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Lo storytelling si unisce alle nuove tecnologie nella startup Interwine

IntertwineROMA – “Un social tutto basato sulla creativita’ e sulla collaborazione, dove ognuno puo’ dedicarsi al racconto della propria storia, allontanandosi dal rumore generale che ci circonda per concentrarsi su cio’ che gli piace davvero”. Cosi’ amano definire Intertwine i suoi creatori, un team di sei giovani innovatori che hanno deciso di unire la scrittura creativa alle potenzialita’ dei social network. Nata nel 2013 da un’idea del trentaduenne Gianluca Manca, Intertwine e’ infatti una piattaforma in cui gli utenti, circa 16.000, raccontano a piu’ mani una storia. Tanti punti di vista quanti sono gli utenti che partecipano alla storia, ciascuno col proprio profilo, una breve biografia, le persone che segue e quelle che lo seguono. Le storie possono essere singole o collaborative e ogni autore di una storia “a piu’ mani” puo’ decidere entro quanto tempo gli amici scrittori possono aggiungere una pagina in piu’ (30, 90 o 180 giorni). Ma l’autore puo’ anche decidere dove mettere punto, chiudendo la storia quando crede che qualcuno abbia scritto il finale perfetto e pubblicando il racconto prima del termine previsto. Alla fine della storia tutti i contributi sono visibili e ciascuno ‘firma’ il proprio pezzo di storia. Autorialita’ e collaborazione per una piattaforma web che ha tutte le carte in regola per essere considerata anche un social, con tanto di voti e commenti per storie ed articoli.

Intertwine l’unione che diventa forza

“Il nostro sogno e’ proprio di legare la passione e l’esigenza di raccontare storie allo sviluppo di nuove tecnologie, per far si’ che la lettura e il racconto della realta’ diventino sempre piu’ crossmediali e collaborativi – spiega a diregiovani.it Luigi Maiello, content manager & web analyst di Intertwine -. Gli autori sono la nostra ricchezza piu’ grande e noi cerchiamo di valorizzarli al massimo. Ci confrontiamo spesso con loro, e cerchiamo di dare tanto spazio a loro sui social network. Ogni mese il miglior autore sulla nostra piattaforma viene intervistato, ma noi cerchiamo di dare visibilita’ a tutti, perche’ dare visibilita’ agli autori e scrittori emergenti e’ uno dei nostri obiettivi e il fatto che molti di loro abbiano gia’ pubblicato dei libri, e’ una grande soddisfazione per noi”. Un mondo variegato, quello di Intertwine, dove gli amanti della scrittura e della lettura, hanno come compagni di penna fotografi, appassionati di film e musica, ma anche viaggiatori che raccontano le loro avventure con dei reportage. E che possono scoprire in una sezione dedicata agli ‘Analytics’ la popolarita’ delle proprie storie su Intertwine ed altri social network attraverso il ‘Social Rank’. Storie d’amore, poesie, noir e thriller, i generi preferiti dalla community, che non disdegna storie e articoli che parlano di viaggi, tecnologia e di didattica. “Oltre a raccontare storie, la nostra piattaforma puo’ essere utilizzata anche per aprire il proprio blog: basta avere un profilo, poi la liberta’ sui contenuti e’ massima” spiega Maiello, che sottolinea quanto lo storytelling stia rivoluzionando anche il mondo della pubblicita’ per le aziende: “Con l’esplosione dei social network, non basta piu’ informare, comunicare e coinvolgere, ma e’ necessario raccontare una storia. Diventa sempre piu’ importante creare un legame emotivo col proprio pubblico e rendersi riconoscibili in un mercato sempre piu’ competitivo, dove le aziende cercano il contatto con i clienti in ogni modo e con ogni tipo di messaggio. Noi aiutiamo le aziende soprattutto in un’ottica di content marketing, cioe’ di creazione e condivisione di media e contenuti editoriali al fine di acquisire clienti- continua Maiello-. La produzione di contenuti originali e di qualita’ diviene fondamentale. Come dice spesso il nostro Ceo Gianluca Manca “se fino a poco tempo il mantra era ‘content is the king’, oggi ad avere valore sono solo i contenuti di qualita’”.

Intertwine, occhio alla qualità

E alla qualita’ punta il giovane team tutto al maschile di Intertwine, che ha deciso di coinvolgere lo scrittore Maurizio de Giovanni in una storia collaborativa, un ‘contenuto premium’ riservato agli iscritti, a differenza delle altre storie aperte alla lettura di tutti gli utenti del web. Web dove Intertwine e’ stato scelto da scuole ed universita’ interessate allo storytelling per progetti digital e di co-learning per gli studenti: “Il Digital Storytelling puo’ facilitare l’apprendimento di contenuti e nozioni disciplinari complessi in modo divertente e piu’ coinvolgente- prosegue Maiello-. Per gli allievi piu’ giovani, le attivita’ possono richiedere la collaborazione fra pari per la creazione di un testo interattivo, mentre per studenti piu’ grandi, la narrazione digitale puo’ consistere per esempio nel resoconto di un’esperienza maturata sul campo, con la conseguente riflessione sulle implicazioni per la propria crescita personale. Si sviluppano e si migliorano cosi’ competenze trasversali attraverso il Learning by Doing, il Cooperative Learning, il Critical Thinking e il Problem Solving. Inoltre creare un oggetto multimediale ed esprimere la propria creativita’, condividendola con altri, contribuisce a migliorare la motivazione ad apprendere e la stima di se'”. Scuole, universita’, la febbre dello storytelling contagia anche gli enti di ricerca: “Un ente di ricerca internazionale ci ha contattato perche’ vuole utilizzare una versione dedicata della nostra piattaforma per mettere in contatto i ricercatori ‘sparsi’ in varie parti del mondo- racconta Maiello- per permettere la condivisione di materiali e la realizzazione di un progetto unitario e condiviso”.

Intertwine un app vulcanica

Un progetto in espansione ed evoluzione, che e’ partito con la partecipazione al concorso per startup bandito dal comune di Napoli ‘Vulcanicamente’, un primo finanziamento di Digital Magics e l’incubazione di Rcs Nest e quest’anno ha chiuso una raccolta fondi per piu’ di un milione di euro, destinati al potenziamento della community. Si allarga anche la famiglia di Intertwine, con l’ingresso di quattro professionisti tra sviluppatori e business developer e l’arrivo della prima donna del team, Simona Intilangelo, entrata qualche giorno fa per occuparsi di SEO: “Sappiamo che un punto di vista femminile, diverso da quelli di sei uomini, puo’ essere importante, ma lei e’ entrata nel team semplicemente perche’ secondo noi e’ molto brava”, puntualizza Maiello. Le startup non vanno d’accordo con la logica delle quote rosa, ogni posto va conquistato.

18 gennaio 2017

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