozione di provvedimenti di rigore nei confronti di Asset Banca che, alla luce degli elementi e dei dati condivisi in Aula nel corso della precedente sessione consiliare, si è rivelata un’istituzione bancaria con devastanti problematiche patrimoniali, con pesanti carenze della struttura organizzativa, con gravi irregolarità nella gestione del credito e con diversi casi di violazioni normative.
Probabilmente merito di essere sfiduciato perché, nonostante una situazione estremamente complessa, il nostro Governo sta portando a compimento l’operazione di salvataggio di Asset Banca, i cui attivi e passivi verranno a breve ceduti in blocco a Cassa di Risparmio,tutelando le posizioni di tutti i depositanti, dei risparmiatori e anche degli obbligazionisti subordinati, permettendo alla clientela di tornare, nella stragrande maggioranza dei casi, alla normale operatività nel giro di qualche giorno e salvando una parte consistente dei posti di lavoro.
Probabilmente merito di essere sfiduciato perché, nonostante lo stato di fortissima precarietà della finanza pubblica ereditato dal precedente esecutivo e nonostante la modestia dell’odierno tasso di crescita, il Governo sta riuscendo ugualmente a predisporre un assestamento di bilancio che prevede una riduzione del disavanzo di circa 50 punti percentuali rispetto alle previsioni. Probabilmente merito di essere sfiduciato perché, in continuità con l’azione del precedente esecutivo, il Governo sta mantenendo un elevato livello di collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, come confermato dall’immediata attivazione del Tavolo Tecnico previsto dall’accordo contro le doppie imposizioni fiscali, che già si è riunito in due occasioni e che a breve si riunirà nuovamente per affrontare e dare soluzione a tematiche di reciproco interesse.
Probabilmente merito di essere sfiduciato perché il Governo ha deciso di proseguire sulla strada intrapresa dai precedenti esecutivi rispetto all’adesione piena e incondizionata ai parametri internazionali in materia di trasparenza e cooperazione fiscale, come dimostrato dalla nostra scelta di sottoscrivere in sede Ocse, agli inizi dello scorso mese di giugno, la Convenzione Multilaterale Beps. Probabilmente merito di essere sfiduciato perché faccio parte di un Governo che ha ottenuto un generale apprezzamento della sua azione da parte del Fondo Monetario Internazionale.
La verità è ben diversa: in atto c’è un chiaro tentativo di restaurazione, un tentativo di ritorno al passato, un disperato e estremo tentativo di autodifesa dell’ancient regime. Con lo scoperchiamento del vaso di Pandora rappresentato da quell’istituzione bancaria che negli ultimi anni è stata da alcuni osservatori politici definita “l’undicesima Segreteria di Stato” e con la fine di un’era all’interno di Cassa di Risparmio, alcuni centri di potere e di interesse e i loro terminali politici si sono sentiti “aggrediti” dall’azione di trasformazione e di rinnovamento del settore finanziario condotta dal nostro Governo e, di conseguenza, si sono mossi e tuttora si stanno muovendo pesantemente per impedire il successo dell’opera di risanamento che permetterà a San Marino di avere una prospettiva seria e credibile riacquisendo credibilità e reputazione a livello internazionale.

Tra i principali avversari di questo processo virtuoso c’è una ristretta elite di professionisti che nel ruolo di consulenti di tutte, o quasi tutte, le banche sammarinesi hanno ricavato notevoli benefici economici e hanno accumulato un enorme potere, che naturalmente non vogliono perdere. C’è poi qualche imprenditore – o forse sarebbe meglio definirlo “prenditore” – che teme il cambiamento perché ancora pensa di poter fare business come se il tempo si fosse fermato nei “meravigliosi” Anni Novanta. Ci sono poi forze politiche che si stanno accorgendo di perdere progressivamente significative fette di potere nell’ambito del mondo bancario, da loro conquistate nell’ampio periodo di governo che si è concluso appena sei mesi fa.
Consiglieri di Maggioranza e Colleghi del Congresso di Stato,
concludo il mio intervento rivolgendomi direttamente a Voi e in primo luogo consentitemi di ringraziarVi per le Vostre innumerevoli dimostrazioni di affetto e di supporto che indiscutibilmente mi hanno aiutato ad affrontare con maggiore serenità le ultime giornate che, in tutta franchezza, sono state intense e complicate. Si sta cercando di sfiduciare il presente, per mettere in discussione il futuro e soprattutto per ridare fiducia al passato. Non dobbiamo avere paura, non dobbiamo farci intimidire, non dobbiamo mostrare cedimenti di fronte a chi alza il tono della voce e usa la violenza verbale per nascondere la propria pochezza di idee e di contenuti.
Al netto della decisione che assumerà l’Aula al termine di questo dibattito sulla mozione di sfiducia, decisione che qualunque essa sia, ovviamente, rispetterò in modo rigoroso, intendo dire una cosa con estrema chiarezza.
A prescindere dal mio destino politico personale, il presente si chiama Adesso.sm e Adesso.sm deve andare comunque avanti con il proprio lavoro in quanto ha tutte le carte in regola per garantire ai cittadini sammarinesi un futuro che sia migliore del presente.

Giuseppe Maria Morganti, Ssd

‘Sfiduciare il presente, per ridare fiducia al passato’ è lo slogan perfetto per identificare quello che stiamo vivendo. (…) Il passato è l’inganno della lettera all’Ocse del 2001, in cui si prometteva lo scambio di informazioni, è il voltafaccia del 2006 con cui è stata tradita la disponibilità di uno Stato amico. Ci sono voluti 8 anni per recuperare credibilità, per riaffacciarsi sui mercati con la decisione di abbracciare lo scambio di informazioni e con le riforme forzate che hanno cambiato la nostra economia. Ma i danni di quel sistema di latta si sono riversate nell’oggi.

Le posizioni oggi possono essere due: si prolunga l’agonia o si prende il toro per le corna, mettendo a nudo situazioni dolorose, e si fa sistema. I cittadini nelle scorse elezioni hanno scelto la seconda strada. La prima, quella della protesta in piazza, non è la nostra strada. Tornare indietro non è la scelta migliore, ma vorrebbe tornare al passato una nutrita folla fatta dall’opposizione, così come ne fanno parte componenti sociali e professionali che non hanno capito la crisi del 2006 e non hanno mostrato lungimiranza per avere un paese pronto alle sfide. Con quelle parti sociali e quelle che hanno scelto di stare dalla parte sbagliata dobbiamo fare anche un pizzico di mea culpa, è necessario aprire un dialogo ancora più intenso, in modo tale che si sentano anche loro partecipi del processo di cambiamento cui stiamo andando in contro. La scelta di scendere in piazza tutti insieme genera confusione a livello di Paese, non è concepibile. Nella storia mai è successo che una manifestazione sindacale si facesse contaminare dalla presenza dei partiti. La mozione di cui stiamo parlando intende esprimere sfiducia al segretario per le Finanze ‘reo’ di essere il più in vista nel processo di trasformazione del sistema bancario, colpire Sds Celli mira a impedire si possa concludere il percorso di trasmigrazione di attivi e passivi in Cassa di risparmio, a bloccare la ricapitalizzazione nelle banche richiesta dopo l’Aqr, a fermare il cambiamento nella governance di Cassa di risparmio..: (…).

Mi rivolgo alle forze di minoranza: il percorso lo vogliamo fare insieme, il tentativo di delegittimare chi vuole il cambiamento non può andare avanti. Vogliamo iniziare a cooperare per il bene della Repubblica? Nostra disponibilità c’è. Auspico questo dibattito possa diventare il lancio di una nuova fiducia al segretario e al Paese.

