Crollo a Ponte Milvio, Raggi: “Non abbiamo strumenti, ipotesi dl terremoto”

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ROMA  – “Occorre prendere atto dell’assenza di strumenti normativi che permettano di provvedere ulteriormente all’assistenza alloggiativa, tenendo conto che ancora manca un riconoscimento ufficiale delle cause del disastro, non formalmente classificabile come disastro naturale. E mancano inoltre le condizioni per accedere ai finanziamenti statali che sono disciplinati con decreto ministeriale del 22 luglio 2016 ‘finanziamenti per demolizione e rimozione immobili in aree soggette’: ne deriva pertanto la necessità di trovare un intervento normativo che potrebbe collocarsi nella conversione dei decreti legge relativi ai recenti eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia, Lazio, Marche e Abruzzo, e rispetto a cui chiarirà meglio l’assessore Mazzillo”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Virginia Raggi, durante la sua relazione in Assemblea capitolina sul crollo della palazzina di via della Farnesina, a Ponte Milvio.

“Le attuali disposizioni normative- ha sottolineato Raggi- prevedono interventi a favore dei residenti nei Comuni in cui si sono determinati danni diffusi e in cui potrebbe comprendersi anche il territorio di Roma, qualora la città venisse inclusa nell’elenco redatto dal commissario straordinario per l’emergenza terremoto. L’amministrazione sta già interessando le competenti autorità di Governo”.

LA PROTESTA DEI RESIDENTI: CI AVETE ABBANDONATI

“Ci avete abbandonato, vergogna”. Alcuni ex residenti ora sfollati del palazzo crollato a Ponte Milvio e degli stabili attigui hanno dato vita a una protesta in Assemblea capitolina durante la seduta straordinaria di oggi dedicata proprio al disastro di via della Farnesina. “Ci sentiamo abbandonati, stiamo lavorando da soli con la magistratura mentre il Comune se ne lava le mani, si sta disinteressando della questione- spiega Riccardo Giovannini, proprietario di uno stabile “ancora inaccessibile” accanto a quello crollato- Noi vogliamo solo che sia applicata la legge italiana che prevede in casi come questo l’intervento della pubblica autorità”. Mentre, sottolinea il cittadino, “al momento tutto è a carico degli abitanti, compresa la demolizione”.

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17 Nov 2016
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