Europee, Procaccini: “Sostegno famiglie e difesa balneari mie battaglie in Ue”

"Servono una sola politica estera, un solo esercito ed elezione diretta presidente"
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ROMA – Sognava l’Europa fin da quando, giovanissimo, faceva politica nel Fronte della Gioventù, la formazione giovanile del Movimento sociale italiano. “Cantavo le canzoni dell’Europa, ho attaccato migliaia di manifesti che inneggiavano all’Unione”. Ora Nicola Procaccini, 43 anni, ha la possibilità di entrare nell’Europa (politicamente intesa) dalla porta principale, quella del Parlamento europeo. Dopo otto anni alla guida del Comune di Terracina (“Sono stato il sindaco più giovane di questa città”), Fratelli d’Italia lo ha candidato nella circoscrizione dell’Italia centrale: “Ho chiesto a Giorgia Meloni la possibilità di continuare il mio impegno politico rappresentando un territorio più ampio e provando a portare in Europa qualcosa di diverso dal passato- ha spiegato in un’intervista all’agenzia Dire- Le elezioni europee sono state sempre percepite come di serie B, l’Italia spesso ha mandato al Parlamento europeo chi era al termine di una carriera politica o persone di terza/quarta fila, questo ha comportato che in Europa ci si confrontasse con colleghi di altre Nazioni ben più preparati e questo è stato parte delle nostre disgrazie in Europa, con un’Italia calpestata, derisa e umiliata e regole che ne hanno condizionato l’economia”.

LE BATTAGLIE DA CONDURRE

Procaccini ha le idee chiare sulle battaglie che condurrà, in caso di elezione, tra Bruxelles e Strasburgo: “Il sostegno alla famiglia e alla natalità e la difesa del made in Italy dalla concorrenza sleale. L’Europa vive una crisi demografica che non può essere affrontata solo con gli immigrati, ma favorendo il fatto che le famiglie possano mettere al mondo bambini senza esserne penalizzate. Quanto al made in Italy, il genio italiano e’ irripetibile, unico e surroga anche la scarsità di materie prime”.

Da sindaco di una città di mare, Procaccini intende porre particolare attenzione anche al tema dei balneari e alla direttiva Bolkestein: “Imprese locali da decenni si sono prese cura delle nostre spiagge e oggi sono minacciate da questa direttiva. Questo mi sta molto a cuore- ha proseguito- L’idea di mettere all’asta l’intera economia della mia città, come di tante altre città italiane, è folle perché vuol dire spalancare le porte a chi ha capitali pronti da investire e spesso purtroppo è la malavita organizzata che ha disponibilità di risorse immediate. Significherebbe distruggere un comparto storico italiano e favorire la malavita. Su questa battaglia vorrei essere particolarmente incisivo”.

Da giovane Procaccini inneggiava all’Europa, “ma non questa porcheria, nata su basi prettamente economiche: un’Europa unita dai forni a legna per fare le pizze e dal latte in polvere per fare i formaggi. Non è questo che sognavo da ragazzino. Noi vogliamo un’Europa unita di Stati liberi e sovrani ed essere uniti soprattutto sulla politica estera. È inconcepibile averne 27 diverse. Sono necessari una sola politica estera e un solo Esercito per difendere i confini d’Europa. Perché oggi, di fronte alle ondate migratorie, i confini dell’Italia non sono considerati confini d’Europa ma semplicemente confini italiani”.

Una battaglia che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, si concretizza “sottraendo la finanza dal cuore dell’Europa ed eleggendo direttamente il presidente d’Europa e il governo europeo. È inconcepibile non sapere oggi quale sarà la maggioranza al governo d’Europa, che non ci siano coalizioni predeterminate. Scontiamo sulla nostra pelle un contratto governo fra due forze eterogenee, figuriamoci se questa cosa può piacerci a livello europeo- ha concluso Procaccini- E’ battaglia complicata, ma Fdi è nato per affrontare sfide grandi”.

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18 Aprile 2019
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