Pd, Marcucci: “Boldrini e D’Alema con Zingaretti?”. Cacciari: “Renziani sono senza pudore”

Cacciari ricorda come fosse stato proprio l'ex premier Renzi nel 2012 a spingere per la partecipazione dei non iscritti, "sfasciando il partito".
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ROMA – Sale la tensione nel Partito Democratico in vista dell’elezione del nuovo segretario. Mentre prosegue il voto degli iscritti, che deciderà i tre candidati che accederanno alla fase delle primarie, alcuni esponenti di Futura, associazione di Laura Boldrini, hanno annunciato il proprio sostegno in favore del governatore del Lazio Nicola Zingaretti.

Una notizia che ha fatto infuriare l’ala renziana del partito, che non dimentica il ‘tradimento’ della sinistra in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, infatti, oggi è il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci, ad attaccare Zingaretti, accusato di “voler coinvolgere nelle primarie anche chi ha fatto la guerra al Pd, come Boldrini e D’Alema”.

Un’accusa che fa andare su tutte le furie il filosofo Massimo Cacciari, da sempre vicino alle posizioni del centrosinistra ma molto critico nei confronti del Partito Democratico: “Le primarie- dice Cacciari- se hanno un senso, e secondo me non ne hanno nessuno se non per designare il candidato alla presidenza del Consiglio, è quello di chiamare a votare per un candidato tutti, è evidente. Altrimenti bisogna fare il congresso, serio, come si faceva una volta quando c’erano dei partiti seri ed erano solo gli iscritti che votavano il segretario, è evidente”.

“Delle due l’una: o fai un congresso serio e votano solo gli iscritti o fai le primarie che non hanno questa logica. E allora cosa protesta Renzi?- aggiunge-. È mancanza di senso comune del pudore”.

Cacciari rammenta come fosse stato proprio l’ex premier nel 2012 a spingere per la partecipazione dei non iscritti, “sfasciando il partito”.

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18 Gennaio 2019
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