Europei di calcio, DIRE…tta dal bar: cronaca e commenti dei fanatici del pallone Diego&Pedro/9 - DIRE.it

Europei di calcio, DIRE…tta dal bar: cronaca e commenti dei fanatici del pallone Diego&Pedro/9

di Diego Giorgi

“Un giorno all’improvviso, mi innamorai di te…”. L’avete mai sentita cantare al San Paolo ritmata da centomila mani che battono all’unisono? No? Neppure io. Però c’è Youtube, quindi in qualche modo si può sempre recuperare. Un po’ come Eder. Chi l’ha visto? Fino al novantesimo al barretto di Sant’Ambrogio circolava l’ipotesi più gettonata: non c’è, dice sia a una cresima. Il classico evergreen.

Poi, ad un metro dal novantesimo per meno di sette secondi si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole… No, no. Si trasforma in Roberto Baggio, in quell’uno a zero con cui timbrò il cartellino contro la Bulgaria ad Usa ’94. Un miracolo. Un gran giocata: sponda pazzesca di Zaza– ha dato vita ad un pallone che pareva morto, uno dei tanti- capolavoro dell’italo-brasiliano. Uno a zero, ciao-ciao Svezia che ora dovrà portare il cacio visto che alla pera ha rimediato l’undici di Conte. Non fosse altro che dopo il Belgio, ai gialli, non restasse di fare un pic-nic con gli amici Danesi: biscotto, cacio e pere. C’è tutto. Do you remember il 2004, quel 2-2 finto e pieno di amore nordico?

Le (super) pagelle le fa Pedro, però permettetemi tre cifre tonde:

Voto 10 ad Alitalia, la vera rivelazione del torneo. Prima con le hostess di (ex) bandiera strappa un pareggio inaspettato- con le unghie e con i denti- contro gli undici “son” islandesi. Poi, dopo l’uno a zero di giustezza dell’Italia, si presenta su Twitter con il nome di Eder composto da 4 biscotti: “Don’t settle for 1 biscuit when you can have 4. Great match guys. Good luck!”. Scatenati.

Voto 10 alla radio e ai bar, ai paninari, ai lampredottai di Firenze che, sprovvisti di Tv hanno diffuso la telecronaca di Repice in strada. Un ping-pong continuo, così che io, in ritardo e verso il barretto, non ho perso neppure un minuto della partita. Grazie ragazzi, grazie Repice (e speriamo di sentirti scandire come solo tu sai fare “un manipolo di eroi”).

Voto 0 ad Ibrahimovic. Non tocca un pallone in tutta la partita, arriva a coprire di corsetta 13 metri e 70 sommando il primo e il secondo tempo. Inutile, impalpabile ma nelle interviste del dopo partita invece di fare ammenda- non dico chiedere scusa agli svedesi, sarebbe troppo per uno come lui, che in camera ha il poster di Ibrahimovic- che fa? Fa il grosso, il robusto contro “spacco tutto e arrivo”- Giorgione Chiellini: “Ce le siamo dati di santa ragione? No, altrimenti sarebbe in ospedale”. Come ebbe a dire Antonio Albanese in un Alex Drastico impareggiabile: “Ma chi? Ma come? Ma chi cazzu?”.

Comunque, Ibra o non Ibra, siamo agli ottavi. Non c’è niente da fare, Conte è un gran manico. Le sue squadre hanno anima (e mangiano l’erba). Chissenefrega del carattere, del bello e buono in campo e fuori, di quelle questioni morali di bassa lega e bigotte che riempiono il pensar bene. Fa l’allenatore, deve provare a vincere, il resto interessa davvero a qualcuno? No. Meglio cullarsi la nostra diga, i quattro irresistibili “bastardi”: Buffon, Bonucci, Barzagli e Chiellini. Dai, dai, provate a fargli gol, venghino signori, venghino… Eddai. Ora un po’ di sano turnover poi gli ottavi. Al barrettino.

18 giugno 2016
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