Alla Sinagoga di Ostia Antica, la biennale Arte in memoria

Al Parco archeologico, la decima edizione della biennale, curata da Adachiara Zevi e organizzata dall’Associazione arteinmemoria.
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ROMA – Una lunghissima rotaia, un muro-lavagna, una grande buca scavata da Golia cadendo per mano di Davide, un capitello anomalo. Sono le quattro installazioni che da domenica al 14 aprile troveranno dimora nella Sinagoga del Parco archeologico di Ostia antica in occasione della decima edizione di Arte in memoria, la biennale di arte contemporanea curata da Adachiara Zevi e organizzata dall’Associazione arteinmemoria.

‘Arte in memoria’ coinvolge la comunità degli artisti per trasformare un luogo di culto in un luogo di cultura, ripopolandolo attraverso visioni artistiche ispirate alla storia, ma radicate nell’attualità. Un’idea che nasce nella Sinagoga di Sommeln, vicino Colonia, che, sopravvissuta al nazismo, ogni anno dal 1990 invita un artista a creare un lavoro originale per quel luogo. Nelle nove edizioni precedenti sono stati 46 gli artisti che sul tema della memoria hanno creato le loro opere per la Sinagoga del Parco archeologico di Ostia antica. A loro si aggiungeranno i quattro esponenti dell’arte contemporanea scelti per quest’anno: Ruth Beraha, Norbert Hinterberger, Zbigniew Libera e Karyn Olivier.

“Si tratta di una iniziativa culturale che ripropone un dialogo tra antico e contemporaneo, chiamando artisti da tutto il mondo- ha detto Adachiara Zevi- L’arte è uno strumento indispensabile per arginare alcune derive di oggi e questa mostra ha un grande impatto visivo che evoca la realtà di oggi. È una esposizione drammatica, senza essere però cupa né disperata”.

Zevi ha poi fatto appello “all’attenzione e al sostegno delle istituzioni, che da tempo non ci sono più. Deploro l’assenza totale di qualsiasi supporto da parte del Comune di Roma e della Regione Lazio”. 

Promossa dal ministero dei Beni culturali con il Parco archeologico di Ostia antica, ‘Arte in memoria’, che verrà inaugurata domenica alle 11, si avvale anche del patrocinio del Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah della presidenza del Consiglio dei ministri, dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane e della Comunità ebraica di Roma. Quest’anno la biennale ha ottenuto anche il sostegno del Forum austriaco di cultura, dell’Istituto polacco di Roma, dell’American academy in Rome e di Ferrovie dello stato e Fondazione Fs italiane.

Le installazioni

E proprio le Ferrovie hanno reso possibile la realizzazione del lavoro di Abigniew Libera, che sul prato adiacente la Sinagoga di Ostia antica ha installato ‘Dove sono finiti?’, un’opera costituita da trenta metri di un vecchio binario ferroviario. ‘Capitelli disseminati/vasi comunicanti’ è invece il lavoro che Norbert Hinterberger ha fatto per la decima edizione di ‘Arte in memoria’: un capitello poggiato vicino alle quattro colonne all’ingresso della Sinagoga. Altri capitelli sono a terra in frantumi, mentre quelli che erano in origine nella Sinagoga sono sostituiti da vasi comunicanti in terracotta.

Il muro di Karyn Olivier si chiama ‘Il silenzio è una barriera per la saggezza’, ed è stato eretto lungo la cancellata che separa la Sinagoga dalla strada ad alta velocità. Infine, Ruth Beraha, nata a Milano nel 1986, ha creato ‘Golia’, una scultura in negativo di sette metri che riproduce l’impronta del corpo di Golia abbattuto da Davide.

“Ostia antica non è soltanto una location suggestiva- ha detto il direttore del Parco archeologico, Maria Rosaria Barbera- ma mi piace pensarla come una città romana di tolleranza, dove per secoli hanno condiviso gli stessi spazi e strutture cristiani, pagani e comunità di fede ebraica. Non aveva barriere né recinti. E mi piace pensare che i tanti visitatori che ogni anno vengono a scoprire quest’altra Pompei, come viene chiamata, possano cogliere anche questa ulteriore rilessione”.

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18 Gennaio 2019
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