Report del Consiglio grande e generale del 18 giugno - Seduta mattutina

San Marino

Report del Consiglio grande e generale del 18 giugno – Seduta mattutina

SAN MARINO – Si conclude in mattinata l’esame dei decreti delegati e dei decreti legge, con la ratifica del n. 52 (relativo alla sospensione della pensione, quale sanzione prevista per i pensionati colti a lavorare), e il n.37 (norme sulla copertura dei profili di ruolo). In particolare, il decreto n.52, su cui si apre un lungo dibatitto in Aula, è conseguente all’accoglimento di un ricorso da parte del Collegio di Costituzionalità delle norme che nella sentenza ha definito “sproporzionata” la sanzione prevista, appunto la sospensione per un anno della pensione.

Slitta a domani, per accordo tra i gruppi consiliari e con il voto di 2/3 dell’Aula, l’esame del comma 3 relativo al decreto legge e al progetto di legge sull’articolo 79 del Testo unico delle Leggi urbanistiche ed edilizie, segue quindi una serie di dimissioni e sostituzioni.
In particolare, sulle dimissioni di Riccardo Mularoni da membro del Cda di Aaspl si riapre lo scontro tra maggioranza e opposizioni, dopo la lettura in Aula delle motivazioni del gesto. A monte ci sarebbe uno “scambio di vedute personali”, avvenuto prima su un social network, tra lo stesso Mularoni e un consigliere di C10, poi per messaggi in forma privata, definiti nella lettera di dimissioni di tono intimidatorio nei confronti del membro del Cda di Aaspl. All’unisono i consiglieri di minoranza esprimono solidarietà nei confronti di Mularoni. Gian Matteo Zeppa, Rete, ritiene queste dimissioni imbarazzanti per la maggioranza, punta il dito contro la“cappa governativa” e contro “pressioni e ingerenze”. Per Alessandro Cardelli, Pdcs, la lettera del dimissionario è “la dimostrazione che non solo chi è in Consiglio non può dire la sua opinione, ma anche un libero cittadino”. Alessandro Mancini, Ps, chiede di respingere le dimissioni. Quindi Mimma Zavoli, C10, rivela di essere lei il consigliere citato di Mularoni, ma rinnega di avere esercitato pressioni politiche. Non solo: “Respingo le strumentalizzazioni su questa nomina da parte dei consiglieri di minoranza- replica- io e Mularoni abbiamo uno avuto scambio di vedute, che ha un pregresso che chi è intervenuto non conosce”. Alla fine l’Aula procede alla sostituzione di Mularoni con il nuovo candidato della maggioranza, Alessio Faetanini, che ottiene 29 voti a favore e 14 contrari.

I lavori si interrompono e riprenderanno con altre nomine in seduta notturna.

Di seguito un estratto della prima parte degli interventi odierni.

Comma 2. Ratifica decreti delegati e decreti legge

Decreto – Legge 10/05/2018 n.52

Modifica degli articoli 62 e 64 della Legge 21 dicembre 2017 n.147 – Bilancio di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’Esercizio Finanziario 2018 e Bilanci Pluriennali 2018/2020/ ratificato a maggioranza

Marco Gatti, Pdcs
E’ stato emesso un decreto legge con criteri di urgenza per intervenire in maniera retroattiva su una problematica sorta a seguito di una richiesta di costituzionalità di una norma che prevedeva la sospensione della pensione di coloro che- pensionati- venivano trovati a lavorare. A loro veniva sospesa la pensione per 12 mesi e rimanevano senza nessuna possibilità di avere un reddito minimo garantito. Il Collegio di costituzionalità ha accolto il ricorso di uno di questi e la norma è decaduta. Il governo è intervenuto per introdurre nuove regole rispetto a questa casistica e la problematica, dal nostro punto di vista, riguarda prevalentemente il fatto della retroattività. Coloro che sono in contenzioso in questo momento sono trattati in modo diverso da chi è andato in giudizio e questo rappresenta un fattore di incostituzionalità delle norme. L’aspetto che il governo dovrebbe valutare è questo. Poi interverrò nel merito degli emendamenti.

