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Ritrovata la lettera con cui Cristoforo Colombo annuncia la scoperta dell’America

lettera di colombo

ROMA  – Il ritrovamento e’ di quelli eccellenti, la storia supera ogni fantasia. La lettera con cui Cristoforo Colombo annunciava ai reali di Spagna la scoperta dell’America, rubata nella biblioteca Riccardiana di Firenze e sostituita con un falso, era conservata nella biblioteca del Congresso di Washington. E’ lì che i Carabinieri Tutela patrimonio culturale hanno trovato il documento, che ha un valore di un milione di euro ma che era stato acquistato all’asta per 400.000 dollari da un privato che poi l’aveva donata all’istituzione americana.

La cooperazione tra i due Paesi e le indagini portate avanti dai Carabinieri, anche in collaborazione con esperti statunitensi, hanno portato alla restituzione, avvenuta quest’anno, del prezioso testo tradotto in latino e stampato a Roma da Stephan Plannck nel 1493.

“Cinquecento anni dopo- ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini- la lettera ha fatto lo stesso viaggio di Cristoforo Colombo, e’ andata negli Stati Uniti ed e’ tornata indietro. Grazie ai Carabinieri e alle autorità americane la lettera tornera’ alla biblioteca Riccardiana di Firenze“.

Le indagini che hanno portato al ritrovamento della lettera di Colombo sono partite dalla Biblioteca nazionale di Roma. Sì, perche’ in realta’ le lettere rubate e sostituite con un falso sono due. L’altra, che differisce dalla versione ritrovata perche’ il traduttore aveva inserito tra i destinatari non solo il re di Spagna, Ferdinando d’Aragona, ma anche la regina Isabella di Castiglia, era conservata proprio alla Nazionale di Roma e non e’ ancora stata ritrovata.

La direzione della biblioteca nel 2012 ha denunciato un furto di volumi antichi. Tra gli scaffali della struttura di Castro Pretorio, i Carabinieri hanno trovato e sequestrato la famosa lettera datata 1493, ma ritenuta falsa. Dall’incrocio con altre indagini, tra cui quella che coinvolgeva anche Massimo De Caro, autore del furto alla Biblioteca dei Girolamini di Napoli, e’ emerso anche il secondo falso, riprodotto attraverso fotografie moderne stampate su carta antica e sostituito con l’originale alla biblioteca fiorentina. Non si conosce il periodo in cui sono avvenuti i furti, ma “i falsi di Roma e Firenze sono assolutamente identici”, ha spiegato il generale Mariano Mossa che oggi ha illustrato i risultati dell’indagine insieme al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, il direttore della Riccardiana, Fulvio Stacchetti, e all’ambasciatore Usa in Italia, John R. Phillips.

In effetti, il ritorno in Italia della lettera, avvenuto quest’anno, e’ frutto di un lavoro congiunto tra gli investigatori italiani e quelli statunitensi, che sono riusciti a ricostruire la vicenda dal 1990, quando la lettera rubata da Firenze e’ stata venduta in Svizzera. Da lì, il documento e’ stato acquistato da una casa d’aste e venduto di nuovo negli Stati Uniti nel 1992. Il privato che l’ha comprata per 400.000 dollari “in totale buonafede” ha poi deciso di donarla alla biblioteca del Congresso di Washington. “Non e’ l’originale scritto in spagnolo da Colombo- ha detto Stacchetti- Stephan Plannck ne stampo’ in latino circa 16 o 18 copie. Quella conservata alla Riccardiana e’ stata consultata pochissime volte e sempre in modo sorvegliato. Tuttavia, all’inizio degli anni Cinquanta l’esemplare e’ uscito dalla struttura per quasi un anno. E’ in quel momento- ha ipotizzato- che potrebbe essere successo qualcosa”. Tant’e’, la lettera ora tornera’ a Firenze, mentre per la copia di Roma i Carabinieri stanno ancora indagando. “E’ una giornata molto importante- ha detto Franceschini- sia dal punto di vista concreto che simbolico. Questo ritrovamento dimostra l’efficienza dei Carabinieri e l’importanza della stretta collaborazione con le forze di Polizia degli Stati Uniti”. Un furto sofisticato, ha aggiunto il ministro, per questo “bisogna tenere alto il livello di attenzione”.

18 maggio 2016

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