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Crisi, Ganau: “Fase gravissima, la politica non la sottovaluti”

consiglio regione sardegnaCAGLIARI – “Siamo di fronte a una crisi economica e sociale drammatica con segnali di malessere progressivo che non possono essere sottovalutati e che devono trovare le migliori risposte possibili. Questo è compito della politica, quella buona, che tutti vogliamo rappresentare”. Così il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau, all’apertura dei lavori dell’aula riunita in seduta congiunta con il Consiglio delle Autonomie locali per la consueta riunione che precede l’approvazione del bilancio regionale e che prevede l’esame annuale dello stato del sistema delle autonomie in Sardegna. Dopo l’intervento del presidente, si sono susseguiti quello del numero uno del Cal, di cinque sindaci e dei consiglieri regionali di maggioranza e opposizione. “Oggi siamo chiamati a definire il miglior utilizzo delle risorse ed a programmarle per l’anno in corso. E abbiamo il compito, non semplice, di correggere e reimpostare politiche non adeguate o superate, con altre innovative e sostenibili, nei diversi settori della società sarda”, chiarisce Ganau.

Per il Presidente “è ben chiara la gravissima crisi che stiamo attraversando che comporta difficoltà sempre maggiori nella capacità di rispondere alle necessità dei cittadini, a causa della diminuzione delle risorse disponibili, neanche minimamente compensate da un incremento, anche improprio, della tassazione locale che ha superato i limiti della sostenibilità. Condizione che comporta una sempre più seria difficoltà ad erogare i servizi e a mantenerne i livelli minimi, a stare vicini insomma alle crescenti difficoltà dei cittadini”.

Ganau coglie poi l’occasione per ribadire, a nome dell’intero Consiglio Regionale, la piena solidarietà al sindaco di Bultei, vittima di un attentato il 24 gennaio scorso. “In questa situazione di oggettiva difficoltà- prosegue- non può in alcun modo giustificare azioni criminali, aggressioni, attentati e minacce che sempre con maggiore frequenza si rivolgono contro i sindaci e gli amministratori. I sindaci non possono essere il capro espiatorio della crisi- conclude- ma rappresentano l’ultimo baluardo contro di essa, quello più vicino ai problemi dei cittadini e, anche per questo, non possono essere lasciati soli”.

18 febbraio 2015

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