Sanità

Fimmg Lazio: carenza medici? Estate non sarà ‘bollente’…

ROMA – “L’estate a Roma non sarà ‘bollente’ da un punto di vista dell’assistenza sanitaria: noi medici di medicina generale ci siamo infatti attrezzati dal punto di vista dei turni per non lasciare ‘scoperti’ i nostri pazienti e rispondere alle loro esigenze di salute anche in questo delicato periodo dell’anno”. Lo fa sapere il vicesegretario nazionale della Federazione italiana dei Medici di Medicina Generale, segretario della Fimmg Lazio e vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Pier Luigi Bartoletti, interpellato dall’agenzia Dire in merito all’eventualità di una carenza di medici nella Capitale in vista del periodo estivo. “Ormai a Roma i servizi sanitari nei mesi estivi sono garantiti– prosegue Bartoletti- e anche i medici, così come i cittadini, vanno in ferie ‘scaglionati’. Tanti anni fa la città si svuotava completamente e diventava deserta, ma oggi non è più così, le abitudini sono cambiate: d’estate in città rimangono molte persone, così come i medici. Tutto è partito dal 2003. L’Italia fu investita da quella grande e intensa ondata di caldo che provocò tantissimi disagi soprattutto alla popolazione più anziana. Da allora sono sono stati presi provvedimenti e non si sono più verificate grosse carenze di camici bianchi in città”.

E se anche i medici di medicina generale vanno in ferie, da giugno a settembre, cercano comunque, spiega ancora Bartoletti all’agenzia Dire- di “non farlo in massa per non creare disagio alla popolazione”. Da quest’anno c’è poi una novità: gli ambulatori medici del Lazio, per la prima volta, saranno messi a regime anche il sabato e la domenica. “Ce ne sono più di 20 in tutta la regione- fa sapere il segretario della Fimmg Lazio- disseminati anche nei luoghi di villeggiatura, a disposizione delle persone che andranno fuori Roma”. Ma quanti sono, mediamente, gli anziani che durante il periodo estivo si rivolgono agli ambulatori? “Gli accessi globali durante l’anno sono circa 350mila- risponde Bartoletti- ma quello che posso dire è che, a mano a mano che le persone vengono a conoscenza di questi luoghi, sta aumentando l’afflusso e diminuendo quello nei Pronto soccorso. Anche per questo abbiamo previsto negli ambulatori il raddoppio dei turni– conclude- perché abbiamo notato che i tempi di attesa erano troppo lunghi”.

Leggi anche:

Ti potrebbe interessare:

18 giugno 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»