La Lav denuncia: “La sperimentazione degli antibiotici sulle cavie può nuocere all’uomo”

sperimentazione animaleDomani sara’ la Giornata europea degli antibiotici, un’iniziativa di sanita’ pubblica che ha come obiettivo la sensibilizzazione verso la minaccia rappresentata dalla resistenza agli antibiotici, nonche’ sull’uso prudente degli antibiotici stessi. Infatti, i dati piu’ recenti confermano che nell’Unione europea il numero di pazienti infetti da batteri resistenti e’ in aumento e che la resistenza agli antibiotici rappresenta uno dei problemi piu’ temibili per la salute pubblica. In particolare- rileva la Lav- il rapporto della sorveglianza Esac-net dell’Unione Europea evidenzia un consumo medio europeo fuori dagli ospedali di 21,6 dosi al giorno ogni mille abitanti (per il 2014), con l’Italia al quinto posto con 27,8 (dosi al giorno ogni mille abitanti). Il sovraconsumo di antibiotici, con la conseguenza di un possibile pericoloso aumento di reazioni avverse da farmaco, e’ segnalato da anni anche dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), ma questi allarmanti dati non sono che l’ennesima faccia dello stesso problema: la sperimentazione animale.

L’uso di modelli animali nella ricerca permette di mettere in commercio sostanze potenzialmente pericolose e dannose per l’uomo e per l’ambiente– denuncia la Lav- muovendo un business multimiliardario che ben poco a che a fare con la nostra salute, che piega e rende “dipendenti dal farmaco” animali, esseri umani e piante. Proprio la storia della scoperta della penicillina, il capostipite degli antibiotici, e’ un esempio della fallacia della vivisezione. Tale farmaco, infatti, risulto’ letale per le cavie, mentre e’ salvavita per i malati umani. Lo stesso scopritore, Alexander Fleming, dichiaro’ che se il suo gruppo di ricerca si fosse fermato davanti ai risultati negli animali, si sarebbe concluso che il farmaco era tossico e probabilmente l’intera gamma degli antibiotici non avrebbe visto la luce. 

“Inutile istituire la Giornata europea sugli effetti dell’abuso di antibiotici, se non si attribuisce un fondamento scientifico al sistema di messa in commercio dei farmaci vietando la sperimentazione animale. Fino a quando si ricorrera’ alla ricerca sugli animali i dati delle sperimentazioni saranno inutili, fuorvianti e potenzialmente pericolosi, oltre a poter essere manipolati in base all’utilizzo o al risultato che si vuole ottenere. Solo una ricerca rigorosamente scientifica ed etica, una scienza dall’uomo per l’uomo, potra’ garantire la sicurezza dei prodotti farmaceutici che assumiamo, e il vero progresso”, afferma la biologa Michela Kuan, responsabile Lav settore Vivisezione.

17 Novembre 2015
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