Franco Santi, Sds per la Sanità
Questo decreto interviene su due articoli della Finanziaria e introduce dei correttivi. Nello specifico, l’art. 62 va a intervenire a seguito della sentenza del Collegio garante che aveva eliminato un paio di norme sulle modalità di procedere nel caso in cui i pensionati venivano colti sul lavoro e sanzionava questa eventualità e chiedeva di riscrivere la norma giudicata dal Collegio Garante come sproporzionata rispetto alla sanzione prevista: ovvero la mancanza di reddito per 12 mesi. Si chiedeva un riequilibrio della sanzione, cosa introdotta in Finanziaria con l’articolo 62. Il decreto legge è stato necessario per un paio di errori formali nella scrittura dell’articolo e per introdurre una disposizione transitoria che andasse a regolamentare i procedimenti in corso. E’ una norma verificata dagli uffici e dall’avvocatura di Stato, non credo ci siano problematiche. C’era da decidere se limitarsi ai provvedimenti in corso o a tutti i casi che potevano verificarsi in vacatio di legge, si è deciso di intervenire solo nei casi di procedimento avviato. Per quanto riguarda l’altro passaggio del decreto, sull’articolo 64, il cui intervento era stato richiesto da più parti, anche dalle categorie, perché come scritto a dicembre poteva portare a problematiche applicative. È stato costituito un gruppo di lavoro con diversi uffici e dopo diversi incontri abbiamo convenuto di modificare l’intervento, ovvero intervenire sul 197 bis del codice pensale e introdurre una nuova fattispecie per mancato versamento di oneri sociali e previdenziali, per un discorso di chiarezza dell’intervento e di applicabilità dello stesso.

Esame dell’articolato.

Articolo 1. Provvedimenti in materia di sospensione della pensione

Pasquale Valentini, Pdcs
Il Collegio Garante ha valutato incostituzionale sospendere per un anno la pensione. Lo Stato ha evidenziato un incapacità di conoscere lo stato reale delle persone fisiche. Se funzionasse il sistema tributario, ogni cittadino dovrebbe essere identificato nella sua capacità di reddito e patrimoniale. Siccome questo è dato per scontato che non è, si introducono interventi di verifica come se, rispetto a quel soggetto, lo Stato non avesse già tutti gli elementi che deve avere. Allora dobbiamo introdurre continuamente norme nuove che vanno a correggere norme. Si tratterà di vedere quale sanzione e come erogarla, ma non che tutte le volte ribadiamo che ‘siccome ti ho sopreso a lavorare ma non potevi, non solo ti porto via la pensione, ma vanno riviste tutte le tue situazioni patrimoniali e catastali etc.’ Siamo proprio fuori luogo. Dovrebbe essere tutto più semplice. Ne riparleremo quando affronteremo la revisione del sistema pensionistico, credo ci sia, in ambito di alcuni settori, il bisogno di rivedere la modalità drastica in cui prevediamo l’uscita dal sistema lavorativo.

Mimma Zavoli, C10
Capisco la ratio della proposta del Pdcs, vorrei fare alcune riflessioni. Facciamo attenzione a rendere difficoltoso il riconosciemnto dell’attività. Ritengo più mirata la dicitura prevista del decreto che l’introduzione delle parole ‘suborditata e autonoma’ come l’emendamento Dc chiede, parole che non sono poi così garanti.

Francesco Mussoni, Pdcs
Oggi il Segretario competente ha un problema legato alla legittimità della norma e va nella stessa direzione di sempre. Mi auguro nella prossima riforma delle pensioni ci sia un salto di qualità, per fare in modo che il pensionato possa lavorare, rinunciando a parte della pensione, ma in modo più libero e meno oppressivo e lo possa comunicare. Mi auguro che ci sia un turn over legato a facilitazioni del prepensionamento, bisogna uscire da una logica burocatrico-intimidatoria, serve piuttosto una logica del sostegno al passaggio da vecchie a nuove generazioni. Il governo conferma così l’impostazione di sempre, ma il tema di fondo è evitare che certe famiglie si trovino dalla mattina alla sera in difficoltà con la sospensione della pensione, frutto del lavoro di una vita, solo perché sono colti a fare un lavoro minimale. Certo ci sarà chi se ne approfitta, ma è l’impostazione legislativa da cambiare, siamo legati a una impostazione intimidatoria ispettiva.

Angelo Della Valle, Psd
La legge l’ha fatta il governo Pdcs e oggi si trovano in difficoltà perché i loro clienti presi in flagrante al lavoro nero, nonostante prendano una buona pensione, vanno a bussare la porta della Dc chiededo di cambiare le regole. Vi rendete conto oggi di avere sbagliato: quella legge l’avete fatta voi, non noi. In un momento in cui non c’è lavoro diamo spazio a chi un reddito ce l’ha? Bisognerà incentivare i giovani che hanno bambini piccoli e sono senza lavoro, a loro bisogna farli lavorare, adesso i pensionati possono stare da parte perché un reddito ce l’hanno. Ne ho visti, chi ha la pensione sospesa, hanno sopra i due mila euro al mese, andate a vedere.

Jader Tosi, C10
In questo momento vanno fatte modifiche equilibrate per portare lavoro ai sammarinesi- ed è quello che si vuole fare- e a tutti coloro che sono utili all’economia sammarinese, senza dover dare privilegi a nessuno perché chi ha reddito già sicuro è messo in discussione e deve essere annoverato tra le persone che possono essere di supporto con delle caratteristiche però definite, ovvero dove c’è comprovata esperienza e non dove ci può essere inserimento di persone giovani.

