Mostra su Bowie a Bologna, Merola: “Ci fulminerà”

bowie_uomo su terra

BOLOGNA – “Prepariamoci ad essere fulminati nella mente da questa imperdibile mostra, Bologna sta nella cultura contemporanea e ancora una volta farà la differenza”. Con queste parole il sindaco Virginio Merola lancia “David Bowie Is“, l’attesa e già discussa mostra sul Duca bianco che sarà di scena al Mambo dal 14 luglio al 13 novembre prossimi. Nell’affollata conferenza stampa di oggi pomeriggio in via Don Minzoni gli addetti ai lavori sono raggianti, dalla curatrice Victoria Broackes passando per le istituzioni locali, dal presidente dei Musei di Bologna Lorenzo Sassoli De Bianchi al direttore Laura Carlini Fanfogna. Dopo il debutto al Victoria and Albert Museum di Londra, che l’ha prodotta ed ha esclusivo accesso al vasto archivio Bowie (oltre 75.000 solo gli oggetti), la mostra ha toccato Canada, Brasile, Francia, Australia. A curarla ha pensato, oltre che Broackes, anche Geoffrey Marsh. Le date del “tour” contemplano anche Giappone e Usa, per la primavera del 2017, ma appunto prima ci sarà Bologna.

duca_BowieQuella sotto le Due Torri sarà l’ultima tappa europea, oltre che la più lunga, di “David Bowie Is” che fino al 10 aprile era di scena a Groningen dove ha collezionato 200.000 visitatori. Il breakeven a Bologna è stato fissato a quota 86.000, e dunque gli addetti ai lavori si dicono fiduciosi di raggiungerlo e oltrepassarlo nei quattro mesi di esposizione; anche perché, finora, nessuna tappa è scesa sotto le 140.000 presenze. Allestimenti e comunicazione compresi, “David Bowie Is costerà 1,4 milioni alla macchina bolognese: 130.000 euro dal Comune, al resto pensano e avranno di che pensare privati, sponsor e incassi. Intanto, incombono già i pacchetti turistici e gli itinerari dedicati in occasioni come questa: l’obiettivo è “bissare Vermeer”, spiega il consigliere della Camera di commercio Celso De Scrilli.

Il progetto di strappare la mostra alla concorrenza anche più agguerrita era in gestazione da ormai tre anni, e alla fine Milano, che era la prima scelta, e Roma hanno dovuto cedere il passo. “Dopo la morte di Bowie c’è stata evidentemente un’esplosione di richieste per averla, ma V&A alla fine ha scelto Bologna: per la Cineteca vicina, per la sua Università, per il centro Cassero e le varie attività locali legate in un qualche modo alla filosofia dell’artista”, spiegano gli organizzatori in conferenza, tra i quali Silvano Taiani Best Union, che gestirà la biglietteria (15 euro, ma ci sono diverse agevolazioni) senza diritti di prevendita, e Attilio Perissinotti di Bpm Concerti.

duca_bowieNel merito, la mostra bolognese si svilupperà nel solco già tracciato finora: la prima foto esposta riguarda un piccolo Bowie di 10 mesi, per poi spaziare tra i suoi tanti e indimenticabili disegni e 60 costumi, come quello di Yamamoto per il tour di “Aladdin Sane” del ’73 o quello in stile Dada in compagnia del contraltista synth pop Klaus Nomi. Gli oggetti presenti saranno 300, “molti dei quali mai visti prima”. Ma ci saranno anche filmati con le prime performance; il video alla Bbc con cui nacque Ziggy Stardust, con tanto di ‘scossone’ a tutta la cultura pop dell’epoca; focus sulle letture del periodo della fine del glam, da “Metropolis” a “1984”; storyboard originali dei video musicali; una sezione tutta sul Bowie attore, forse quella più in grado di incuriosire anche i neofiti.

di Luca Donigaglia, giornalista professionista

18 aprile 2016
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