Emilia Romagna

Al Rizzoli protesi stampate su misura in 3d

foto Paolo Righi/Meridiana Immagini

BOLOGNA – In futuro le protesi (ma forse anche gli organi) saranno stampate in 3D, con materiale biologico. Ad aprire la strada è l’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, che oggi ha inaugurato la nuova piattaforma di Bioprinting per la ricerca clinica. Un investimento da 2,3 milioni di euro, finanziato da Regione Emilia-Romagna e ministero della Salute. Il nuovo macchinario permetterà di stampare protesi in tre dimensioni su misura, a partire da immagini radiologiche realizzate con la Tac ‘Dual energy’. “La combinazione di materiali bioingegneristici- spiega il Rizzoli in una nota- supporterà la crescita delle cellule, la loro differenziazione e migrazione, per garantire integrità strutturale e minori rischi di rigetto”.

ARCHIVIO IOR - foto Paolo Righi/Meridiana Immagini

Un sistema all’avanguardia, dunque, la cui installazione è terminata a gennaio e su cui ora i ricercatori del Rizzoli stanno facendo studi pre-clinici per definire le applicazioni più efficaci per rigenerare tessuti e ossa, a cui seguirà l’utilizzo sui pazienti. La nuova piattaforma è stata presentata questa mattina al Rizzoli dal direttore generale Francesco Ripa di Meana e dal direttore scientifico Maurilio Marcacci, insieme al sindaco Virginio Merola, al presidente della Regione Stefano Bonaccini e all’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi. “Oggi aggiungiamo un altro pezzo di storia al Rizzoli“, commenta soddisfatto Ripa di Meana. “Il Rizzoli si conferma davvero all’avanguardia anche a livello europeo- aggiunge Merola- ci sono 158 ricercatori che ce la mettono tutta e ottengono ottimi risultati”.

ARCHIVIO IOR - foto Paolo Righi/Meridiana Immagini

La mattinata è stata anche l’occasione per fare il punto sulle attività del Rizzoli, tra cui la cura del sarcoma osseo. Un tumore per il quale tra il 2010 e il 2015 sono stati curati nell’Istituto bolognese 104 bambini. Fra loro, spicca la storia di una bimba greca che a 13 mesi si è rotta il femore nel tentativo di mettersi in piedi, scoprendo così di avere la malattia. All’età di 17 mesi è stata operata al Rizzoli e oggi di fatto è “il primo essere umano che ha iniziato a camminare con una protesi”, affermano con orgoglio allo Ior. “Parliamo di eccellenze- sottolinea a margine Bonaccini- una sanità tra le migliori al mondo”. Come Emilia-Romagna “abbiamo ottenuto 100 milioni in più dal Governo per il Fondo sanitario regionale, abbiamo un pacchetto da 150 milioni per ammodernare gli ospedali e realizzare nuove Case della Salute. Quella di oggi è una ciliegina su una torta che comincia a essere con molti strati e ben farcita”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

(le foto fanno parte dell’archivio Ior, copyright Paolo Righi/Meridiana Immagini)

18 aprile 2016
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