Marianna Bucci, Rete

Ridare fiducia al passato? Respingo questa accusa per Dim, lo abbiamo sempre detto e siamo andati avanti da soli proprio per liberarci da quel passato. Noi scendiamo in piazza non per la restaurazione, ma contro il debito pubblico che questo governo ha decretato di nascosto e che prevede grandi regali a Marino Grandoni.

La fiducia è qualcosa che si conquista, non qualcosa di dovuto, specialmente in politica. E’ la coerenza tra parole e fatti, è capacità di essere autorevoli, Celli fa parte di un governo che si definisce nuovo rispetto al vecchio, ma l’attività politica di Celli inizia nel 2006, quando entra nel Consiglio da cui non è mai uscito. In questi anni Celli è stato protagonista di due episodi piuttosto gravi, uno è l’affaire Carrirolo che, anche se archiviato dalla magistratura, rilevanza politica ce l’ha, eccome. La pubblicazione del video sul voto di scambio ha portato alla fuoriuscita della minoranza del Ps. Altro episodio: come può godere di credibilità chi non è stato capace di amministrare oculatamente il denaro del suo partito, garantendo al suo presidente 80 mila euro l’anno di stipendio? Senza contare i rapporti politici con persone come Andreoli. Stolfi, De Biagi, il fatto che lo stesso Celli non si sia mai affrancato da quei rapporti descrive un bel pezzo della sua storia politica. Anche su questi elementi si costruisce un rapporto di fiducia. Non è un atto di fede, mentre lei chiede da mesi atti di fede, la maggioranza lo fa, nonostante ogni azione presa dalla sua Segreteria non ne è neanche lontanamente degna. Perchè sono azioni dannose per la comunità. La sfiducia non è sul fatto che lei voglia cambiare il Cda di Carisp, è il modo in cui avete portato avanti le cose. In soli 4 mesi dal suo insediamento ,120 mln di euro usciti da San Marino: segno della sfiducia dei correntisti che preferiscono portare denari a Cerasolo che a San Marino, perché a San Marino non c’è certezza. Il commissariamento di una banca doveva essere fatto in modo serio, invece è stata fatta saltare in modo che i responsabili della vecchia gestione ora passino anche come martiri.

Difficile dare fiducia poi a un Segretario che prima fissa requisiti di onorabilità per il Cda di Cassa poi nomina Romito. Che poi non si dimette e l’opposizione non viene nominata nel Cda di Cassa, come si fa ottenere fiducia se si vuole nascondere qualcosa?

Fabrizio Perotto, Rf

Per qualcuno oggi si concretizza quello che avrebbe voluto fare da sei mesi: mettere al voto la sfiducia del governo. C’è qualcuno che ancora non accetta che le leggi elettorali servono per definire eletti e sconfitti. Purtroppo una domenica di dicembre San Marino ha deciso di voltare le spalle alla vecchia classe politica e partitica e da allora ci si è opposti a tutto, anche alle azioni di buon senso. La miopia politica di chi ha gestito il potere per oltre 30 anni ha fatto perdere lucidità: chiedono dimissioni oggi di Celli e domani scendono in piazza per imputare a governo e segretario colpe del passato. Questi gruppi politici dovrebbero chiedere scusa al paese per aver smantellato un sistema sano e farlo diventare un sistema incontrollabile. Chi diede licenze bancarie a banche commissariate? La Dc. Oggi invece si riduce che le problematiche della credibilità del sistema bancario siano riconducibili a Celli, il governo avrebbe il demerito di non fermare l’attività di Bcsm, perché in passato si è fatto così quando partivano le ispeszoni nelle banche degli amici.

Stefano Canti, Pdcs

Con il mio intervento intendo dimostrare che il Segretario per le Finanze non è adatto a rivestire il ruolo di Segretario di Stato, perché questo Governo è completamente succube a Banca Centrale e ai poteri forti che le stanno dietro, non fa altro che assecondare le decisioni di questi ultimi, compiendo atti che hanno il solo fine di generare benefici per questi poteri a danno di tutta la collettività. Da quando questa governance di Banca Centrale si è insediata la trasparenza si è azzerata, la responsabilità e l’autorevolezza di Bcsm è stata ugualmente azzerata dai numerosi errori commessi e di conseguenza la fiducia dei risparmiatori è crollata. Tutto questo già basterebbe per ritenere il Segretario Celli non all’altezza di rivestire il ruolo nel governo. La nuova Governance ha iniziato subito a lavorare per demolire trasparenza e autorevolezza della Banca Centrale. Come prima cosa sono state eliminate tutte le voci non allineate nella vigilanza, arrivando anche a estromettere persino le persone che erano state assunte da questa nuova governance, evidentemente troppo indipendenti e poco schierate. In tutto questo Lei Segretario si è ben guardato dal prendere posizione, in silenzio ha assistito alle scelte fatte da questa Governance, senza fare nulla. Non ha fatto nulla neanche quando è stato troncato di netto il rapporto con Banca d’Italia che era stato faticosamente migliorato nel tempo grazie al progetto della Centrale Rischi, la cui sospensione ha anche privato le banche sammarinesi di uno strumento per il controllo dei rischi e ci ha impedito di poter contare sull’aiuto di Banca d’Italia, che da sola ci aveva aiutato nel 2010 con la crisi di liquidità connessa allo scudo fiscale. Niente, per lei era tutto normale Segretario, incondizionata fiducia per Banca Centrale, ieri, oggi e domani, fintanto che rimarrà al suo posto, questo è il motivo per cui lei lo deve lasciare, per riportare il Governo a governare la politica finanziaria ed economica del Paese ad essere attento agli interessi del sistema finanziario. Con questa Governance siamo arrivati a nuovi livelli di mancata trasparenza: nessun contatto con la stampa locale; solo informazioni fatte trapelare all’esterno a giornalisti amici per una migliore “gestione dell’opinione pubblica”; partecipazione ad audizioni consiliari dove non si risponde o si risponde in maniera arrogante. Questo è il modello di banca Centrale che San Marino merita. Lei Segretario Celli non sta difendendo il sistema bancario e finanziario bensì sta contribuendo ad affossarlo. Inoltre ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, anche ai più fedeli sostenitori del Governo, che i poteri forti non hanno di certo votato la Dc bensì hanno votato la coalizione Adesso.Bcsm e che sostiene questo Governo, altrimenti alcuni soggetti non avrebbero avuto un regalo simile come quello della conversione dei crediti di imposta. Una banca che ha avuto due ispezioni (due) e in entrambi i casi subito dopo la vigilanza BCSM è stata azzerata. Sarebbe interessante leggere i resoconti di queste ispezioni e sapere che cosa è stato fatto dalla Vigilanza successiva. Sarebbe stato bello Segretario che lei lo avesse fatto per fugare ogni dubbio sl trattamento di favore. Tutto quanto fatto da BCSM, con la sua colpevole assenza, ha generato un effetto diretto sulla fiducia. Il deflusso è aumentato in maniera sproporzionata nell’ultimo trimestre del 2016 guarda caso proprio in concomitanza alle dichiarazioni del Presidente Grais e nel 2017 il deflusso è in crescendo per il commissariamento di Asset Banca. Il caso Asset dimostra l’incompetenza di BCSM e il suo silenzio colpevole. Dopo l’ordinanza del Tribunale, ci si sarebbe aspettati una richiesta di dimissioni da parte del Governo verso BCSM, ma lei Segretario non ha fatto nulla di tutto questo, ha invece pensato di fare ricordo contro il tribunale a fianco di Bcsm. Ma ora siamo ad un nuovo livello: anche il Governo ormai non si fida più dei vertici di BCSM e ha pagato, come dicevo, 5 avvocati per fare da balia ed impedirgli altri danni.

