VIDEO | Amendola protagonista di “Nero a metà’: “Il mio poliziotto cinico in una Roma multietnica”

Intervista all'attore romano protagonista di una serie tv crime di sei puntate. Il 19 novembre su Rai andrà in onda il primo episodio.

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ROMA – Un poliziotto cinico, duro, ma pure capace di una carezza e con un cuore grande così. Claudio Amendola sarà Carlo Guerrieri per Rai1, un ispettore del commissariato Rione Monti, un poliziotto “abbastanza duro, cinico, e allergico a regole e superiori. Ma allo stesso tempo è anche uno capace di una carezza, è un personaggio con il cuore grande, celato da aspetto burbero”.

‘Nero a metà’ segna il ritorno nella tv di Stato dell’attore romano. La serie si compone di sei puntate,  ci cui la prima andrà in onda il 19 novembre. Non è certamente la prima volta che Amendola interpreta il ruolo di un poliziotto: “Non è mai semplice- ha detto all’agenzia Dire, a proposito del ruolo- ma non difficile per tutto quello che riguarda la parte investigativa da poliziotto, un lavoro che faccio da tanti anni. Poi c’è la parte oscura del personaggio della serie, in cui è richiesta un’applicazione diversa. È il bello di questo mestiere, la possibilità di mettere diverse sfaccettature nello stesso personaggio”.

INTEGRAZIONE E MULTICULTURALITA’

Carlo, racconta Amendola, “è un personaggio messo in difficoltà dall’incontro con un nuovo collega, un ragazzo di colore che stimola diffidenza, del personaggio, rispetto all’accettazione e poi in difficoltà per i nuovi metodi”. Il nuovo collega è Malik Soprani, interpretato da Miguel Gobbo Diaz: “È fresco di accademia. È un subalterno, ma poi si rivela bravo, e nasce un rapporto tra i due”.

Nella fiction si parlerà anche di integrazione e multiculturalità. Portando l’ispettore Carlo ai giorni d’oggi “avrebbe da lavorare come tutti i poliziotti che lavorano nelle nostre città, avrebbe da lavorare come facciamo vedere”. La fiction è ambientata “nel centro di Roma. Ma questa non è una fiction su integrazione o su razzismo, ma un ‘crime’ con una fortissima parte di sentimento in cui i casi trattati prendono ispirazione da fatti reali”.

 

MIGUEL GOBBO DIAZ: IO E MALIK, IL POLIZIOTTO ‘NERO A METÀ’

La difficoltà è stata tutta nel riuscire a trovare “un attore di colore che parlasse perfettamente italiano e che corrispondesse al nostro personaggio”. Un provino, anzi quattro, e il gioco è (stato fatto). E così Miguel Gobbo Diaz, 29 anni da Santo Domingo, è diventato Malik, il co-protagonista di ‘Nero a metà’.

CHI E’ MALIK

“Malik è un ragazzo di 30 anni, appena uscito dall’accademia- ha detto Miguel all’agenzia Dire- Risulta arrogante, e con la tecnologia cerca di risolvere i casi e le inchieste. Ma a volte risulta troppo invadente”. E poi Malik “piace alle ragazze, è un farfallone. Io non sono così, sono un timido. Ma il lato di Malik è divertente da affrontare”.

Quando è spuntata la possibilità di interpretare il co-protagonista della serie con Amendola “stavo a Londra, mi ha chiamato il mio agente e mi ha detto del provino, dicendomi pure ‘sei tu’. Ho fatto 4 provini e dopo 5 mesi mi hanno chiamato e detto ‘ti hanno preso'”. Prima della serie che parte lunedì, nel 2015 “sono stato il protagonista de ‘La grande rabbia’, per la regia di Claudio Fragasso. Questo è il vero lavoro difficile e lungo che mi è capitato di fare in tv”.

Ha vissuto a Londra “ma sono cresciuto in Veneto da quando avevo 3 anni, i miei amici sono tutti italiani, io mi sono integrato, io amo l’Italia”, ha spiegato Miguel, figlio di un italiano e di una dominicana. Nato a Santo Domingo, a 3 anni si è trasferito a Creazzo, in provincia di Vicenza. Nel periodo in Italia “non ho mai avuto problemi. I miei amici mi hanno aiutato e sostenuto”. Tornando alla parte lavorativa, quella vissuta con Claudio Amendola “è stata una bellissima esperienza. È stato fantastico, mi ha aiutato e dato consigli. Un’esperienza unica lavorare sul set con lui e anche con altri attori. Un sogno che si sta realizzando”.

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17 Novembre 2018
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