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DIRE LAVORO IN DIRETTA

Il lavoro in DIREtta, le notizie dal territorio

ROMA – Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

POLIZIA, SILP CGIL: NESSUN NUOVO AGENTE ASSEGNATO ALLA SICILIA – “Nessun nuovo agente di polizia è stato assegnato alla Sicilia di quelli di nuova nomina che provengono dai corsi di formazione. E’ la terza volta consecutiva che ciò avviene con un bilancio degli ultimi avvicendamenti di solo 4 poliziotti in più in tutta la Sicilia”. Lo denuncia il segretario regionale del Silp Cgil, Vito Alagna che parla di “gioco al massacro proprio ora che si deve tenere alta la guardia”. Alagna sottolinea il ruolo della Polizia di Stato nella lotta alla criminalità organizzata e alla mafia e nell’ambito del fenomeno immigrazione. “A quest’ultimo riguardo – rileva- non si può sottacere che il massiccio impiego di forze dell’ordine, talvolta in esubero per difetti organizzativi, nella gestione della prima accoglienza dei migranti implica l’assenza di operatori nel controllo del territorio”. Alagna osserva “E’ questo il livello di attenzione che il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, dedica alla sua Sicilia, alla lotta alla mafia e alla criminalità organizzata che peraltro ora comincia a guardare con interesse al business legato alla gestione del fenomeno immigrazione”. E aggiunge: “La quasi totale mancanza di assegnazioni di nuovi agenti alla Polizia di Stato siciliana nelle ultime quattro movimentazioni, va esattamente nel senso opposto alle necessità della Sicilia e dei siciliani e costituisce il primo degli effetti nefasti di scelte dei governi delle ultime legislature, che in maniera bipartisan hanno visto la sicurezza come una spesa invece che come un investimento, dimostrando la lontananza dai problemi veri dei cittadini”.

 

ANCONA. IRES CGIL, CALA LA CIG PRIMO TRIMESTRE 2015 – Oltre 3 milioni di ore di cassa integrazione richieste e autorizzate nel primo trimestre 2015 in provincia di Ancona: 1,3 milioni di Cig ordinaria, 1,5 milioni di Cig straordinaria e 592mila ore di cassa in deroga. E’ quanto emerge dai dati resi noti dall’Inps ed elaborati dall’Ires Cgil Marche. Rispetto al primo trimestre 2014 emerge un calo della Cig complessiva del 28,9%. “Osservando le singole tipologie di cassa integrazione – si legge in un comunicato stampa della Cgil Marche – per i primi due mesi del 2015 si rilevano le seguenti tendenze: le ore di Cassa integrazione ordinaria nel primo trimestre 2015 sono pari a 1,3 milioni e registrano una diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-28,8%), che interessa molti settori. Fanno eccezione il comparto del mobile (111 mila ore nel 2015) e delle calzature (21 mila ore nel 2015); le ore di Cassa integrazione straordinaria ammontano a 1,5 milioni, con una riduzione del 14,1% rispetto allo stesso periodo del 2014. Significativi, tuttavia, sono gli incrementi nel settore del calzaturiero (84mila ore nel 2015) e della chimica (170mila ore nel 2015); il ricorso alla Cassa integrazione in deroga è pari a 592mila ore, in calo rispetto allo stesso periodo del 2014 del 50,9%; nei principali settori, tuttavia si registrano aumenti anche consistenti (+26,1% nel mobile, +34,9% nella meccanica, +79,8% nella chimica)”. Questi dati – dichiara Vilma Bontempo, segretaria Cgil Ancona -confermano che siamo ancora dentro la crisi poiché la riduzione delle ore di cig non è significativa, non lo è soprattutto per la cig in deroga in quanto c’è molta incertezza sulla sua copertura da parte del governo e quindi le imprese , non potendo contare su questo strumento, scelgono di licenziare i lavoratori. Nonostante la congiuntura internazionale favorisca le esportazioni con la svalutazione dell’euro e il calo del prezzo del petrolio, continua, dunque, la situazione di difficoltà occupazionale, come dimostrano le numerose aziende in crisi e, in alcuni casi, di interi settori”.