Marina Lazzarini, Ssd

Sette mesi di governo e sette mesi di complotti e di bufale, di accuse farneticanti dell’opposizione, di linguaggio che istiga il popolo alla violenza. Il governo e la maggioranza si sono sempre impegnati a dare informazioni alla cittadinanza, grazie anche agli eventi “ A porte aperte”, in Consiglio non c’è stata una sessione in cui non si è parlato di banche ma tutto il resto viene rallentato. Sembra che quella messa in atto dall’opposizione sia una messa in scena per non fare lavorare il governo. Andiamo ai decreti che hanno portato alla chiamata in piazza e alla richiesta di dimissioni del Sds Celli: il n.72 ha aperto una strada che sembrava non finire mai, in cui credito di imposta andava a gonfiarsi a dismisura. Con le obbligazioni il credito non potrà più lievitare. Bcsm diventa prestatore di ultima istanza, e questo non è debito estero, ma la gente in piazza viene chiamata lo stesso. I decreti non applicano il ‘bail in’ ma mettono in atto un’azione che non fa perdere neanche un centesimo. Anzi con le obbligazioni ci sono gli interessi. Al contrario, con la protesta delle opposizioni si ridà fiducia al passato del Conto Mazzini, a quello che ci ha portato alla black list e alla rovina. Noi diciamo no, non cediamo alle intimidazioni ma vogliamo andare avanti. La gente ha capito, per questo la invitiamo noi mercoledì sul Pianello a fare chiarezza.

Denise Bronzetti, Ps

Ma quanta poesia ho sentito negli interventi dei colleghi di maggioranza. Si vuole negare l’evidenza e girare il concetto, non confrontandosi rispetto ai contenuti e provvedimenti portati in Aula, girare tutto e continuamente rispetto a chi vuole riproporre un passato che non c’è più e chi invece lavora con fatica perché questo passato finisca. Io a questo paradigma non ci sto. Qui non c’è nessuno che vuole difendere interessi indifendibili e non c’è nessuno che vuole un ritorno al passato che è stato già fortemente messo in discussione da provvedimenti approvati in quest’Aula. Quello che veramente attribuisco a Lei Segretario è che sta operando in perfetta continuità con il passato. Proprio quello che i suoi colleghi dicono di non volere più. E’ l’esatta emanazione dell’allora segreteria alle Finanze di Claudio Felici. La difesa strenua senza batter ciglio di questi vertici di Bcsm ne è la prova.

Come persona la comprendo, ma peccato che se ne ricorda ora quando qua dentro per anni altri colleghi sono stati massacrati a livello personale. E non ho mai sentito una parola di sostegno a questi colleghi da parte Sua.

Alessandro Bevitori, Ssd

E’ doveroso difendere l’operato della Segreteria di Stato per le Finanze.

Sapevamo che avremmo avuto una ‘mission impossible’, abbiamo lavorato con impegno e senza sosta per rimettere in piano una situazione complicata e per rimettere sui binari un treno finito fuori controllo. Non mi piace perdere tempo parlando sulle responsabilità, ma visto che 17 membri di opposizione hanno presentato una mozione di sfiducia, credo sia opportuno spiegare perché il Paese è finito fuori controllo .Dopo poco più di 6 mesi invece si imputano tutte le responsabilità a un nuovo governo e a una nuova maggioranza. Cassa di risparmio, da 10 anni registra dati allarmanti se non catastrofici, una costante emorragia, ma dove eravate in tutti questi anni? Smettete di raccontare balle alla gente. Oltre il 30% del Pil è andato perso a San Marino dall’inizio della crisi, abbiamo un paese da record. Di chi è la colpa di questo disastro? Non certo del governo attuale. Il disastro è stato causato da politiche scellerate e dall’immobilismo poi. E oggi la vecchia politica capeggiata dalla Dc ha il coraggio di scendere in piazza. Basta con la mala informazione. Dopo la presentazione dei tre decreti se ne sono sentite di tutti i colori. Mi rendo conto alcuni interventi possono risultare impopolari, limitare la disponibilità dei risparmi a 50 mila euro per esempio, ma ciò rende possibile per la banca essere competitiva e allo stesso tempo di garantire tutti i risparmi. Questa mozione è solo un gioco politico quando in ballo ci sono i risparmi delle persone. Stiamo solo cercando di riportare il Paese alla normalità, la mancanza di dialogo con l’opposizione non è solo attribuire a noi. E’ arrivato il momento della responsabilità, basta con le guerre di potere, dateci una mano a ridisegnare il sistema paese.

Massimo Andrea Ugolini, Pdcs

Noi abbiamo presentato la sfiducia al Sds Celli e dal punto di vista personale dispiace. In passato è avvenuto a due segretari di Stato Pdcs, ma in quel momento non ho sentito solidarietà. Noi sfiduciamo il modo e l’approccio in cui è stata portata avanti la politica nel settore bancario e finanziario. Ovvero senza condivisione e confronto, ne sono emblema i tre decreti legge di domenica scorsa, quella è condivisione? Noi contestiamo le metodologie, mi dispiace sentire le parole di Morganti e Lazzarini, ex segretario Psd, partito che ha avuto la titolarità della segreteria Finanze nella precedente legislatura.

Fiducia al passato? Rivendico gli interventi sulla trasparenza, sull’accordo di scambio di informazione Ocse, se dobbiamo vergognarci di questo passato, io non mi vergogno. Non ci interessa far cadere questo governo, ma che alcune tematiche siano davvero condivise in quest’Aula e per questo continueremo a combattere.

Marco Podeschi, segretario di Stato per la Cultura

In questo atto, legittimo a livello istituzionale, si pone attenzione su Simone Celli, segretario di Stato. Forse qualche consigliere di opposizione siede al tavolo del congresso per vedere se decide tutto Celli. La sfiducia può essere piuttosto mossa anche a Marco Podeschi, come membro del cognresso di Stato e come membro di maggioranza. Oggi c’è un tentativo d bocciare la politica sul sistema finanziario che Adesso.sm sta traducendo con il suo govenro in atti concreti. Era tutto nel nostro programma di governo. Volete parlare di trasparenza? Parliamo allora di alfa, beta e gamma, di Banca del Titano e di Eurocommercal Bank. Oggi gridate ‘vogliamo i dati’, allora ce li avete dati solo in seduta segreta. Quale condivisione c’è stata poi con l’opposizione, nella scorsa legislatura, nel decreto sui corpi di polizia? Il confronto bisogna essere in due a volerlo. Ma se è teso solo a non far fare le cose, a non portare a scoprire certi altarini e non andare a colpire certi santuari del potere, spiacente, perché i cittadini ci hanno incaricato a governare.

Io do il mio sostegno a Celli perché nelle ore che dedico al lavoro con i miei colleghi voglio fare qualcosa per questo Paese.

Jader Tosi, C10

Non mi sono candidato per venire in Consiglio Grande e Generale a misurare chi è più importante, sono venuto in Aula cercando di fare condivisione con chi ci stava a voler cambiare questo Paese. C’è chi ha scelto prima delle elezioni di non metterci la faccia, noi abbiamo scelto di volere cambiare con Adesso.sm e anche attraverso la scelta di un congresso di Stato giovane e capace, che sta portando avanti atti importanti nel Paese, che lo cambieranno in meglio da prima. Poi questo governo ha un torto enorme, quello di aver tolto il barattolo della marmellata a chi ha retto il paese negli ultimi 30 anni. Ma un po’ di vergogna non la trovate? Lo stesso lo dico anche a sindacati e categorie, dove i capi bastone riservano privilegi solo a loro stessi, lasciando indietro gli ultimi. Governo e maggioranza non andranno mai a ricercare mediazioni estenuanti, la maggioranza è compatta a sostenere il governo perché è informata sugli obiettivi da intraprendere, anche se non possiamo mai escludere ci siano interessi e appetiti, ma siamo certi nostre azioni ci portano ad obittivi importanti su comunità. Rinnovo la mia fiducia al segretario di Stato. Non è democrazia aizzare tutti i i giorni la piazza con obiettivi diversi. Il mio movimento oggi è molto provato perché vede che non c’è voglia di voltare pagina per il Paese.

