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Bogotà, esplosione al centro commerciale: tre morti


BOGOTA’ – Tre donne morte, di cui una di nazionalità francese, e nove feriti sono l’attuale bilancio di una deflagrazione avvenuta in uno dei centri commerciali più famosi e frequentati nella zona nord di Bogotà, lo shopping mall Andino. Nonostante la polizia stia ancora effettuando i rilievi del caso per stabilire le cause dell’esplosione e l’eventuale matrice, per il primo cittadino della capitale colombiana, Enrique Penalosa, non vi sono dubbi, quanto è accaduto è colpa della fazione guerrigliera armata ancora attiva in Colombia, L’Eln.

Della stessa idea, anche se meno esplicito nell’indicare il colpevole, lo storico leader delle Farc, Rodrigo Londono detto ‘Timochenko’ che sul suo account Twitter ha scritto: “Tale atto può venire solo da coloro che vogliono chiudere le vie della pace e della riconciliazione”. Più cauto il presidente colombiano e Premio Nobel per la pace Juan Manuel Santos che segue costantemente gli sviluppi del fatto, e ha ordinato al Direttore della polizia di investigare con attenzione.

Intanto, tirati in ballo da più parti, i guerriglieri dell’Esercito di Liberazione Nazionale (Eln) tramite un comunicato stampa hanno smentito di essere i mandanti del presunto attentato e hanno condannato l’atto “atroce”, specificando che la polizia deve “indagare per identificare bene i responsabili” sottolineando “il ripudio di una tale azione contro i civili verso i quali non farebbero mai azioni tali” e criticando “le infondate e sconsiderate accuse, provenienti da alcuni settori che cercano di lacerare i colloqui di pace”.

Il gruppo ribelle dallo scorso febbraio ha aperto a Quito, in Ecuador, il tavolo di trattativa con il governo colombiano dopo lo storico accordo siglato con le Farc ma, a differenza di quest’ultime, l’Eln chiede al governo un accordo basato su altri principi e per questo è momentaneamente in fase di stallo.

18 giugno 2017

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