Lavoro, stretta su false Coop: la proposta del M5s contro il caporalato 4.0

Prima firmataria Jessica Costanzo, componente in commissione Lavoro, assieme al capogruppo del MoVimento 5 Stelle Francesco D’Uva
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ROMA – Stretta contro le false Coop e maggiori tutele per i lavoratori. E’ la proposta targata Movimento in materia di società cooperative, appalto, somministrazione di lavoro e distacco di lavoratori presentata alla Camera dalla prima firmataria Jessica Costanzo, componente in commissione Lavoro, assieme al capogruppo del MoVimento 5 Stelle Francesco D’Uva, all’esperto di diritto del lavoro Piergiovanni Alleva, alla consigliera M5S alla Regione Emilia Romagna Giulia Gibertoni (vicepresidente Commissione Speciale Coop spurie) e da Tiziana Ciprini, la deputata M5s che già nella scorsa legislatura aveva approfondito il tema.

“La nostra proposta- spiega D’Uva- parte da particolari problemi: false cooperative, appalti illeciti, sfruttamento dei soci-lavoratori. Queste sono le storture evidenti del mercato del lavoro. Con la nostra proposta interveniamo sulla regolamentazione delle cooperative e non solo. C’è anche una parte su appalti e intermediazione di manodopera. Siamo molto orgogliosi sia del merito della proposta di legge sia del metodo che vogliamo utilizzare. Come maggioranza già siamo intervenuti sul settore del lavoro che è una delle priorità del nostro Paese. Siamo intervenuti da subito con il decreto dignità, con il reddito di cittadinanza dove c’è tutta una parte sulle politiche attive del lavoro. Stiamo lavorando al Senato sul salario minimo e questa proposta è un altro tassello che si va ad aggiungere a quella che è una politica seria per risollevare il Paese e di questo siamo molto orgogliosi”.

Il capogruppo M5s fa un ringraziamento “al lavoro d’inchiesta fatto dai giornalisti che ha portato alla formulazione della legge”. La prima firmataria spiega che il testo dovrebbe essere uno dei prossimi che verrà calendarizzato prima in commissione e poi in aula “perché il tema- sottolinea- è molto sentito da tutte le forze politiche e condiviso anche dall’altra forza di maggioranza”. Jessica Costanzo, che ha elaborato il progetto di legge, sottolinea che “alcune delle piaghe del sistema-lavoro del nostro Paese sono proprio lo sfruttamento dei lavoratori, gli appalti illeciti e la somministrazione abusiva di manodopera” che alimentano il fenomeno delle false Coop “diffuse non solo nel campo dell’agro-alimentare ma sempre piu’ anche nel settore dei servizi, come la sanità”.

“Tutto è collegato- spiega la parlamentare- potremmo dire che ognuna di queste storture si nutre delle altre e viceversa. Con questa proposta di legge però, abbiamo l’ambizione di abbattere questo sistema sferrando un colpo a tutti i suoi capisaldi”.

Il tema delle cooperative, continua Costanzo, “è strettamente connesso a quello degli appalti. Oggi se ad esempio si cerca un’impresa che offra servizi in appalto, anche col 40% di sconto rispetto alle imprese concorrenti, si troverà facilmente una cooperativa multi-servizi, la quale ovviamente praticherà condizioni contrattuali e retributive assolutamente peggiorative (per soci e per lavoratori), con paghe basse, orari di lavoro più lunghi, inquadramenti che non corrispondono al lavoro svolto, condizioni assai gravi di insicurezza sul lavoro. Ci sono poi cooperative che durano giusto il tempo di un appalto, e che alla fine dell’appalto licenzieranno i lavoratori, lasciandoli quasi sempre insoddisfatti dei loro crediti. Salvo ripresentarsi al cambio appalto come nuova cooperativa appaltatrice, ma di fatto collegata alla vecchia, e riassumere sempre gli stessi lavoratori. A dare una mano alle finte cooperative, poi, è arrivata la depenalizzazione dei reati di somministrazione abusiva, dell’utilizzazione illecita, dell’appalto illecito e del distacco illecito, voluta dal governo Renzi. Prima del 2016 chi esternalizzava un lavoro creando una società fasulla, che applicava contratti capestro e offriva stipendi miseri e abusava degli orari di lavoro, andava incontro a una condanna fino a due anni. Oggi, invece, sono rimaste solo le sanzioni economiche. La depenalizzazione ha fatto esplodere il fenomeno, che ha segnato un aumento del 39 per cento secondo le stime dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro”.

Tiziana Ciprini, segretario della Commissione Lavoro della Camera, sottolinea che quello delle false cooperative “è un tema caro a M5s già dalla passata legislatura”, quando se ne occupò in prima persona. “Avevamo fatto un approfondimento tecnico-politico sul mondo della cooperazione e sull’uso distorto che si è fatto attraverso le cooperative spurie- spiega- La proposta di legge che presentiamo oggi contiene gli impegni che alla Camera erano stati approvati con una mozione nel 2016 in cui prevedavamo innanzitutto il rafforzamento della tutela dei lavoratori soci di cooperativa dal punto di vista contrattuale, retributivo e normativo”.

Giulia Gibertoni, consigliera M5s in Emilia Romagna, sottolinea che lo sfruttamento dei lavoratori delle false Coop “è il nuovo caporalato o caporalato industriale o caporalato 4.0” una piaga che si sta diffondendo in maniera importate proprio nella sua Regione e in particolare nell’aera del modenese. “È irregolare- dice- il 75 per cento delle 249 coop controllate nel 2017 dall’ispettorato del lavoro sulle 5.000 imprese cooperative totali in Emilia-Romagna. E di quelle non associate a Confcooperative la precentuale sale all’85 per cento. La proposta presentata alla Camera puo’ sconfiggere il caporalato, mettendo nel mirino non solo le cooperative spurie ma anche quelle Srl che stanno prendendo quella deriva. In Emilia Romagna i casi vanno dall’agroalimentare alla logistica, dal turismo al settore dell’autotrasporto”.