Marco Gatti, Pdcs

Vorrei riportare il tema alle questioni che dovremmo dibattere oggi. Maggioranza e governo non rispondono al perché delle motivazioni portate in Aula.

Nel vostro programma non c’è scritto che facevate debito e che usavate le pensioni come credito di ultima istanza. Noi abbiamo chiesto delle cose: perché c’è ancora Romito? Pare che C10, che aveva preteso il rispetto delle regole, oggi sia soddisfatto così che Romito resti. Perché non mettete dentro al Cda di Cassa un membro di opposizione? Celli dice che la sua situazione personale difficile, chi fa politica ne ha di queste situazioni, ma non giustifica che non ci dia risposte sulle questioni sollevate. Celli non ha trattato neanche una questione, anche questo è un motivo per chiederne la sfiducia. Non abbiamo fatto dossier, ma denunce circostanziate e precise, ma va bene così per questo governo. Il Segretario dice che ha dimezzato un bilancio nell’incontro sull’assestamento, poi due giorni dopo arrivno i decreti con un’esplosione di debito pubblico a 100 mln di euro?

Il Governo decide di non portare in Aula il decreto più perverso dei tre, ma il decreto resta in essere, resta operativo anche senza ratifica. Avrebbe dovuto ritirarlo completamente.

Davide Forcellini, Rete

Niente confronto, niente condivisione, solo arroganza e non rispetto del nostro ruolo di opposizione. Abbiamo fatto domande, proposte, chiesto chiarimenti, fatto Odg, 17 proposte per evitare l’indebitamento, ma la nostra voce è rimasta inascoltata, abbiao raccolto mille firme ma il governo è andato avanti fino all’istituzione del debito estero. Hanno confuso i termini confronto e condivisione con ‘prendiamo le decisioni noi, poi veniamo a raccontarvele’. Ci dicono che siamo complottisti e visionari. Questa è la prima mozione che firmo e dimostra come la gestione di governo e maggioranza sia scellerata. La mozione è chiesta per 4 motivi: la nomina di Romito, il passaggio Asset, la non sostituzione di Romito e la protezione legale degli amministratori di Cassa, la maggioranza vuole rispondere a questi temi o no? O ci vuole spiegare perché il debito pubblico è stato approvato una domenica sera di luglio nelle stanze segrete? Si sono salvate le banche a scapito dei cittadini e questo lo chiamate cambio di metodo? Ricordo alla cittadinanza che domani ci sarà la manifestazione sul Pianello alle 17.

Mirko Tomassoni, Ssd

Il governo precedente è andato in crisi nel momento in cui c’era chi voleva interferire con l’operato di Bcsm e chi no. Adesso.sm si è presentata con messaggi limpidi alla popolazione, nel programma aspetti limpidi ben evidenziati. Il 4 dicembre scorso i cittadini hanno detto sì allo stop a tornaconti e ai privilegi delle lobby, hanno scelto di voltare pagina nell’intera gestione del Paese non fidandosi più di una classe politica interessata alle redini del potere. E’ successo che qualcuno ha perso proprio queste redini e ha stabilizzato tutto. A distanza di qualche mese qualcuno deve ancora elaborare il lutto. Oggi, dopo neanche 7 mesi, si invita la popolazione in piazza per i famosi 3 decreti di cui discuteremo e che sono assolutamente opportuni.

Oscar Mina, Pdcs

I decreti sono stati fatti senza confronto con minoranza, sindacati, categorie.

Avete omesso, o neanche tenuto conto, di un’ordinanza di un tribunale, avete ipotizzato un ricorso e questo si profila come conflitto istituzionale, tutto questo segretario Celli lo dovrà giustificare ed è quello che vogliamo che faccia e questi sono solo alcuni degli atti su cui dovrà rispondere, le sue responsabilità sono evidenti. Lei è responsabile della politica economica condotta nel Paese, dell’allarmismo diffuso nella cittadinanza, come poteva giustificare tutto questo? Non ha altri elementi se non quello di assumersi di tutte le responsabilità. Le forzature non portano da nessuna parte e la invito Segretario a dare le dimissioni.

 

Andrea Zafferani, segretario di Stato
La mozione di sfiducia di oggi credo sia un chiaro atto, l’ennesimo, di strumentalizzazione politica. Pur di giustificare una richiesta di dimissioni evidentemente creata ad arte per fare un po’ di rumore, forse per rafforzare una manifestazione in corso, si citano le più disparate situazioni e le si addebitano tutte al Segretario Celli. E ci si produce in interventi in aula che anziché entrare nel merito delle questioni preferiscono ripercorrere la vita del Segretario, andando solamente sul personale, con un meccanismo di pura barbarie politica. Nella mozione si citano persino una serie di avvenimenti su cui il Segretario non ha avuto alcuna influenza, perché dipendono da scelte di altre autorità autonome: ma è noto che in quest’aula qualcuno, nostalgico di un passato dove la politica decideva ogni cosa, fatica a comprendere il senso della parola autonomia. Tanto da arrivare a proporre, come ha fatto ad esempio in passato il presentatore della mozione di sfiducia, persino di fare una Commissione di Inchiesta sulle azioni del Tribunale, una cosa inqualificabile in ogni paese serio del mondo. O a chiedere, come ha fatto qualche consigliere, al Segretario di intervenire sulle scelte riguardanti il personale di Banca Centrale.
Il Segretario di Stato Celli, assieme a tutto il Governo, ha cercato e sta cercando di gestire al meglio una tempesta perfetta, creata da anni e anni di immobilismo e di invadenza politica nel settore bancario e finanziario, tutta a protezione di fortissimi interessi economici e di affari indicibili, che ci ha portato negli anni a rischiare l’uscita dal sistema dei pagamenti, a ritrovarci in black list e con una crisi economica spaventosa, isolati a livello internazionale e ritenuti da tutti un paradiso fiscale. Una situazione che è stata portata avanti per anni, volutamente, con la complicità di uomini politici, potentati economici e faccendieri, che nell’ultimo periodo è emersa chiaramente nelle carte del Tribunale anche grazie al rafforzamento della vigilanza in materia bancaria e finanziaria e della sua autonomia. La cui attività ha portato ad attività ispettive sostanziali e decisioni anche drastiche che hanno consentito di evitare ai problemi di accumularsi oltre il punto di non ritorno. Quella stessa autonomia che, come dicevo, oggi qualcuno vuole mettere in discussione: ma se capiamo la volontà di continuare a proteggere quel sistema da parte di chi lo ha creato, continua a sorprendere questo atteggiamento da parte di chi quel sistema lo ha sempre combattuto. Da quando è iniziata la legislatura, ne abbiamo sentite di tutti i colori. In questo momento siete focalizzati su chissà quale favore ad un imprenditore, senza ricordare che i veri favori li ha fatti una parte di chi oggi va a gridare in piazza, creandogli un credito d’imposta scontabile persino per i contributi, un vero e proprio trattamento ad hoc: ma anche qua, ci sta che quella parte di politica che per anni ha devastato il paese cerchi di rifarsi una verginità, più incredibile è che chi voleva il cambiamento manifesti in piazza con loro. In ogni caso, anche quest’ultima baggianata sarà facilmente e molto presto smentita. Il Governo e Simone Celli in primis sta gestendo una tempesta perfetta creata da anni di malagestio nel sistema bancario e finanziario, e lo sta facendo facendo si che nessun risparmiatore ci rimetta un solo euro dei suoi risparmi. Il Governo lo ribadisce: gli interventi in atto sul sistema bancario consentiranno di proteggere i risparmi di tutti i correntisti, garantire liquidità al sistema ed in particolare a Cassa di Risparmio, rendere credibili e patrimonializzate le banche sammarinesi e sostenerne lo sviluppo futuro. Ed il Governo andrà avanti in questa direzione, superando le resistenze dei poteri forti che non si vogliono arrendere al cambiamento, purtroppo sostenuti anche da chi quel cambiamento dovrebbe volerlo.

