Libia, a Tripoli e Bengasi la situazione è catastrofica - DIRE.it

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Libia, a Tripoli e Bengasi la situazione è catastrofica

ElBarassi-Gelali

ROMA – La situazione di Bengasi per il vice sindaco della citta’ Omar El Barassi e’ “catastrofica“. Presente oggi a Roma, alla conferenza stampa sul tema ‘Libia: i sindaci e la societa’ civile protagonisti della riconciliazione’ presso la sede della Stampa estera, per far comprendere in che condizioni versa la sua citta’ El Barassi deve risalire alla data del 15 ottobre 2014. Prima di allora, frequenti erano gli omicidi contro uomini d’affari, personalita’, medici, professori – anche stranieri – da parte delle forze ribelli. La maggior parte dei cittadini quindi ha preferito lasciare la citta’.

ElBarassi

Quando il 15 ottobre l’esercito del generale Haftar è entrato in citta’ e ha scacciato questi gruppi, il problema non si e’ risolto: “ora i miliziani compiono attacchi a distanza, con missili, contro ospedali, mercati, giardini pubblici e persino asili nido”. Inoltre “la situazione umanitaria e’ pessima: mancano cibo e medicinali, non si esaurisce l’attacco contro i cittadini, nonostante l’aiuto dell’esercito”. Il vice sindaco quindi dichiara che “ci auguriamo che l’Ue intervenga ad aiutarci contro il terrorismo” soprattutto perche’ “e’ un problrma che riguarda anche il nord del Mediterraneo”. “La gente sta resistendo, ma senza aiuto cadra’ tra le mani dei terroristi”.

A Tripoli la situazione non e’ diversa, come afferma il sindaco Abdulrahman Gelali, che ricorda il ruolo “delle autorita’ locali, le uniche attualmente a supportare i cittadini”. Sia da est che da ovest “la gente e’ fuggita, mettendo in crisi la vita quotidiana. Ad esempio i bambini non possono piu’ andare a scuola. Sebbene la municipalita’ stia cercando di bloccare questo esodo, favorendo il dialogo tra le fazioni in lotta tra loro, questo non e’ sufficiente”, spiega ancora. Inoltre “i prezzi del cibo, delle case e degli affitti e’ salito moltissimo e l’inflazione e’ cresciuta. Come a Bengasi, si susseguono gli attacchi e i sequestri per ottenere il riscatto” percio’ per far fronte alla crisi umanitaria anche Gelali vorrebbe un intervento piu’ concreto da parte dell’Ue.

18 febbraio 2016
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