Flat tax, Tria: “Non esiste nessuna stima da 59 mld”. Salvini: “Ridurre tasse è nostra priorità ed è nel contratto”

"Con una cifra inferiore ai 15 miliardi si dà un aiuto fondamentale alle imprese e alle famiglie", sostiene Salvini a proposito della flat tax per famiglie. Ma Tria smentisce qualunque stima: "È una riforma che né io né il Mef abbiamo ricevuto"
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ROMA – “Nessuna stima fatta per una riforma che né io né il Mef abbiamo ricevuto. Nessuna stima del Mef per le proposte in discussione e quindi le cifre sono destituite di ogni fondamento. L’ipotesi flat tax è allo studio da luglio quindi non c’è nulla di nuovo”. Così il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, si riferisce alla stima di 59 miliardi per la flat tax circolata nei giorni scorsi, parlando all’Agenzia delle entrate.

Contro questa stima si era scagliato stamattina il vicepremier Matteo Salvini, dicendo a Rtl: “Sono numeri strampalati”. Non siamo al Superenalotto. I numeri li contiamo con più precisione”. E aveva aperto all’ipotesi di una flat tax per le famiglie: “Per la prima fase della Flat tax per le famiglie, per un primo colpo sostanzioso, non per tutti ma per tanti, servono 12-15 miliardi e sarebbe una rivoluzione epocale”, ha aggiunto.

SIRI: STUDIO MEF? IO NON L’HO MAI VISTO

“Io non so se esiste questo studio del Mef, ma se esiste io non l’ho mai visto. Stiamo parlando di un progetto molto diverso dalla fase 2 della Flat Tax che invece abbiamo in mente noi, ovvero il voler applicare fino a 50 mila euro di reddito il 15% di aliquota fissa con le deduzioni che sono inversamente proporzionali al reddito”. Così Armando Siri, sottosegretario alle infrastrutture (Lega Nord) al Giornale radio Rai (Radio1) delle 8 intervistato da Massimo Giacomini.

Alla domanda se questa ipotesi di simulazione, datata 8 febbraio, è molto distante da quella che ha indicato nella fase 2, Siri ha risposto: “Quella simulazione prende le mosse dalla flat tax così com’è stata immaginata a regime, ma il nostro è un percorso di legislatura. Quanto costerà? Intorno ai 12 miliardi. Poi naturalmente ci confronteremo con i tecnici del Mef per limare gli scostamenti che ci possono essere, ma nell’ordine di qualche centinaia di milioni su un miliardo, in meno o in più. Ma non certamente sulle cifre di cui ho sentito parlare in questi giorni”.

SALVINI: RIDURRE TASSE PRIORITÀ, È IN CONTRATTO GOVERNO

“Mi stupisce lo stupore di qualcuno ma io non ho tempo di fare polemiche o insultare. Ridurre le tasse a famiglie e imprese e sbloccare i cantieri sono nel contratto di governo e sono una priorità per la Lega”. Lo dice il vicepremier Matteo Salvini a margine di un incontro con i consiglieri e gli assessori regionali leghisti (presente anche il governatore lombardo Attilio Fontana).

Il riferimento di Salvini è alle polemiche in seno al governo sull’argomento Flat tax. Un Salvini che non crede alle prime stime: “Il Mef ha smentito qualsiasi simulazione, i numeri che ho letto sui giornali hanno l’attendibilità di Topolino”, dice Salvini. A detta del ministro dell’Interno “con una cifra inferiore ai 15 miliardi, quindi poco più di quello che si investe per il reddito di cittadinanza, si dà un aiuto fondamentale alle imprese e alle famiglie”. Salvini sembra quindi fiducioso sulla misura e non preoccupato sulle coperture: “Sono convinto che i minori introiti del primo giorno saranno maggiori introiti del secondo giorno- dice- e le coperture ci sono perché quando l’economia corre lo Stato incassa”.

Qualcuno cerca di far tornare il vicepremier nella querelle con il vicepremier ‘gemello’ Luigi Di Maio, ma Salvini glissa: “Io mi rifaccio a quello che c’è nel contratto di governo che io e Di Maio abbiamo firmato- dice in chiusura- e la riduzione delle tasse a famiglie e imprese al 15 e al 20% è scritta nero su bianco“.

DI MAIO: NO POLEMICHE, IMPORTANTE GIÙ LE TASSE

“Come al solito si fa sempre molta confusione e polemiche su ogni tema. La Flat tax è nel contratto di governo, il contratto si rispetta e come ho già detto si troverà una soluzione. Abbiamo fatto il reddito di cittadinanza, quota 100 e come M5S abbiamo già delle proposte che condivideremo con la Lega per abbassare le tasse, questo è l’importante. Quel che chiedo è che ogni dichiarazione sia sempre fatta con un principio di verità verso i cittadini, pensiero che sono certo condivide anche la Lega”. Lo dice Luigi Di Maio.

ZINGARETTI: FLAT TAX? BUFALA DA PAPERON DE’ PAPERONI

“La flat tax è una bufala da Paperon de’ Paperoni. Serve progressività delle imposte, non l’illusione che se i ricchi hanno di più spendono di più”. Lo dice il segretario del Pd e presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital.

DE POLI: MAGGIORANZA SPACCATA, SALVINI VADA FINO IN FONDO

“La maggioranza è spaccata. Flat tax e quoziente familiare sono due punti chiave del programma del centrodestra. Il vicepremier Salvini vada fino in fondo: noi ci saremo. Il M5S cosa farà?”. Lo afferma il senatore e presidente nazionale Udc Antonio De Poli.

SPERANZA: GOVERNO PENSA SOLO ALLE ELEZIONI

“Su Flat tax e piano di investimenti il governo gialloverde si divide ancora”. Lo afferma il coordinatore nazionale di Articolo Uno, deputato di Leu, Roberto Speranza, durante un comizio elettorale per le elezioni regionali.

“Assistiamo ad un’invasione senza precedenti della nostra regione da parte dei leader della destra, in particolare di Salvini che pur di prendere qualche voto in più ne spara una più grossa dell’altra tutti i giorni. Purtroppo a pagare il conto di tutto questo saranno i lavoratori, le famiglie e le imprese”, aggiunge Speranza.

CIRIANI (FDI): ENNESIMA SCENEGGIATA, LEGA BOCCIÒ LA NOSTRA

“No all’ennesima sceneggiata. Nella legge di Bilancio la Lega aveva l’occasione di tagliare le tasse per le famiglie, invece preferì approvare il reddito di cittadinanza bocciando i nostri emendamenti sulla flat tax incrementale. La nostra è l’unica proposta seria e sostenibile di riduzione delle tasse per tutti: famiglie, imprenditori, lavoratori dipendenti, professionisti. Approviamola e non perdiamo più tempo”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani.

“Annunciare ora la flat tax per le famiglie significa soltanto fare propaganda e nascondere la verità e cioè che questa legge di Bilancio le tasse alle famiglie le ha aumentate anzichè ridurle. La Lega, piuttosto, spieghi dove intende trovare le risorse necessarie per sostenere questo taglio delle tasse. Altrimenti saremo dinanzi all’ennesimo diversivo, che conferma che è il M5S a dettare l’agenda economica e che le risorse disponibili servono per finanziare l’assistenzialismo di Stato, come il reddito di cittadinanza, e non per tagliare le tasse”, conclude il presidente di FdI al Senato.

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18 Marzo 2019
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