Gian Matteo Zeppa, Rete

Si sfiducia il presente per dare fiducia al passato? Segretario, si dimentica che anche lei è il ‘passato’ e ci deve ancora fare i conti. Fece una serata pubblica che nel 2017 dicendo che avremo avuto problemi di liquidità, ma vendendo l’assestamento, oggi capiamo che è stato un gridare al lupo al lupo. Ero già allora persuso che era il primo atto da interpretare, per avere poi carta bianca per agire per tramite di altri poteri forti. Per tenere fuori l’opposizione, impedite che ci sia un suo rappresentante nel Cda di una banca dello Stato, che non è la sua. Lei ha creato un pivot finanziario che esiste solo nella sua testa e di chi, come lei, si diverte a fare l’economista bocconiano, ma i dati sulle fuoriuscite di denaro sono incontrovertibili.

Roger Zavoli, Rf

La mozione di sfiducia è un atto politico. Nei discorsi di minoranza si fa confusione, non si distingue l’azione di Bcsm con quella del governo, come fosse un tutt’uno, riallacciandosi a passato. E si dimentica che tempo fa l’opposizione era trattata senza riguardo da chi oggi è all’opposizione.

Il problema Npl è nato anni fa e non dall’inizio della nuova legislatura. Si sta scontando il ritardo di decisioni non prese in passato e la mancanza di trasparenza e legalità rispetto agli standard internazionali. Si sta chiudendo un’epoca con determinazione per rilanciarne un’altra. Il mio voto sarà contrario alla sfiducia di Celli a cui va il mio sostegno e incoraggiamento.

Mariella Mularoni, Pdcs

Siamo arrivai ad un atto estremo per difendere la democrazia. Significa che non è stato possibile arrivare a un confronto e alla condivisione di atti governativi. In questi 7 mesi ci siamo giocati tutto. I provvedimenti adottati hanno avuto come protagonista il Sds Celli di cui chiediamo le dimissioni. Avete passato ogni limite, guardate quello che avete fatto domenica, indebitando il Paese. Impensabile che ik governo stia arroccato sulle sue posizioni senza confronto. Abbiamo un governo che delega a Bcsm il ruolo distruttivo del sistema bancario, ha seguito la strada a favore di una sola banca, è una gestione dilettantistica la sua, che ha creato danni enormi che non riusciremo più a recuperare. Nessun investitore serio verrà più a San Marino. La mozione è anche sul passaggio di Asset a Crrsm, la malagestio denunciata qui in Aula deve essere ancora provata, è mancato ilcontradditorio. Il governo avrenbe fatto meglio ad astenersi da certe dichiarazioni. Celli deve avere coraggio di ritirarsi con umiltà per aver affossato definitivamente il sistema bancario, per i provvedimenti infami approvati ultimamente. A fronte di tutto questo è mio dovere manifestarle la mia totale indignazione. Questo governo ha o no in questa legislatura favorito gli interessi di una banca rispetto le altre? Si, attraverso decreti infami che hanno aiutato una banca in difficoltà, pensate davvero di prendere in giro il paese con le vostre balle? Il governo non è al di sopra di ogni sospetto

Michele Muratori, Ssd

Esprimo il mio sostengo al Segretario. Votate pure la sfiducia, amici dell’opposizione, ma da domani chi ha veramente a cuore il cambiamento e il crollo dei poteri forti, partecipi al dialogo senza falsi interessi, noi sono sareo mai contrari a un confronto reale. Oggi si vuole sfiduciare l presente per ridare fiducia al passato e noi a questo giochino non ci stiamo.

Giovanna Cecchetti, Ps

Non è un attacco alla sua persona Segretario, ma al suo operato. Sicuramente la Sua è una Segreteria complessa, ma non può dire che non lo sapeva già. Troppo facile scaricare ad altri le responsabilità. Io non contesto il passato, ma le linee e gli atti degli ultimi mesi, che sono opera sua. Prendo atto che lei in questi 7 mesi è riuscito a delegare il suo operato interamente a Bcsm, mettendo in discussione il tribunale, ad avere la totale mancanza di confronto e dialogo con le opposizioni e le parti sociali ed economiche della Repubblica, è riuscito ad aumentare la sfiducia nel sistema bancario sammarinese anche all’interno, i nostri cittadini hanno portato via i soldi perché non si sono sentiti tutelati.

Franco Santi, segretario di Stato per la Sanità.

La mozione è un atto legittimo, ma l’ennesimo atto di ostruzionismo messo in atto dall’opposizione nei confronti dell’attività di governo. E’ un dialogo tra sordi quello che si sta portando avanti da 7 mesi che alla cittadinanza non interessa, conta non lo scontro sterile, ma la capacità di risolvere problemi. Sulla mancanza di dialogo ricordo che si fa fatica a dialogare con chi sistematicamente contrasta ogni azione di riforma del Paese del governo, e lo fa con motivazioni strumentali, con analisi non condivise. E’ necessario portare il discorso sulla sostanza delle cose, invece qui si continua a sollevare sospetti ed elementi che minano credibilità e autorevolezza. Ciò mina la possibilità per San Marino di riscattarsi. A rimetterci sarà tutto il Paese.

Sandra Giardi, Rete

La mozione di sfiducia non mira alla caduta del governo, elenca in modo dettagliato le situazioni succedute da inizio legislatura ad oggi in seno alla segreteria Finanze e agli Organismi vicini, come Bcsm. Rete è in Consiglio dal 2012 e le battaglie le ha fatte anche nei confronti dei governi precedenti. I trascorsi del Sds Celi non lo facevano titolato a ricoprire la Segreteria che appariva un incarico delicato già prima, speravamo che la sua umiltà lo impegnasse in modo diverso. Il congresso di Stato riprenda in mano il suo compito di dare un indirizzo politico.

Carlo Franciosi, Rf

Questa è una iniziativa di rozza politica, messa in atto da orfani di quel sistema di potere che non intendono rassegnarsi a cedere anche se il popolo sammarinese ha deciso 8 mesi fa, a larga maggioranza, che era ora di cambiare.La situazione economica e finanziaria era giunta a una crisi irreversibile e i cittadini sanno benissimo chi erano comprimari, beneficiari, utilizzatori finali di quel regime corrotto e corruttore che ha inquinato per oltre 20 anni le istituzioni e tutto il tessuto sociale della Repubblica, esponendola a pesanti giudizi sul piano internazionale. La nuova maggioranza si è impegnata a risalire la china, consapevole delle difficoltà causate da centri di potere che si sarebbero messi in moto per contrastarla. Ma non aveva tenuto conto di quell’enorme faccia tosta di quel sistema, che ha fatto ricorso a figli e discendenti di quei maneggioni di sempre. Non bastasse ciò, una mano gliela danno i presunti riformisti di Democrazia in movimento, scesi prima in campo come rivoluzionari del sistema con cui oggi invece si trovano in armonia. Sono tentativi per fermare il governo nel risanamento del sistema bancario e finanziario. Adesso.sm si schiera compatta dalla parte di Simone Celli.

