Mali, gli insegnanti non tornano a Kidal: “Prima la sicurezza”

Nella regione di Kidal, nel nord del Mali, nonostante un accordo di pace, continuano a operare gruppi armati di matrice tuareg e islamista.

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ROMA – Oltre 435 insegnanti hanno annunciato il proprio rifiuto di tornare al lavoro nella regione di Kidal, nel nord del Mali, dove nonostante un accordo di pace continuano a operare gruppi armati di matrice tuareg e islamista. Il motivo principale della decisione degli insegnanti, in contrasto con le disposizioni del governo, è la mancanza di sicurezza. Secondo Djibrila Samaké, leader del sindacato nazionale per l’Istruzione, a Kidal è “impossibile vivere”, la gente “ha paura” e serve la “presenza dell’esercito sul territorio”.

Gli insegnanti chiedono anche indennizzi, per i disagi e le violenze ai quali sarebbero stati esposti tra il 2012 e il 2014, il periodo culminante della crisi politica e militare nel nord del Mali. I gruppi armati continuano a operare nell’area di Kidal, nonostante il dispiegamento di una missione di pace dell’Onu e un accordo di pace siglato tre anni fa. Negli ultimi anni a lasciare la regione sono stati anche molti dirigenti e funzionari pubblici. Gli insegnanti hanno annunciato il rifiuto di rientrare a Kidal nel corso di una conferenza stampa, che si è tenuta questa settimana nella capitale Bamako.

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17 Nov 2018
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