Puglia

Cultura, ass. Capone per i 15 anni del Cedad: “Beni culturali vanno fruiti e rilanciati”

capone-BARI – “Qual e’ il patrimonio culturale della Puglia? Qual e’ il patrimonio tecnologico della Puglia? Che cosa vogliamo farne? Che strumenti abbiamo per far si’ che questo patrimonio esca dalla nicchia e divenga attrazione turistica e culturale? Abbiamo il dovere di valorizzare e rafforzare il nostro patrimonio culturale. I beni culturali vanno fruiti, abitati nella gestione, rilanciati da giovani laureati e ricercatori che devono trovare qui il loro posto nel mondo“. Cosi’ l’assessore allo Sviluppo economico e all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, Loredana Capone, questa mattina, all’iniziativa per i quindici anni di ricerca, formazione e innovazione tecnologica al CEDAD per il patrimonio culturale.

Il CEDAD e’ il primo Centro italiano per la ricerca e il servizio datazione con il radiocarbonio mediante Spettrometria di Massa con Acceleratore (AMS). È costituito dai laboratori TANDETRON, CLAMS and OPTLAB nei quali si sviluppano tecniche nucleari, chimiche e ottiche per applicazioni a numerosi campi di ricerca.

“Tanto e’ stato gia’ fatto sulla cultura e sul turismo- prosegue Capone- ma saremmo disonesti se non dicessimo che la strada e’ ancora lunga. È indispensabile darsi un obiettivo, una priorita’, e la priorita’ e’ valorizzare il patrimonio culturale attraverso la sua fruizione, attraverso una gestione professionale dei nostri beni. Quest’obiettivo richiede una analisi delle priorita’ nella priorita’. Come vogliamo promuovere questo patrimonio? Da solo il pubblico non ce la puo’ fare. Serve una corresponsabilita’ tra pubblico e privato, serve ”formare” un capitale sociale capace di autogestirsi nel tempo, oltre gli incentivi pubblici. È fondamentale, allora, dotarsi di un disegno organico che metta insieme universita’, centri di ricerca, imprese e cittadini”.

La Regione Puglia- conclude- sta lavorando al suo piano strategico per la cultura che non e’ un libro dei sogni ma un documento scritto a piu’ mani e tarato sulle esigenze reali della comunita’, sui nuovi fabbisogni, sui nuovi orizzonti. In questo piano le infrastrutture di ricerca come il CEDAD dovranno essere a disposizione delle imprese per accrescere la loro competitivita’ e al contempo migliorare la qualita’ della conoscenza collettiva”.

18 marzo 2016
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