Iro Belluzzi, Psd

Non ho firmato la mozione- ma lo avrei fatto- perché ero fuori San Marino, se avessi potuto le firme oggi sarebbero 18. Ma la mozione non va visto come attacco al Segretario, ma verso l’intera maggioranza che ha avvallato un percorso portato avanti da Bcsm che aveva creato una previsione di quanto realizzato già un anno fa. E va letta in questa maniera visto che Celli è responsabile della segreteria di Stato per le Finanze e deputato a relazionarsi con Bcsm. Il debito pubblico poteva essere scongiurato se fosse fatta un’azione differente, come in passato. Continua il refrain delle resistenze del vecchio verso il cambiamento, non tutti possono essere considerati responsabili in egual modo. Oggi, in disprezzo di qualsiasi buon senso e rispetto della cosa pubblica, avete attuato percorsi pacchiani.

Il richiamo della difesa ‘ancient regime’ può essere portato da qualche consigliere giovane entrato in Consiglio per la prima volta, inesperto. Scade nel ridicolo se lo porta in Aula il capogruppo di Ssd Morganti, dirigente anche del Psd, uscito malconcio dal conto Mazzini.

Fabrizio Francioni, Ssd

In questo Paese non c’è più dialogo, San Marion è un paese diviso e lacerato da un sistema affaristico che anche il consigliere Belluzzi conosceva molto bene, che ha portato al degrado nella società sammarinese ed è sempre più evidente dall’incapacità di dialogo nella società civile che rallenta la crescita del Paese.

L’unico modo che abbiamo per salvare il paese è spezzare ogni legame con il passato ed è quello che Adesso.sm ha iniziato a fare. Il primo settore su cui intervenire non poteva che essere il settore bancario.

Luca Santolini, C10

L’unico punto condivisibile di quella mozione è quello che non c’è, ovvero la mancanza di dialogo tra maggioranza e opposizione, che invece sul sistema bancario dovrebbe essere un imperativo. E’ chiaro e innegabile. Così come chiaro e innegabile è che questo dibattito alimenti panico e un’irrazionale spinta a portare depositi alle banche di oltre confine. Stiamo perdendo ore di lavoro, ma il punto è tutto nella mancanza di dialogo che porta a un clima di tensione continua. Allora dovremmo smettere di parlare di cavalieri bianchi, Grandoni, Carrirolo etc. perché se dovessimo parlare degli ‘amici’, scriveremmo un libro per l’opposizione.

Il 4 dicembre scorso non si è conclusa una campagna elettorale dura, l’imperativo era che questo governo non doveva riuscire a lavorare, nei bar circolava voce che ad ottobre questo governo sarebbe caduto. Quando sono iniziati gli incontri tra maggioranza e opposizione, dove venivano date informazioni delicate, il giorno dopo queste apparivano sui giornali, sono iniziati i dossier- non denunce- dettati da personaggi e sistemi di potere sentiti sotto attacco,è iniziato il panico veicolato in maniera strutturata. Se, come dice qualcuno, obiettivo della mozione non è far cadere il governo ma spingere la maggioranza ad andare avanti, allora non serve la mozione, non serve far demagogia, o le accuse di favorire il Cis di Grandoni.

Angelo della Valle, Ssd

Oggi è inutile che urlate, i danni li avete fatti, noi abbiamo preso in mano il governo il 4 dicembre, andremo avanti, il metodo lo abbiamo cambiato e daremo alla fine finalmente fiducia e futuro a questo Paese.

Francesco Mussoni, Pdcs

Parlare di passato-presente, vecchio-nuovo è una strategia che alimenta lo scontro e ci porta tutti lontani dal presente a dalla valutazione utile a risolvere i problemi del presente stesso. Mio invito è di non cadere in questa mistificazione che annulla le onestà individuali dell’Aula, mettendo etichette, e annulla la serietà delle varie persone e stende sul piattume generale le capacità che si sono sia in maggioranza che all’opposizione. Di fronte a 3 decreti legge senza confronto con l’opposizione, se si dice tutto quello che è stato fatto prima era robaccia, si delegittima l’intera classe politica. Siamo nel presente e dobbiamo governare. Confrontiamoci davvero, invece i decreti li abbiamo letti sulla stampa. La mozione è un’azione politica sul metodo di governo e sulla maggioranza che lo sta avvallando, invito a smettere la sterile polemica tra passato e presente

Stefano Palmieri, Rf

E’ emerso il vero motivo delle richieste di dimissioni di Celli. Non è una richiesta nei suoi confronti ma di dimissioni di un intero governo e della maggioranza. E’ stato chiaro il collega Mussoni. Una volontà che nasce dal 4 dicembre con il mancato riconoscimento di una nuova maggioranza del Paese. Ancora questa fase non è stata superata. Si dice ancora che il 70% del Paese è rappresentato dall’opposizione che per questo è legittimata a sparare contro tutto e tutti. Invece c’è un sistema bancario che ha bisogno di essere legittimato da questo Consiglio e dalla maggioranza che da sempre ha detto di voler tutelare i risparmiatori.

Eva Guidi, Ssd

Siamo qui a fare il dibatitto su una serie di problemi su cui è giusto richiamare l’attenzione, ma i rischi per il sistwme bancario iniziano ben prima del nostro insediamento. Al consigliere Mussoni: se l’opposizione dimostrerà che non si vuole sfiduciare il presente per ridare fiducia al passato, là ci saremo anche noi.

Guerrino Zanotti, segretario di Stato

Commissariamento e Lca di Asset non sono opera del governo, ancora una volta si fa assoluta confusione, quelli sono prerogativa della vigilaza di Bcsm, il Crr ha solo autorizzato- come da legge- la nomina di commissari non sammarinesi. Oggi si accusa il governo di non aver dato seguito all’Odg in Aula su Cassa, ma c’è un Odg rimasto disatteso da oltre un anno e non certo per colpa dell’ex segretario Capicchioni, sappiamo bene le pressioni quali sono state.

Mi sono venuti i brividi ascoltando il dibattito di oggi, mi è venuto in mente quando nel 2006 degli esponenti democristiani tirarono fuori Mario Scaramella e mi pare che i metodi siano in linea con quelli in passato. Non mi pare ci sia scontro sulla linea politica di gestione delsettore bancario tra dubbi, errori che si possono commettere in questo percorso. Il problema non è quello che si sta facendo per riportare il sistema bancario a fare il proprio ruolo, ma far cadere prima possibile questo governo che sta cambiando equilibri tenuti bloccati da una parte politica di questo Paese. Si cerca di mistificare quello che si sta facendo, ma se per Asset non si fosse intervenuto con i decreti per il passaggio di attivi e passivi, quei correntisti avrebbero perso i loro risparmi, si vuole nascondere la realtà. E non mi si venga a dire che non c’erano le motivazioni per la Lca.

Federico Pedini Amati, Mdsi

Viene detto che qualcuno vorrebbe che Bcsm sia il4° potere dello Stato, ma non è così. Nei tre decreti 78, 79, 80 si da la possibilità a Bcsm di utilizzare i fondi pensione per salvare le banche, senza chiedere al Cdp. Credito di imposta: la realtà che i numeri massimi sono stati raggiunti dagli ultimi governi e oggi lo si trasforma in debito pubblico e per questo chiediamo di andare in piazza. Ho letto che Csu si incontrerà con il governo alle 14 e se si trovasse accordo potrebbero cancellare la manifestazione di domani. Mi fa strano questa comunicazione, anche perché il 79 è un decreto ancora in vigore. State prendendo in giro il Paese.

