Riders: “Foodora ruba salari e tasse, se chiude non se ne sentirà la mancanza”

ROMA – “Leggiamo dai giornali le parole dell’amministratore delegato di Foodora secondo cui il riconoscimento dei diritti dei lavoratori porterebbe alla chiusura della piattaforma in Italia. Altro che imprese innovative, alla richiesta di diritti ancora una volta si risponde con i ricatti occupazionali”. E quindi: se l’azienda vuole “continuare a rubare salari e a sottrarre risorse alla fiscalità, allora che chiuda“. Lo scrivono i ciclofattorini di Bologna riuniti nella sigla Riders Union, proprio nel giorno dell’incontro che ci sarà nel pomeriggio tra le piattaforme del food delivery e il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. Per i riders Foodora procede con “ricatti occupazionali”, dunque, “sostenendo che non è possibile riconoscere la subordinazione in questo lavoro perchè non c’è sufficiente margine di guadagno.

“IN GERMANIA FOODORA GARANTISCE DIRITTI E SALARI PIU’ ALTI”

Eppure, in Germania– segnalano i fattorini- la stessa Foodora riconosce i contratti di subordinazione, garantendo ai propri lavoratori diritti e salari più alti di quelli che nel nostro paese. Perché allora questo non sarebbe possibile in Italia? Non si tratta forse dello stesso lavoro?”.

“OGGI DI MAIO PRETENDA RISPETTO COSTITUZIONE”

Continua il post pubblicato su Facebook: “Siamo davvero stufi di questa arroganza, non siamo più disposti a lavorare ad ogni costo. Per questo oggi Di Maio nell’incontro previsto con le piattaforme deve pretendere il rispetto dell’articolo 41 della Costituzione“, secondo cui “l’iniziativa economia privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. 

Le piattaforme come Foodora “in questo Paese fanno profitti senza pagare tasse, equi salari e contributi, arricchendosi alle spalle dei lavoratori e dei cittadini producendo povertà invece che ricchezza. Questo- scrive Riders Union- non danneggia soltanto noi lavoratori, ma tutta la società, che non solo si vede privata di risorse fiscali, ma viene gettata in una guerra al ribasso che impedisce di fare impresa rispettando la dignità dei lavoratori”. Se Foodora vuole “continuare a rubare salari e a sottrarre risorse alla fiscalità- vanno all’attacco i corrieri- allora che chiuda. Di certo non sentiremo la mancanza di un’azienda che continua a inquinare l’economia e a negare la dignità delle persone che ci lavorano”.

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18 giugno 2018
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