Emilia Romagna

Bonaccini: “Alle amministrative voterà più gente”

Bonaccini (9)

BOLOGNA – L’astensione al referendum non fa paura in vista delle prossime amministrative. A giugnovoteranno più persone di ieri, ne sono sicuro. E lavoreremo per questo”. A dirlo è il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, commentando i risultati del referendum questa mattina a margine di un’iniziativa all’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna. Bonaccini invita però a “non sovrapporre i piani: non è serio né corretto. Si guardi al merito di ogni elezione, analizzando anche le condizioni in cui ci trova a votare”. Il governatore replica così anche a chi, come il leader Fiom Bruno Papignani, lo ha attaccato nei giorni scorsi per la sua presa di posizione a favore dell’astensione. Una “marchetta evidente”, l’ha definita Papignani, unacaduta di stile solo per compiacere il tuo capo”, proprio da un presidente reduce da un’elezione col 37% dei votanti e che “governa la Regione col 18%”. Ma Bonaccini non ci sta.

Paragonare quelle due elezioni mi sembra improprio, se non altro perché tutti ricorderanno da che anno venivano” con le regionali del 2014, tra le dimissioni dell’ex presidente Vasco Errani per il caso Terremerse e le inchieste sulle spese ‘allegre’ dei consiglieri regionali. “Era un clima che non auguro a nessuno di vivere- dice Bonaccini- e penso di parlare anche per i miei avversari. Quella però è una pagina chiusa, ora dovremo recuperare al voto le persone quando si sceglierà il governo dei Comuni, del Paese e delle Regioni”.

Per quanto riguarda il referendum, aggiunge il presidente, “io non ho invitato nessuno a stare a casa. Ho esercitato anch’io un diritto e mi è costato non andare a votare. È la seconda volta, la prima fu nel 2003 quando gli allora Ds invitarono all’astensione per il referendum sull’articolo 18″. Ma il voto di ieri, attacca Bonaccini, “è stato trasformato in un teatrino da battaglia politica. Accade solo in Italia”. In ogni caso, sostiene il governatore, “la gente ha potuto scegliere liberamente come comportarsi. Era da un mese che se ne parlava, non è che non c’è stato un traino nazionale”. Ora, guarda avanti Bonaccini, “bisogna lavorare con i tanti che hanno detto sì in buona fede, perché vogliono un Paese che investa sulle energie rinnovabili e non fossili. E dobbiamo andare in quella direzione”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

18 aprile 2016
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