Marica Montemaggi, C10

C’è stato un tentativo di far cadere questo governo prima possibile, è un obiettivo che percepiamo e che si palesa. Ho sentito che verrano messi in atto tutti i mezzi per raggiungere questo fine e la mozione è un altro di quei mezzi. Non penso si possa delegittimare questo governo fomentando la cittadinanza con parole di odio e rancore. Rigetto le accuse di chi ci vede assoggettati ad un potere e nelle mani di un burattinaio..questa coalizione sta agendo per il bene del Paese, per dare finalmente una prospettiva.

Elena Tonnini, Rete

Se volevamo fare una mozione di sfiducia al governo, l’avremmo fatta. La mozione è piena di significati e contenuti non toccati in Aula dai consiglieri di maggioranza. Sul mancato rispetto degli Odg Zanotti dice che anche nella precedente legislatura era così, allora dov’è il cambio di metodo? Poi sulla mancata sostituzione di Romito o sul mancato impegno ad accorpamento delle banche senza Centrale rischi e con la fine di Aqr? Poi la passività rispetto ai vertici di Bcsm. E allora la maggioranza usa gli stessi slogan e metodi usati nella passata legislatura da Dc, Psd e Ap: ovvero creare occasioni di finta condivisione per giustificare forzature, non valutavano proposte dell’opposizione e l’accusavano di non farle, chi pensa diversamente è tacciato di demagogia e populismo, come oggi. In questo dibattito sono iscritti 21 consiglieri di opposizione, il resto è maggioranza, ma noi, se parliamo, facciamo ostruzionismo, mentre voi se parlate tutelate il Paese? Chiedere il rispetto degli impegni presi dal governo è creare violenza e fare scontro? Chiedere al governo di non fare lo zerbino di Bcsm è aizzare la cittadinanza? Con il vostro voto farete sapere ai cittadini chi ha indebitato il Paese.

R. Joseph Carlini, Sdd

Si è agito per tutelare il sistema.

Nicola Renzi, segretario di Stato per gli Affari Esteri.

Di un atto politico si tratta e non contro questo o quel Segretario. La mozione è contro l’intero governo e la maggioranza e contro una politica che sta svolgendo e ampiamente quanto dichiarato nel programma di governo. Quello che discutiamo oggi è infondato nel merito e nelle argomentazioni. Abbiamo sentito parlare oggi di deriva democratica, fine di mezzi istituzionali, di teste che devono essere tagliate, si è sceso nel più becero attacco strumentale. Far credere che le problematiche di cui ci dobbiamo fare carico siano determinate da 6 mesi di governo è capzioso, falso ed evidente a tutti. Oggi, che si è deciso di intervenire, non va più bene. Le motivazioni addotte nella mozione sono incredibili. Quando si parla del presidente Cassa dimissionario, per esempio. Ricordo di non aver mai sentito cose simili nella passata legislatura, quando un Odg riguardava proprio ex vertici di Cassa non ha mai trovato attuazione (e in quel caso si trattava di addebiti ben più gravi). Si ragiona con un doppio peso di valutazione. Si parla di non dover procedere a cessioni prima della fine dell’Aqr, ma non si tiene conto che è intercorso nel mentre un provvedimento Lca a fronte del quale governo è intervenuto per garantire i soldi di tutti i risparmiatori. Il vero obiettivo che si sta perseguendo è quello di dare una spallata alla volontà popolare che si è espressa sette mesi fa, far cadere questo governo e la maggioranza per arrivare poi ad altri obiettivi.

Luca Boschi, C10

E’ una mozione strumentale, a cosa serve? A far cadere il Segretario? No, l’opposizione sa che la maggioranza è coesa, è una mozione per tutto il governo, ma non punta farlo cadere, perché penso che l’opposizione sia consapevole che provvedimenti presi in questi mesi fossero assolutamente ineludibili, governo e maggioranza stanno facendo quello che non hanno avuto il coraggio di faee chi prima era al loro posto per fini di consenso. Se si sapeva che Celli non si dimetterà e che il governo non cadrà, è un’operazione è meramente struementale come l’organizzazione della manifestazione di piazza prevista domani.

Dalibor Riccardi, Psd

Mozione sottoscritta per il metodo usato dal governo sui tre decreti fatti domenica, senza nessun confronto con l’opposizione o le categorie o i sindacati. Tra i decreti che intervengono sul sistema bancario, c’era anche un decreto fatto ad hoc per qualche istituto di credito. Come ho sempre detto non sono qui per fare battaglie, non voglio schierarmi prima di qualunque valutazione, sono aperto al dialogo, ma ci deve essere la volontà di mettersi al tavolo. Serve concertazione molto ampia in questo momento. Se no, succede quello che succede domani sera qua. Qualunque forza politica con i numeri per essere maggioranza, se si fosse comportata come voi, tirando dritto, si troverebbe gente in piazza. Lo stesso segretario Celli ha contribuito a creare la tensione attuale, ricordo il terrore della gente all’indomani della serata in cui ha parlato di crisi di liquidità nelle casse dello Stato. Questo è il primo motivo della mozione, il secondo è la mancanza di dialogo e confronto con l’opposizione, con questo metodo non si va da nessuna parte. Siete riusciti ad averli tutti contro perché così non si governa un paese, a picconate, senza concertzaione con nessuno.

Nicola Selva, Rf

Oggi invece delle dimissioni di Celli avrei preferito parlare di lavoro, innovazione, commercio. Ho paura che qui qualcuno non ci vuole far cambiare. Dall’opposizione nessuno ci ha mai considerato i vincitori delle elezioni, come se la campagna elettorale non fosse mai finita, per questo non c’è mai stato confronto. Non è responsabile il governo del disastro creato. E non lo è neanche il segretario Celli cui va il mio sostegno.

Gian Carlo Venturini, Pdcs

Si dice che c’è un tentativo di restaurare il vecchio, che si sta tentando di sfiduciare il presente per restaurare il passato. Ma è detto anche da Celli e Morganti. Caro consigliere Morganti, nella precedente legislatura cosa ci stava a fare in congresso, se questo è frutto del passato? Poi ci sono altri di maggioranza, ex Ap, che erano nella precedente maggioranza e oggi vediamo partecipare a incontri e riunioni. A chi si stupisce che domani la Dc parteciperà alla manifestazione, dico che il Pdcs ha sì commesso errori, ma mai è arrivata ad indebitare lo Stato di un terzo del suo bilancio. Rischiamo di indebitare lo Stato per 150 mln di euro, 5 mila euro pro capite di debito che questo governo fa ricadere sui cittadini. E’ su questo che Celli dovrebbe rispondere ai cittadini. A prescindere dall’esito scontato della mozione, bisogna fermare le bocce, aprire un tavolo coinvolgendo le forze in Consiglio, sindacati e categorie, perché è un passo indispensabile per il Paese.

Stefano Spadoni, Ssd

Il mio sostegno a Sds Celli e all’operato del governo. Sapevamo sarebbe stato difficilissimo scardinare un sistema che ha viaggiato negli anni, ma siamo convinti che l’azione è tesa a dare speranza al Paese. Qui nessuno lavora a discapito del Paese e per i propri interessi particolari e nessuno vuole distruggere nulla, ma ricostruire un Paese martoriato e cambiare un sistema che ha prodotto disastri e macerie per la collettività. Troppo comodo sfiduciare un segretario e un governo dopo 6 mesi.

Emmanuel Gasperoni, Rf

Mio motto è “fidati ma verifica”. Siamo in una fase di informazione fast food, in cui lettore non ha tempo di studiarsi le notizie e cerca il ‘preconfezionato’. La mozione è l’ultimo epifenomeno congeniato da più parti politiche. Ci sono i complottisti che strillano che San Marino è vittima di complotti e intrighi per svendere il Paese.