 

UMBRIA, PASTIFICIO BIANCONI GIANO: SINDACATI, AVANTI CON PROGETTO, MA TUTELARE OCCUPAZIONE – Dopo l’incontro in Confindustria del 13 maggio e la successiva assemblea con i lavoratori del 15 sono emersi nuovi dati e diverse aspettative in merito alla vertenza del Pastificio Bianconi di Giano dell’Umbria. Ad aprile la proprietà improvvisamente annunciava alle maestranze la cessazione dell’attività, l’ultimo sito di produzione di pasta secca in Umbria chiudeva i battenti. “Il primo e immediato obbiettivo del sindacato – spiegano Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil dell’Umbria – è stato quello di mettere in sicurezza il reddito dei lavoratori, con l’apertura della Cigs. Immediatamente dopo, abbiamo richiesto percorsi certi per una pronta ripartenza industriale: riconversione della fabbrica e nuovi asset produttivi”. L’ipotesi in campo – spiegano i sindacati – è quella di una nuova linea di produzione nel settore salutistico, addirittura con la joint venture con un player importante nel settore pasta. “Dopo vari rinvii – affermano ancora Flai, Fai e Uila – finalmente sembra farsi strada questa opzione. La società De Matteis ha avanzato, tra le tante, una proposta credibile e ambiziosa e così si è giunti ad un accordo, che, secondo quanto ci ha riferito la proprietà Bianconi, si è concretizzato lo scorso 15 maggio Con la creazione di una nuova società”. Si aprono dunque le procede di liquidazione della vecchia società, sulle quali i sindacati intendono “vigilare per tutelare i lavoratori e assicurare il pagamento delle loro spettanze (le ultime due mensilità oltre a tredicesima, quattordicesima e Tfr). “Oltre a questo – aggiungono i sindacati – occorrerà subito entrare nel merito del piano industriale che accompagnerà questa nuova società. Una volta conosciuti gli impegni nero su bianco tireremo le somme per quelle che saranno le aspettative occupazionali”.

Per questo, i sindacati di categoria insieme alla Rsa della fabbrica, chiedono un incontro con la nuova società “per avviare un confronto costruttivo e chiaro sul futuro del sito produttivo e delle scelte industriali, sapendo che il nostro obbiettivo è di salvaguardare le maestranze e di riprendere il prima possibile l’attività produttiva”.

CATANIA: SLC CGIL, 20/5 INIZIATIVA SUI TEATRI STABILE E BELLINI – Mercoledì 20 maggio, alle ore 10.30 nella sala “Russo” della Camera del lavoro di Catania (via Crociferi 40), Cgil e Slc Cgil incontreranno la stampa per fare il punto sulle complesse vicende dei teatri catanesi, “Stabile” e “Bellini”. Per l’occasione sarà consegnato alla stampa un report di dati e analisi. Saranno presenti, il segretario generale della Camera del lavoro Giacomo Rota, il segretario generale della Slc Cgil Davide Foti e il segretario confederale Cgil, Giovanni Pistorio, oltre ad una rappresentanza di rappresentanti sindacali-lavoratori degli enti.

 

PROVINCE, I SINDACATI RILANCIANO LA MOBILITAZIONE – Una richiesta di incontro urgente inoltrata ai gruppi parlamentari, a livello nazionale, insieme a una lettera che le categorie di Cgil, Cisl e Uil del pubblico impiego, a livello regionale, hanno inviato a governatori e candidati presidenti delle regioni al voto. I sindacati del pubblico impiego rilanciano la mobilitazione dei lavoratori di Province e Città Metropolitane per incalzare governo e regioni, in vista del Consiglio dei ministri di oggi (18/5) e delle prossime elezioni amministrative. Due iniziative parallele per lanciare un sasso nella palude dell’immobilismo e per un vero processo di riordino che tuteli servizi e professionalità. Nella lettera ai capigruppo parlamentari si denuncia la situazione fortemente critica in cui versano le Province e le Città Metropolitane. “Il sovrapporsi dei tagli lineari fissati dal Governo con la legge di stabilità 2015 – scrivono le tre sigle – al già avviato riordino delle funzioni provinciali, nonché i ritardi accumulati dal Governo e dalle regioni sull’originario cronoprogramma, stanno cancellando i servizi e compromettendo il mantenimento dei livelli occupazionali e salariali”. La mobilitazione cresce soprattutto a livello locale: le organizzazioni sindacali sollecitano governatori e candidati alla presidenza delle regioni al voto (Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto), ad assumere “cinque impegni per rassicurare i cittadini sulla continuità e sulla qualità dei servizi, per dare una certezza di futuro ai lavoratori e alle loro famiglie”.

18 maggio 2015

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