Piergiovanni Alleva, consulente M5s per le politiche giuridiche del lavoro, osserva che la legge proposta “pone un argine importantissimo allo sfruttamento e al lavoro interposto che porta a una vera e propria schiavitù quando l’appalto dato alle cooperative è di pura manodopera. Il fenomeno delle cooperative spurie è un problema enorme, il numero delle cooperative spurie ha superato quelle normali con uno sfruttamemento in particolare della manodopera straniera, un vero caporalato. E abbiamo un’incidenza preoccupante nell’Emilia cosiddetta rossa, nel modenese, con il caporalato in guanti gialli”.

Stefania Ascari, componente M5s della commissione Giustizia di Montecitorio, osserva infine che con la legge che introduce una stretta sulle cooperative “si vuole restituire dignità a tutti i lavoratori, perché il lavoro è la colonna portante di tutta la società”.

ECCO LEGGE ANTI-FALSE COOP, NORME SU DIPENDENTI E APPALTI

Piu’ tutele per i lavoratori spesso sottopagati e sfruttati e stretta contro gli appalti illeciti e la somministrazione abusiva di manodopera. E’ il cuore della proposta del Movimento 5 stelle contro le false Coop, le cosiddette cooperative ‘spurie’ nate per aggirare le norme sul lavoro e sottopagare i propri soci-dipendenti. Il testo, che dovrebbe avere una imminente calendarizzazione in commissione e in aula alla Camera, è a prima firma di Jessica Costanzo, deputata M5s in commissione Lavoro, e reca norme in materia di società cooperative, appalto, somministrazione di lavoro e distacco di lavoratori. Ecco nel dettaglio le misure previste.

SOCIO-LAVORATORE UN DIPENDENTE EFFETTIVO

Il socio lavoratore diventa, nel momento in cui aderisce alla cooperativa, un lavoratore subordinato a tutti gli effetti, a cui si applica in automatico l’intero corpus delle tutele previste per il lavoro subordinato. Questo per arginare discriminazioni e lesioni dei diritti.

RETRIBUZIONI ‘MINIME’ O SCATTANO SANZIONI

Ogni socio lavoratore deve avere un trattamento economico-normativo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi stipulati dalle maggiori organizzazioni cooperative. Qualora le cooperative non rispettassero questi parametri, saranno punite con sanzioni pecuniarie severissime e con sanzioni amministrative come l’esclusione da pubblici appalti e dalla richiesta di contributi europei. Si cerca inoltre di garantire la parità di trattamento tra i soci lavoratori nella distribuzione delle occasioni di lavoro, poiché spesso in certe cooperative ‘spurie’, la distribuzione ineguale delle occasioni di lavoro è proprio lo strumento con cui i vertici premiano i fedelissimi e puniscono i riottosi, chi prova a farsi sentire e a richiedere maggiori diritti.

STOP DISCREZIONALITÀ GIUDICI SU SANZIONI

Le sanzioni verso le cooperative che tradiscono il fine mutualistico diventa obbligatorio e non discrezionale da parte del giudice.

APPALTI

Viene rivista la normativa sugli appalti, sancendo che ogni appalto consistente in prestazioni di lavoro è lecito solo se si tratta di lavoratori specializzati che esprimano un forte valore aggiunto rispetto ai normali dipendenti del committente. Ove vi sia presenza di appalti di mera manodopera, ovvero di carenza dei mezzi necessari da parte dell’appaltatore o di un suo rischio di impresa, i dipendenti di quest’ultimo sono considerati dipendenti del committente. E’ inoltre previsto che nel passaggio dei dipendenti dal vecchio appaltatore al nuovo appaltatore ci debba essere il mantenimento di tutti i livelli retributivi e normativi, salvo il caso che il nuovo appalto si presenti come sostanzialmente diverso dal vecchio (servizi ridotti o di molto maggiorati o diversi ecc.), nel qual caso si applica comunque la clausola sociale in forza della quale i lavoratori hanno almeno diritto ad un’assunzione ex novo da parte del nuovo appaltatore e comunque senza peggioramento delle condizioni economico-normative. Si introduce il principio della solidarietà tra committente e appaltatore nell’ipotesi di appalti interni ad un ciclo produttivo, affinché i dipendenti dell’appaltatore abbiano un trattamento non peggiore di quelli del committente. La norma ha una finalità antispeculativa: in questo modo il committente non avrà più interesse a scorporare una parte della sua organizzazione produttiva per darla in appalto a costi ridotti in quanto comunque sarebbe responsabile come se quei lavoratori fossero suoi dipendenti.

TORNA IL CARCERE

Somministrazione abusiva, utilizzazione illecita, appalto illecito e distacco illecito torneranno ad essere reati penali con un aumento delle sanzioni amministrative. Prima del 2016 chi esternalizzava un lavoro creando una società fasulla, che applicava contratti capestro e offriva stipendi miseri e abusava degli orari di lavoro, andava incontro a una condanna fino a due anni. Attualmente sono rimaste solo le sanzioni economiche. La depenalizzazione ha fatto esplodere il fenomeno, che ha segnato un aumento del 39 per cento secondo le stime dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Con la proposta M5s chi porrà in essere forme di esternalizzazione al di fuori dei parametri fissati dalla legge rischia la galera.

LEGGI IL TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE

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18 Aprile 2019
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