Lorenzo Lonfernini, Rf

Vero obiettivo non è la sfiducia ma l’Odg che prenderà il via questa sera e prevede il proseguimento di un determinato percorso intrapreso da governo e maggioranza.

Sul piano politico siamo certi della buona fede del segretario e dei colleghi di governo, piano che ci fa dire che un’azione di rigore ad Asset era necessaria, a cui doveva seguire la tutela dei depositi, oggetto di due decreti di domenica scorsa. Altro piano quello è amministrativo; di Bcsm approviamo l’autonomia ma da essa pretendiamo, e anche lei segretario deve pretendere, assunzione di responsabilità.

Alessandro Mancini, Ps

Respingo al mittente le strumentalizzazioni date a questa mozione di sfiducia. Che è un atto forte, per chi la riceve ma anche per chi decide di farla, le motivazioni si possono condividere o meno, sono fatti che riconduciamo all’operato del segretario Celli, che n questi sei mesi si è contraddistinto per il modo di governare il paese non compatibile con le sue esigenze in questa fase, c’è una chiusura a riccio con opposizione, sindacati, categorie, sono questi i motivi per cui le forze opposizione sottoscrivono la mozione. La chiusura di fronte alla richiesta del ritiro dei decreti, ha portato alla mozione. A fronte dei provvedimenti di urgenza e di imperio, si fanno 7-8 dibattiti in aula e neanche un cenno a decisioni che saranno prese appena qualche giorno dopo, questi sono atti che vanno denunciati. Nell’ultimo, nel suo riferimento in Aula, il Segretario non ha fatto una parola sui crediti di imposta, sulla gestione del passaggio dei depositi di Asset. Nell’ultimo Odg approvato si parlava di tavolo permanente, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Allertare la popolazione è segno di responsabilità che le forze di opposizioene hanno dovuto mettere in campo.

Tony Margiotta, Ssd

La mozione di sfiducia è legata non a una persona ma a una maggioranza e a un metodo di fare politica diverso e innovativo, legato al cambiamento e alla trasparenza del nostro sistema economico bancario e finanziario.

Si vuole sfiduciare Celli che non è uomo solo al comando ma portavoce del governo in quella Segreteria e quello che fa viene avvallato dal governo e in maggioranza. Una sfiducia la voglio dare, ma all’opposizione perché non si è mai posta nella giusta maniera e situazione. Abbiamo una visione completamente diversa. Dobbiamo trovare soluzioni eque e ridare slancio a questo settore dell’economia. Credo che Rete, se si fa schiacciare dalle posizioni della Dc, compia un errore mortale, faccio invito a tutti i consiglieri e aderenti di Rete di cambiare direzione, non è quella giusta per il Paese ma solo per qualche potentato.

Matteo Ciacci, C10

Assistiamo da mesi a un clima acceso, ad attacchi personali, mai ad un confronto vero su un settore delicato cme quello finanziario e sarebbe necessario invece tenere bassi i toni per parlare di prospettiva, ma mai è avvento ciò. Con i decreti di domenica mettiamo in sicurezza tutti i risparmi e cerchiamo di mettere regole allo strumento del credito imposta, sempre contestato con forza. Sapevamo non sarebbe stato facile, il governo è al lavoru tutti i giorni. Ma chi vuole fare regalo a Grandoni? Qui nessuno vuole regalare niente a nessuno, cerchiamo di mettere in sicurezza tutto, correggendo gli errori del passato perché il credito di imposta non l’abbiamo inventato noi. Da questa situazione si esce solo in modo responsabile. Da parte nostra c’è tutto l’interesse per salvaguardare il sistema, i nostri risparmiatori non perderanno un centesimo.

Roberto Ciavatta, Rete

Qualcuno parla di scontro delle parti e che diamo un brutto spettacolo, siamo d’accordo che non ci sono più le condizioni per ragionare. La mozione era doverosa, di fronte all’impossibilità di scalfire la tenuta di maggiorana che continua a sostenere questo governo. Credo e credevo che l’opposizione dovesse manifestare con mozione la sfiducia e con una manifestazione di piazza e che percorrerà tutte le strade per fermare certi interventi sul sistema finanziario. Ricordiamo poi che Celli è quello che trattava nella precedente legislatura per l’accordo Dc-Ps, è quello che era vicino a De Biagi. Morganti era quello di sinistra e oggi non dice una parola che i consiglieri di Cassa hanno quintuplicato il loro gettone?

Roberto Giorgetti, Rf

E’ emerso che ancora i consiglieri di opposizione non hanno accettato i risultati elettorali del dicembre scorso, risutati che hanno anche compromesso i centri di poteri che negli anni hanno portato molti consensi politici alla Dc. D’altra parte c’è una realtà diversa come Rete che scende in piazza con i vecchi partiti senza imbarazzi per le incongruenze e le differenze tra i background politici e segue la logica del ‘tanto peggio tanto meglio’. Il risultato finale rischia di essere quello di governare solo un mucchio di macerie. Mi sembra evidente che le motivazioni della mozione siano per lo più destituite e che le motivazioni siano politiche. Al Segretario è toccato gestire situazioni che vengono da lontano, una bomba ad orologeria piazzata da chi ha voluto la piazza finanziaria a San Marino.

Alessandro Cardelli, Pdcs

La mozione di sfiducia non è un atto normale che l’opposizione usa a cuor leggero, ma un atto di ultima istanza che siamo costretti a fare perché come opposizione sono 7 mesi che facciamo proposte e siamo inascoltati. Non è una mozione contro la persona ma contro quello che sta portando avanti la Sua Segreteria di Stato. Una Segreteira all’indebitamento del bilancio. Questa l’escalation: il 14 febbraio Celli lancia l’allarme che non si pagheranno più gli stipendi a giugno e lì i sammarinesi hanno iniziato ad avere paura. Siamo arrivati a giugno che quell’uscita non era vera. Perché poi oggi Bcms ancora non ha smentito quello che Dc dice da mesi sugli incontri segreti tra Grais e Savorelli e Confuorti? Perché non volete la commissione di inchiesta? I sammarinesi sono preoccupati che vengano tagliati stipendi e pensioni, che aumentano le tasse e che perdano i risparmi e state facendo tutto questo. Se tutti vi dicono di fermarvi a ragionare non stupitevi: questa mozione di sfiducia è un atto per dirvi di iniziare ad ascoltare. Se Rete e Dc insieme fanno questa battaglia è perché siamo preoccupati, non perché dopo 6 mesi vogliamo far cadere il governo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, gli ultimi tre decreti. Cercate di ragionare con la vostra testa consiglieri di maggioranza, non siate un gregge indottrinato.

Enrico Carattoni, Ssd

Cardelli ha insinuato che ci sono consiglieri di maggioranza che non ragionano con la propria test, forse la domanda dovrebbe rivolgerla più a se stesso. Le motivazioni della mozione sono state palesate oggi, ‘guardiamo a quello fatto da questo governo e al non adepimento dell’Odg’. Sono motivazioni che non condivido ma che posso comprendere, l’azione della mozione poteva essere legittima, ma oggi è stata calata la maschera e sono apparse le motivazioni reali, come gli attacchi ancora a Morganti, a mozione era anche contro di lui. Faccio allora presente che il portabandiera della sfiducia di questa mattina è stato il consigliere Valentini, non mi sembra una persona nuova per la politica. Si dice che segretario Celli deve andare a casa perché dopo 7 mesi non ha saputo gestire una situazione drammatica cui si è trovato a dare risposta a tutti quei problemi. Mi sembra ci sia interesse piuttosto per far cadere questo governo. Rinnovo la fiducia al Segretario Celli e al governo,

18 luglio 2017

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