Di Maio stronca Salvini: adesso non fare Berlusconi

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Continua a colpi di spada il rapporto armonioso tra il leader leghista, Matteo Salvini, e quello del M5S, Luigi Di Maio. Domenica prossima si vota in Basilicata, altra campana d’allarme per i ‘grillini’. Un anno fa viaggiavano attorno al 40% e molti temono un crollo come quello che si è appena visto in Abruzzo e Sardegna. Per dare una mano al collega di contratto, il leader della Lega ha tirato fuori il suo cavallo di battaglia: la Flat Tax.

Tradotto, tra le ipotesi, quella di pagare (solo) il 15% di imposte fino a 60mila euro di imponibile. Proposta che costerebbe decine di miliardi allo Stato, subito bocciata da Di Maio, che ha paragonato la proposta di Salvini alle sparate di Berlusconi quando era in campagna elettorale. Mercoledì ci sarà un altro appuntamento armonioso tra le due forze di Governo, il provvedimento per sbloccare i cantieri e rimettere in moto il lavoro. Le opere che si vorrebbero velocizzare, sorpresa, sono quasi tutte al Sud, cosa che ha fatto girare i leghisti che hanno tutta l’intenzione di metterci dentro un bel po’ di cantieri del Nord. Il confronto sarà teso ma tutti giurano che alla fine ci sarà la pace dei cantieri.

Sullo sfondo organizzativo, intanto, Di Maio sta procedendo con il suo piano, teso a parare il tracollo elettorale che, stando ai sondaggi, arriverà con le elezioni Europee. Meglio avere le redini subito in una sola mano, non sia mai che a qualcuno venisse in mente di cambiar cavallo. Anche Salvini ha i suoi problemi. L’attentato alle moschee in Nuova Zelanda ha creato allarme tra i musulmani italiani. Con richiesta formale, vogliono che il ministro dell’Interno, non proprio filo moschee, garantisca la loro sicurezza.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 18 MARZO

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18 Marzo 2019
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