Alessandro Cardelli, Pdcs
Il Collegio Garante ci dice in modo chiaro e tondo che non è possibile intervenire entrando nel merito della pensione, per cui ad oggi si dice che la pensione potrà essere pignorata della metà, ma non per una cifra superiore alla pensione sociale, quindi una cifra estremamente bassa. Credo queste sanzioni siano troppo pesanti. E se nel caso di giudizio amministrativo, il giudice dichiari illegittima la sanzione, ci troviamo poi da un lato un pensionato con la pensione sospesa per un anno e dall’altro lo Stato che deve pagare persino le spese giudiziarie. Un attesa di giudizio non si può sospendere la pensione perché se poi alla fine si ritiene che il pensionato non abbia svolto attività irregolare, gli abbiamo tolto la pensione per un anno. Gli emendamenti proposti da noi vanno in quella direzione. É vero, c’è un provvediemnto fatto da noi imporantissimo relativo alla solidarietà familiare, anche io resto convinto sia importante aiutare i giovani. Ma i nonni non rientrano nei casi di solidarietà familiari, per esempio. Vi invito a ragionare sui nostri emendamenti e sul rischio che il provvedimento sia ritenuto ancora incostituzionale.

Iro Belluzzi, Psd
Nel governo precedente diversi sono stati gli interventi per agire in modo che la ricchezza nei settori commerciali e artigianali potessero insistere nella Repubblica, andando ad eliminare una serie di divieti presenti anche nella legge del ’61. Sappiamo benissimo che molti pensionati che hanno costituito una società non potevano lavorare e venivano sottoposti a sanzioni esorbitanti come a perdita della pensione, sapendo che magari non riuscivano a vendere l’attività e che quando vi si trovavano dipendenti erano frontalieri. Venivano vietate anche pratiche agricole, dimenticando usi e costumi della nostra terra, come per la raccolta dell’uva e delle olive, attività economiche non rilevanti sottoposte comunque a divieti che rendevano impossibile lavorarvici, per chi aveva anche solo una piccola coltivazione. Sono leggi create anche nei governi precedenti dove un partito che sembra agisca contro l’interesse dei sammarinesi, mi riferisco ad Alleanza popolare, applica o ha adottato norme esorbitanti rispetto al comportamento adottato in questo ambito. Viene garantito il minimo pensionabile in un momento in cui i pensionati sono ammortizzatori sociali imporanti all’interno delle famiglie.

Marica Montemaggi, C10

Occorre un po’ di chiarezza. Questo intervento vuole rispondere alla sentenza dei Garanti che non aveva giudicato incostituzionale la sospensione della pensione, ma giudicato sproporzionata la sanzione e su quello il governo intende intervenire con questo decreto. Si mantiene un impianto normativo del 2011, di provenienza democristiana. Se vogliamo fare valutazioni invece sulla valorizzazione del lavoro dei pensionati, ci sono proposte sul tavolo della concertazione rispetto alla riforma previdenziale.

Franco Santi, Sds Sanità
Stiamo discutendo di un intervento del Collegio Garante che non è entrato nel merito sull’incostituzionalità della sospensione della pensione, ma ha rilevato che la sanzione era sproporzionata dal punto di vista del reddito perché lasciava scoperto per 12 mesi il soggetto sanzionato dal reddito. L’intervento va ad introdurre una nuova modalità di gestione della pensione, introducendo un reddito definito un assegno alimentare, che è una pensione di tipo assistenziale, quindi soggetta a regole di erogazione molto specifiche. Con la necessità di andare a verificare poi se ci sono altri redditi. Detto questo gli emendamenti Dc: credo che l’unico su cui si possa assolutamente ragionare e accogliere è quello previsto al comma 7. Per il resto contrarietà del governo.

Su articolo 2 “Disposizioni transitorie”/ accolto emendamento Pdcs relativo alla retroattività della norma.

Francesco Mussoni, Pdcs

Bisogna autorizzare il pensionato a lavorare a certe condizioni e pensare anche a una sanzione non retroattiva, ma per il futuro. Questa norma merita un ricorso e ragioneremo per fare un ricorso di costituzionalità perché non è una cosina da poco benchè sia un decreto da 2-3 articoli, né una questione da sorridere. Perchè quando un pensionato perde la pensione è un dramma serio.

Guerrino Zanotti, Sds Affari Interni
E’ comprensibilissimo che per un pensionato perdere la pensione sia un dramma, tant’è che stiamo intervenendo con questo decreto e credo sia possibile ragionare per modificare la norma attuale che prevede l’impossibilità di svolgere attività lavorativa, se non per familiari di operatori economici. Ma stiamo parlando di lavoro irregolare. Quindi che non ha nessun crisma del lavoro che deve seguire le regole, al di là dei casi che riguardano i favori tra vicini, in altri e tantissimi casi avvenuti e sanzionati si trattava di lavoro irregolare, portiamo il dibatitto su un binario corretto.

18 giugno 2018
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